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Come puoi arrivare all’eccellenza?

Ti è mai capitato di fare qualcosa e di scoprire che lo sai fare bene? Una qualsiasi cosa: correre, ballare, scrivere, cucinare, pulire i vetri, comporre musica, giocare alla play station, ricamare, dare consigli, bloggare, leggere, organizzare eventi etc..

Se ti capita di nuovo e ti accorgi che la tua performance è di un livello superiore alla media, allora ti conviene fermarti un attimo e pensare che forse quella è la tua zona di eccellenza, ciò su cui dovresti focalizzarti per lasciare il segno della tua presenza su questo pianeta e per vivere una vita migliore.

Purtroppo nelle scuole italiane ancora ci insegnano a investire tempo e energie sulle materie in cui riusciamo peggio e a non dedicare troppo tempo a quelle in cui invece siamo bravi. Pensano, in questo modo, di sviluppare un ampio livello di competenze su più discipline. Ma è sbagliato! Alla fine, se passiamo troppo tempo a migliorare i nostri punti deboli, avremo solo una sfilza di punti deboli forti, che non serviranno a ottenere un margine competitivo nel mondo del lavoro, né ci daranno la possibilità di diventare ricchi.

Non lasciarti condizionare dai voti scolastici
La mediocrità non è una strada che porta al successo. E vuoi sapere una cosa? Nemmeno la sufficienza porta al successo. E neanche i voti alti che ti assegnano al liceo dopo aver “eseguito” correttamente il percorso didattico indicato dall’insegnante.

Conosco centinaia di ex studenti che hanno avuto il massimo dei voti e che oggi sono alle dipendenze di validi imprenditori o professionisti che invece si sono diplomati o laureati con voti bassi.

È un paradosso? Si! Ma qui in Italia si ripete ogni giorno. È il sistema scolastico che non funziona più. È antico, sorpassato, anacronistico. A partire dal reclutamento, che si basa su un meccanismo a punti tipo quelli della Barilla, per finire alla programmazione degli insegnamenti che non hanno alcuna utilità nell’attuale mondo del lavoro.

Per insegnare alla gente a fare bene qualcosa, occorre che quella cosa la sappia fare bene prima l’insegnante. In Italia invece è diverso: “Chi sa, fa! Chi non sa… insegna!”.

Per questo ti dico: non lasciarti condizionare dai voti e dal sistema valutativo cui sei stato abituato a scuola. Il più delle volte è sbagliato e non è in grado di far emergere le tue vere potenzialità. Non è colpa tua se a scuola credevi di essere un asino e poi scopri di essere un talento nel mondo del lavoro.

Segui gli indizi del tuo talento
Tutti noi siamo venuti al mondo con una serie di talenti. Il problema è riuscire a trovarli. Per molti il processo di scoperta dura anni; altri non riescono mai davvero a capire quali essi siano, finendo per vivere una vita meno soddisfacente, forse perché trascorrono gran parte del proprio tempo in lavori o attività inadatte alle loro capacità.

Ma cos’è un talento? E come si può stanarlo?

Facciamo così: pensa a Jim Carrey, l’attore americano che a fatto The Mask e, prima ancora, Ace Ventura, l’acchiappanimali. Credi che il suo talento sia la recitazione? Ti sbagli! C’è chi è veramente portato per queste cose, ma il vero talento di Carrey non era l’interpretazione – che ha imparato negli anni -, piuttosto il fatto di muovere e contorcere faccia e corpo fino ad assumere le posizioni più strane, proprio come se fosse di gomma.

Ti sembrerà strano, ma è stato proprio questo che l’ha portato alla notorietà e a essere una star del cinema che oggi gestisce oltre venti milioni di dollari a film.

Il talento non è sapere le tabelline a memoria o conoscere la data di nascita di Giuseppe Ungaretti. Non è il saper fare a tutti i costi qualcosa che sia condiviso dalla famiglia, dalla comitiva o dalla società. Il talento è quasi sempre una predisposizione a saper fare qualcosa che altri non sanno fare allo stesso modo, in eguale misura di tempo o con la medesima naturalezza. Il che non esclude che gli altri non la vedono come una capacità straordinaria da coltivare.

Il mio amico del cuore, che ha reso felice la mia adolescenza e che oggi non è più tra noi per via di un incidente stradale, aveva solo 13 anni quando riusciva a smontare ogni pezzo del suo motorino e a ricomporlo esattamente come prima. Io non riuscivo nemmeno a ricordare i nomi di tutti quei componenti metallici. Ma lui sì, era bravo. Si vedeva che era portato per i motori. Se Dio non avesse deciso di chiamarlo a sé e nessuno della sua famiglia l’avesse ostacolato nel dare ascolto alla sua più grande passione, forse oggi sarebbe stato il più bravo meccanico del mondo.

Quando sei particolarmente portato a fare delle cose, gli indizi per scoprire il tuo talento ci sono tutti. A cominciare dagli amici che mentre ti osservano si lasciano andare in esclamazioni del tipo “Però!!! Sei proprio bravo….”.

Presta attenzione a quello che senti in giro. Se qualcuno ti fa un complimento mentre stai disegnando, senza che tu gli abbia chiesto nulla, è possibile che si tratti di una considerazione sincera. E se l’episodio si ripete più volte (a scuola, in famiglia o al bar dell’angolo), forse è il caso di valutare seriamente che quella del disegno è un’attività per la quale sei veramente portato.

Ho conosciuto delle persone sul web che non hanno delle particolari abilità tecniche. Non sanno scrivere, non sanno programmare script, non sanno disegnare un’header, ma sanno parlare con gli altri. Esercitano in modo del tutto spontaneo un fascino irresistibile che la gente coglie nelle parole e nei fatti e li segue fedelmente in tutto quello che fanno.

Sviluppa il tuo talento
Jim Carrey, da ragazzo, ha trascorso lunghe ore al giorno esercitandosi davanti allo specchio, giungendo alla consapevolezza di possedere un gran talento per le imitazioni.

Ma ancora prima di Carrey, un grande attore italiano del dopoguerra, che personalmente credo non abbia mai avuto pari nello scenario cinematografico nazionale e internazionale, Totò (Antonio De Curtis), faceva sforzi fisici sovrumani per ottenere quell’espressione unica nel suo viso asimmetrico con la mascella deragliata.

Egli stesso disse: Io a Roma frequentavo assiduamente i teatri di varietà e rimanevo estasiato davanti alle buffonate delle “macchiette”. Rifacevo e ridicevo da me, e quelle loro smorfie e quelle loro battute, e poi dinanzi ai miei compagni i quali ridevano e mi applaudivano. Mi lusingarono insomma. Resero quei successi fra i ragazzi della mia età, più forte la mia passione per fare l’attor comico.

Una volta che i tuoi indizi di talento diventano prove inconfutabili, non ti resta altro che rimboccarti le maniche e fare tutto quello che è nelle tue possibilità per raggiungere elevati livelli di competenza. Qualunque sia il tuo campo o la tua specializzazione, devi concentrare i tuoi sforzi con un impegno continuo a migliorare di giorno in giorno e con un grande desiderio di eccellere, e entro un anno o due la gente ti considererà un genio.

Scopri il tuo talento e poi lavora come un pazzo per migliorarlo.

Fai come Corrado Valletta

Corrado Valletta

Corrado Valletta

Corrado Valletta è nato e cresciuto a Napoli. Eppure, se lo senti parlare, non riesci a cogliere alcuna inflessione dialettale. Non solo, ma la sua voce è talmente sensuale, suadente o, come gli dicevano spesso le ragazze che ha frequentato, flautata, che sin da piccolo gli arrivano segnali interessanti sul suo talento.

A scuola, quando doveva conferire alla cattedra, gli insegnanti, più che valutare i contenuti della sua interrogazione, lo ascoltavano per il piacere di farsi trasportare dal suono della sua voce. Durante l’esame di maturità, il presidente della commissione gli disse che con quella voce e con quella dizione avrebbe potuto leggere il telegiornale.

A questo punto, Corrado ebbe la cosiddetta prova provata. Gli indizi si erano fatti più autorevoli. E se anche gli adulti del mondo del lavoro gli dicevano di avere una voce straordinaria, non poteva più trascurare il fatto di essere un talentuoso e di dover sviluppare le sue innate capacità e migliorarle sul piano tecnico.

Già lo faceva di suo per mero diletto, ma dal momento che ebbe la certezza di essere portato per un lavoro che faceva leva sulla sua voce, Corrado aumentò i suoi esercizi di lettura a voce alta. Leggeva e interpretava. Registrava la sua voce e si riascoltava. Doppiava i telefilm americani cercando anche di cambiare l’intonazione che bisognava dare di volta in volta a seconda della scena e del personaggio.

Ha fatto questo ogni giorno della sua vita. Leggeva ad alta voce anche i tabelloni pubblicitari o gli avvisi comunali affissi nelle bacheche lungo le strade di Napoli.

Diventò così bravo e sicuro che quando Cesare Barbetti (doppiatore di Robert Redford, Steve McQueen, Steve Martin, Bruce Lee e tanti altri divi del cinema) lo ascoltò in un provino, rimase colpito dalle sue abilità e credette che Corrado fosse già un doppiatore professionista.

La storia di Corrado è una storia di talento che si trasforma in eccellenza grazie a una potente focalizzazione. Egli si è concentrato sin da subito sulle sue capacità per migliorarle e per arrivare a livelli di elevata tecnicalità. Nel suo percorso di crescita non ha fatto altro che allenarsi,  giorno dopo giorno. E oggi è davvero impressionante vederlo all’opera. Riesce a leggere e a recitare le parole scritte su un rigo, mentre i suoi occhi hanno già letto, interpretato e eventualmente corretto le parole del rigo successivo.

Uno speaker d’eccellenza, insomma. Uno che ha stanato il suo talento e lo ha processato nel modo giusto per farne un lavoro straordinario.

Oggi lavora con delle importanti produzioni televisive (es.: “Un posto al sole” – RAI 3) e da questo mese anche con noi di lavoro-casa.com per la realizzazione di audio libri, ovvero, di libri narrati con la sua voce.

Clicca sul player qui sotto per capire di cosa sto parlando. Si tratta di una porzione di brano estratta del mio audio libro sul copywriting, non ancora disponibile. La voce narrante è quella di Corrado.

[audio:http://www.lavoro-casa.com/wp-content/demo_audio_lettura.mp3]

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1 Comment »

  1. avatar maxp76 ha commentato:

    Complimenti a Corrado per la voce!
    Avete mai pensato ad un infoprodotto per migliorare la voce?
    Io sicuramente lo prenderei ;-)

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