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Guida al successo personale e professionale

Hai mai sentito dire che il successo è una condizione mentale? In effetti, è vero! È qualcosa che ha a che fare con quello che pensiamo e con le nostre abitudini. Una buona abitudine può essere il punto di partenza di un successo duraturo, così come una cattiva abitudine può stare alla base di un fallimento.

Ora seguimi, perché voglio farti un bel discorsetto che non dimenticherai facilmente.

Le buone abitudini
Qualche anno fa conoscevo un anziano signore di nome Carmine che ogni mattina alle 6.00 dava da mangiare ai suoi piccioni. Lo faceva sempre, ogni giorno, ed era puntuale. Poi ho scoperto che era a capo di un team di centinaia di venditori che produceva un volume d’affari annuo di circa 8 miliardi di lire.

Cosa c’entrano i piccioni con i suoi guadagni? C’entrano nella misura in cui Carmine aveva capito che mentre si occupava della piccionaia, la sua mente inconsciamente era in grado di pensare, di ripensare e di pensare ancora. Elaborava idee, strategie, piani d’azione, e tutto era straordinariamente efficace. Sapeva che per qualche strana coincidenza del primo giorno la sua mente aveva associato a quel posto e a quelle attività manuali una sorta di metodo creativo spontaneo e automatico che in altri luoghi e in altre circostanze non veniva fuori. Ora, se tutto questo per Carmine faceva parte di un loop straordinario che migliorava la sua vita personale e professionale, si capisce anche perché non voleva cambiare le sue abitudini.

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7 Comments »

  1. avatar debbizen ha commentato:

    Sono assolutamente daccordo su quanto letto, inoltre ho seguito e tenuto molte lezioni sull’argomento, nonostante ciò è sempre molto difficile, ma non impossibile, mettere a tacere la parte conscia a favore di quella inconscia, o comunque farle andare di pari passo.Equilibrio. L’errore comune è quello di credere che quella vocina (il grillo di Pinocchio)che sentiamo sovente all’orecchio quando stiamo per prendere delle decisioni “istintive” sia la coscienza razionale che guida i nostri passi verso il meglio, il giusto. In realtà non è così.Un’altra vocina arriva dalla “pancia” ma l’educazione ricevuta e i modelli di comunicazione non verbale (corpo, voce, sguardo..) appresi sin da piccoli ci hanno fatto dimenticare il suono di questa buona consigliera.
    Un pensiero a tutti gli amici…ascoltate la vostra pancia…e il vostro corpo.
    debbizen

  2. avatar Barbara Puccio ha commentato:

    Carlo,
    condivido pienamente con le tue affermazioni. Secondo me andrebbero rinvigorite ed accentuate la lettura e la tecnica del dialogo interiore anche attraverso semplici esercizi quotidiani, come per esempio dedicare 15 minuti al giorno all’approfondimento di un argomento che ci appassiona o concedersi una pausa di 10 min solo per riflettere soli con se stessi.
    Post molto interessante.
    Saluti
    Barbara

  3. avatar Carlo D'Angiò ha commentato:
  4. avatar Marta Pisani ha commentato:

    Condivido pienamente!
    Sono convinta che tutto ciò che stimola i nostri sensi, può celare una conessione, più o meno prevedibile, con ricordi e emozioni.
    E che è essenziale, per chi ha bisogno di stimolare la creatività ( e chi non ne ha?), l’essere a conoscenza delle teorie che spiegano i meccanismi delle connessioni cerebrali e che ci illuminano su come interagiscono le due parti della nostra mente.

    Esempio illustre si può trovare nei pittori Surrealisti, che si allacciarono alle teorie di Freud sull’Inconscio, per creare le loro opere, dominate da immagini che traevano dal loro onirico.

    A chi fosse interessato al campo degli stimoli visivi, suggerisco lo studio della teoria della percezione e della psicologia forma e dei colori.
    Anche se il nome può impressionare, questa materia ci racconta di cose che coinvolgono tutti quotidianamente. Ad esempio, svela perchè i segnali di pericolo sono triangolari e rossi, oppure perchè nei periodi di recessione si aquistano più automobili di colore grigio.
    In più sono sostenitrice del fatto che propio noi stessi a possiamo diventare fornitori di tecniche efficaci, un esempio: Ho sempre avuto l’ossessione dei ritagli di giornale o del collezzionare immagini che trovovo in rete, e quella di conservare gli oggetti più bizzarri e inuti solo perchè mi piacevano, continuando a farlo neglia anni quasi automaticamente senza chiedermane il perchè.
    Poi durante la lettura di un manuale inglese, sulla professione di illustratore (ciò amo fare e che sogno possa diventare anche la mia professione) ho scoperto che quello che io avevo sempre fatto, guidata dal puro desiderio di appagamento personale, è propio ciò che maggiormante viene suggerito dagli insegnanti, per stimolare la creatività e per arricchire il propio archivio visivo!

    Perciò ancora complimenti a Carlo perchè come sempre è riuscito a tirar fuori dal cilindro un argomento interessante, utile e multisfaccettato!

    Ciao,
    Marta

  5. avatar Giuseppe Grancagnolo ha commentato:
  6. avatar monia314 ha commentato:

    Ciao Carlo, anzitutto complimenti perchè stai portando avati un ottimo lavoro e sempre di più! Bravo!
    Riguardo alla nostra mente è vero noi abbiamo molti potenziali nel nostro inconscio ma che spesso non riusciamo a coglierli. Io stessa mi sto documentando e piano piano riuscirò a scoprire nuove prospettive ma è un lavoro non facile che deve essere in costante allenamento.
    Grazie ancora per tutto questo Carlo, complimenti!!Monia

  7. avatar Carlo D'Angiò ha commentato:

    Marta: ottima considerazione. Ciascuno dovrebbe focalizzarsi su quello che sa fare meglio. Ma credo che scriverò oggi stesso un nuovo post su quest’argomento.

    Giuseppe: grazie per la tua testimonianza vocale, anche se la stessa non rende l’idea di quale persona meravigliosa sei!

    Monia: è proprio vero quello che dici. Io dico spesso che chi non sa non sa di non sapere. Ma se solo diventassimo un poco più consapevoli di “non sapere”… che vita straordianria ne verrebbe fuori!

    Grazie a tutti
    Ciaoooooo

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