Guida al successo personale e professionale




Hai mai sentito dire che il successo è una condizione mentale? In effetti, è vero! È qualcosa che ha a che fare con quello che pensiamo e con le nostre abitudini. Una buona abitudine può essere il punto di partenza di un successo duraturo, così come una cattiva abitudine può stare alla base di un fallimento.

Ora seguimi, perché voglio farti un bel discorsetto che non dimenticherai facilmente.

Le buone abitudini
Qualche anno fa conoscevo un anziano signore di nome Carmine che ogni mattina alle 6.00 dava da mangiare ai suoi piccioni. Lo faceva sempre, ogni giorno, ed era puntuale. Poi ho scoperto che era a capo di un team di centinaia di venditori che produceva un volume d’affari annuo di circa 8 miliardi di lire.

Cosa c’entrano i piccioni con i suoi guadagni? C’entrano nella misura in cui Carmine aveva capito che mentre si occupava della piccionaia, la sua mente inconsciamente era in grado di pensare, di ripensare e di pensare ancora. Elaborava idee, strategie, piani d’azione, e tutto era straordinariamente efficace. Sapeva che per qualche strana coincidenza del primo giorno la sua mente aveva associato a quel posto e a quelle attività manuali una sorta di metodo creativo spontaneo e automatico che in altri luoghi e in altre circostanze non veniva fuori. Ora, se tutto questo per Carmine faceva parte di un loop straordinario che migliorava la sua vita personale e professionale, si capisce anche perché non voleva cambiare le sue abitudini.

La lettura ti aiuta a crescere!
La mente inconscia ha un potere straordinario, e il fatto di rendersene conto diventa estremamente vantaggioso nella vita come negli affari. Un uomo di successo sa che deve autosservarsi continuamente. L’autocritica fa parte della crescita e del miglioramento personale. E se c’è qualcosa che ti consiglio di fare subito per ottimizzare le tue risorse interiori è proprio quella di prendere familiarità con la tua parte inconscia. Come si fa? Te lo dico io: devi cominciare a leggere tutto quello che trovi di interessante sull’argomento.

La lettura ti aiuta a crescere e semplificare il ragionamento. Ti fornisce schemi ed esempi già collaudati, che tu puoi simulare integralmente, oppure studiare più a fondo per trarne modelli nuovi da sperimentare nella tua mente.

Una volta che hai capito dove mettere le mani per conoscerti meglio e per prenderti cura di te stesso, vorrai saperne di più, ti si apriranno mondi nuovi da esplorare e ognuno avrà più di un sentiero da farti percorrere.

La mente e le informazioni
Esiste una copiosa letteratura sulla struttura del cervello umano. Molte cose sono state scoperte, molte altre sono al vaglio di scienziati e ricercatori; molte altre ancora probabilmente sfuggono all’esigenza cognitiva e restano per il momento un mistero per la scienza. Ma una cosa è certa: il cervello funziona su una struttura, detta mente conscia, e su una sottostruttura molto potente chiamata mente inconscia.

Ci si avvale della prima ogni volta che si ha bisogno di concentrarsi su qualcosa e si è pienamente consapevoli dell’attività mentale in corso. La mente inconscia, invece, è sempre funzionante e attiva, anche quando non ce ne rendiamo conto. Anzi, si può dire che il più delle volte l’inconscio opera a un livello che sfugge alla nostra attenzione e tutto quello che ne consegue spesso viene attribuito a fatti istintuali o intuitivi.

In realtà, la nostra mente inconscia acquisisce ogni giorno una quantità sorprendente di informazioni, condividendo con la mente conscia solo quelle che reputa necessarie.

Facciamo un esempio: se qualcuno con la sigaretta involontariamente ti sfiora la mano, tu ritrai il braccio . Questo fatto, che spesso chiamiamo istinto, ha a che fare con le informazioni gestite dalla mente inconscia, nella quale esiste già l’esperienza della scottatura, così quando i tuoi occhi catturano la scena e rappresentano l’immagine al cervello, il tuo inconscio comunica un’emergenza e ti ordina di ritrarre la mano. E tu, senza nemmeno accorgertene, lo fai di scatto.

Gli elefanti da circo
Il legame che esiste tra le informazioni della mente inconscia e le abitudini acquisite è molto consistente. Le abitudini si formano sulla base di comportamenti ripetuti e di informazioni relative agli effetti generati da quei comportamenti che la mente acquisisce a ogni azione.

Per capire di cosa sto parlando basta pensare al comportamento degli elefanti da circo. Sono animali mastodontici, con una forza impressionante. Eppure nei circhi vengono legati a un paletto alto più o meno 50 cm, da cui non osano muoversi. Perché gli elefanti rimangono fermi al palo pur avendo forza sufficiente per sradicarlo? Semplice! Perché così sono stati abituati sin da piccoli, quando hanno provato diverse volte ad allontanarsi e ogni volta si sono dovuti arrestare al limite della corda.

Il paletto in questo modo è entrato a far parte del patrimonio di conoscenze dell’elefante come un freno assoluto, qualcosa da cui non si può sfuggire. Troppo resistente per essere sradicato.

È evidente che quest’informazione che gli elefanti da circo hanno acquisito come una verità irremovibile, non corrisponde al vero. Immagina se qualcuno potesse parlare agli elefanti e dirgli: “ehi, voi, provate a forzare quel paletto e vi renderete conto di avere forza sufficiente per liberarvi”.

Ora, la domanda che ti faccio è questa: quanti paletti ci sono nella tua mente? Quante verità irremovibili non corrispondono al vero? Quante verità nascoste ancora non conosci per dare una svolta alla tua vita? Io non so parlare agli elefanti, ma so farlo con te, e ti posso dire che quella di rimanere fermo al palo è una cattiva abitudine, che ti limita pesantemente e non ti permette di ritrovare quella libertà mentale e di pensiero cui hai diritto dalla nascita.

Ecco dunque la bella notizia: vuoi diventare un imprenditore di successo o un professionista affermato e brillante? Magnifico! Hai la forza sufficiente per farlo! Nessuno può impedirtelo. Non ci sono ostacoli sul tuo cammino, ma solo momenti di crescita indispensabili per migliorare la tua visione degli obiettivi da raggiungere.

Il “no” dei clienti ti avvicina al successo!
Conoscevo un venditore che sapeva vedere il lato buono anche nelle esperienze negative. Diceva che il “no” del potenziale cliente è la cosa migliore che può succedere a un venditore, perché lo avvicina al traguardo della vendita.

In effetti è vero! Traducendo ogni rifiuto in termini monetari ti accorgi che, se ogni “sì” corrisponde a un certo numero di “no”, i rifiuti diventano un investimento finanziario. Mi spiego meglio. Immagina che ogni “sì” equivale a 1.000 euro - che è la quota di partecipazione ai tuoi seminari online su “Come diventare milionari” - e che per avere un’adesione devi presentare la tua offerta ad almeno 50 persone. Sai che significa? Che ogni volta che ti rifiutano l’offerta tu ci guadagni € 20,00. E più ti dicono di “no” e più ci guadagni. Più velocemente lo fanno e prima arrivi al traguardo della vendita, che altro non è che il momento per incassare tutte le € 20,00 maturate.

I giuristi parlerebbero di un termine modale, ovvero, di una condizione al cui verificarsi scattano i presupposti dell’azione contrattuale. Infatti, se riesci a entrare in quest’ottica, ti accorgi che la vendita è proprio come il modus contrattuale: rende liquidi ed esigibili tutti i guadagni derivanti dai “no” che hai raccolto.

Dai retta alla mente inconscia!
So che non tutto quello che sto dicendo ti risulta facile da condividere. È normale! Una parte di te, nonostante la semplicità del ragionamento, si fa ancora delle domande; un’altra invece sta già pensando a come attuare queste strategie di autogestione mentale, perché le trova fondate, ragionevoli e verosimilmente potenti.

Ad esempio, se qualcosa ti dice che faresti bene a testare questo metodo, agisci senza perdere tempo, perché è la tua mente inconscia che ti sta parlando, e se non sei abile a capirlo, rischi di far prevalere le convinzioni limitanti della tua parte vigile. Anche se è più intelligente, raramente la mente inconscia si impone sulle decisioni prese dalla mente conscia. Come quando un fumatore accende una sigaretta. Sa che si sta facendo del male. La sua mente inconscia glielo dice, ma la sua parte consapevole prevale e decide di non ascoltarla.

Il dialogo interiore
L’interazione tra conscio ed inconscio si chiama dialogo interiore. Tutti ce l’hanno. Ed è molto importante saperlo gestire a proprio vantaggio negli svariati processi decisionali avviati dalla nostra mente. Anche adesso, mentre stai leggendo questa pagina, puoi ascoltare la tua voce. Il cervello ti sta facendo pronunciare ogni frase. E sai cosa succede? Che ogni parola apre delle immagini a cui si associano sensazioni e ricordi. Ne derivano stati d’animo che agiscono sulle decisioni.
La potenza delle parole
Le parole hanno una potenza straordinaria. Sono in grado di creare sintonia e fiducia immediata, oppure di inasprire gli approcci e di distruggere la fiducia. Questo succede perché non hanno un significato oggettivo nel mondo esterno. Non esiste una realtà oggettiva delle cose, ma solo quello che una mente è in grado di mappare in base all’esperienza personale.

Ogni esperienza porta con sé una quantità variabile di informazioni, e ogni informazione viene richiamata alla mente attraverso le parole. La mente umana tende ad astrarre e a generalizzare. Lo fa per ridurre il mondo a dimensioni più maneggevoli. Così viene fuori uno schema personale, una mappatura dell’esperienza che ci permette con pochi passaggi linguistici di accendere immagini, aprire ricordi, raffigurarci il mondo esterno collegato alle parole usate.

Qualche anno fa, per lavoro, mi trovai a fare un viaggio con un cliente. Decidemmo di fermarci lungo la strada per mangiare qualcosa. Incontrammo una di quelle trattorie di campagna di una volta, con il camino acceso e i salumi appesi lungo le travate di legno del soffitto. La padrona ci propose subito delle tagliatelle ai funghi appena fatte. Ottima idea! Avevo già un certo languorino per via degli odori deliziosi del locale. Ma mentre pregustavo i sapori di un piatto che a me piace molto, mi accorsi che il mio compagno di viaggio cominciò a sudare. Dopo un po’ gli venne la nausea e dovette correre in toilette. Cosa era successo? Gli andai dietro per assisterlo, ma mi disse di non preoccuparmi, che gli capitava spesso e che tutte le volte che sentiva parlare di funghi o, peggio ancora, che ne sentiva l’odore, provava quel malessere. Così, dopo che si fu ripreso, mi spiegò che qualche anno prima rischiò di morire per via di alcuni funghi velenosi.

Ecco spiegata la reazione! In altre parole, la sua mente aveva interiorizzato in maniera così pesante l’esperienza dell’avvelenamento da funghi, che ogni volta che ne sentiva anche solo parlare il suo corpo reagiva come se stesse rivivendo le medesime sensazioni di malessere avute anni addietro.

Ora capisci la potenza delle parole? Ti rendi conto di come possano cambiare il tuo stato d’animo in base a quelle che sono state le tue esperienze? La sola parola “funghi” è stata capace di provocare sensazioni profondamente diverse a seconda che il destinatario fossi io o il mio compagno di viaggio. È vero che in questa storia c’è un caso patologico, di sofferenza drammatica, e che la parola in sé è tanto rievocativa quanto forte e incisiva è stata l’esperienza del soggetto; ma questo non significa che gli altri abbiano delle zucche vuote al posto della mente. Ognuno ha la sua storia, il suo bagaglio di informazioni; ognuno ha vissuto momenti felici e altri dolorosi; ognuno ha nella sua testa un background di conoscenze, strutturato per mappe mentali che si aprono e si chiudono a seconda della parola chiave usata.

Il sistema mente-corpo non ha a che fare solo con gli stimoli sensoriali esterni, ma con tutto quello che percepiamo anche interiormente, attraverso i ricordi e l’immaginazione.

Conclusioni
Se sei d’accordo su questo, capisci perché il dialogo interiore è fondamentale per il tuo successo. Quante volte ti è capitato di parlare con te stesso e di esprime valutazioni e giudizi sulle cose o sui fatti che ti circondano? A me capita frequentemente, e non penso di essere l’unico a farlo.

È nella natura umana parlare, dialogare, confrontarsi con le parole e dare così un nome e un volto all’esperienza (ovvero, ai fatti che succedono e che interiorizziamo col dialogo). Diventare consapevoli di questo significa rendersi conto di avere uno strumento poderoso per manipolare noi stessi in termini di potenziamento dell’autostima e delle capacità sopite nell’inconscio dalle cattive abitudini.




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7 commenti »

  1. avatar debbizen ha commentato:

    Sono assolutamente daccordo su quanto letto, inoltre ho seguito e tenuto molte lezioni sull’argomento, nonostante ciò è sempre molto difficile, ma non impossibile, mettere a tacere la parte conscia a favore di quella inconscia, o comunque farle andare di pari passo.Equilibrio. L’errore comune è quello di credere che quella vocina (il grillo di Pinocchio)che sentiamo sovente all’orecchio quando stiamo per prendere delle decisioni “istintive” sia la coscienza razionale che guida i nostri passi verso il meglio, il giusto. In realtà non è così.Un’altra vocina arriva dalla “pancia” ma l’educazione ricevuta e i modelli di comunicazione non verbale (corpo, voce, sguardo..) appresi sin da piccoli ci hanno fatto dimenticare il suono di questa buona consigliera.
    Un pensiero a tutti gli amici…ascoltate la vostra pancia…e il vostro corpo.
    debbizen

  2. avatar Barbara Puccio ha commentato:

    Carlo,
    condivido pienamente con le tue affermazioni. Secondo me andrebbero rinvigorite ed accentuate la lettura e la tecnica del dialogo interiore anche attraverso semplici esercizi quotidiani, come per esempio dedicare 15 minuti al giorno all’approfondimento di un argomento che ci appassiona o concedersi una pausa di 10 min solo per riflettere soli con se stessi.
    Post molto interessante.
    Saluti
    Barbara

  3. avatar Carlo D'Angiò ha commentato:
  4. avatar Marta Pisani ha commentato:

    Condivido pienamente!
    Sono convinta che tutto ciò che stimola i nostri sensi, può celare una conessione, più o meno prevedibile, con ricordi e emozioni.
    E che è essenziale, per chi ha bisogno di stimolare la creatività ( e chi non ne ha?), l’essere a conoscenza delle teorie che spiegano i meccanismi delle connessioni cerebrali e che ci illuminano su come interagiscono le due parti della nostra mente.

    Esempio illustre si può trovare nei pittori Surrealisti, che si allacciarono alle teorie di Freud sull’Inconscio, per creare le loro opere, dominate da immagini che traevano dal loro onirico.

    A chi fosse interessato al campo degli stimoli visivi, suggerisco lo studio della teoria della percezione e della psicologia forma e dei colori.
    Anche se il nome può impressionare, questa materia ci racconta di cose che coinvolgono tutti quotidianamente. Ad esempio, svela perchè i segnali di pericolo sono triangolari e rossi, oppure perchè nei periodi di recessione si aquistano più automobili di colore grigio.
    In più sono sostenitrice del fatto che propio noi stessi a possiamo diventare fornitori di tecniche efficaci, un esempio: Ho sempre avuto l’ossessione dei ritagli di giornale o del collezzionare immagini che trovovo in rete, e quella di conservare gli oggetti più bizzarri e inuti solo perchè mi piacevano, continuando a farlo neglia anni quasi automaticamente senza chiedermane il perchè.
    Poi durante la lettura di un manuale inglese, sulla professione di illustratore (ciò amo fare e che sogno possa diventare anche la mia professione) ho scoperto che quello che io avevo sempre fatto, guidata dal puro desiderio di appagamento personale, è propio ciò che maggiormante viene suggerito dagli insegnanti, per stimolare la creatività e per arricchire il propio archivio visivo!

    Perciò ancora complimenti a Carlo perchè come sempre è riuscito a tirar fuori dal cilindro un argomento interessante, utile e multisfaccettato!

    Ciao,
    Marta

  5. avatar Giuseppe Grancagnolo ha commentato:
  6. avatar monia314 ha commentato:

    Ciao Carlo, anzitutto complimenti perchè stai portando avati un ottimo lavoro e sempre di più! Bravo!
    Riguardo alla nostra mente è vero noi abbiamo molti potenziali nel nostro inconscio ma che spesso non riusciamo a coglierli. Io stessa mi sto documentando e piano piano riuscirò a scoprire nuove prospettive ma è un lavoro non facile che deve essere in costante allenamento.
    Grazie ancora per tutto questo Carlo, complimenti!!Monia

  7. avatar Carlo D'Angiò ha commentato:

    Marta: ottima considerazione. Ciascuno dovrebbe focalizzarsi su quello che sa fare meglio. Ma credo che scriverò oggi stesso un nuovo post su quest’argomento.

    Giuseppe: grazie per la tua testimonianza vocale, anche se la stessa non rende l’idea di quale persona meravigliosa sei!

    Monia: è proprio vero quello che dici. Io dico spesso che chi non sa non sa di non sapere. Ma se solo diventassimo un poco più consapevoli di “non sapere”… che vita straordianria ne verrebbe fuori!

    Grazie a tutti
    Ciaoooooo

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