Le buone abitudini |
| Qualche anno fa conoscevo un anziano signore di nome Carmine che ogni mattina alle 6.00 dava da mangiare ai suoi piccioni. Lo faceva sempre, ogni giorno, ed era puntuale. Poi ho scoperto che era a capo di un team di centinaia di venditori che produceva un volume d’affari annuo di circa 8 miliardi di lire.
Cosa c’entrano i piccioni con i suoi guadagni? C’entrano nella misura in cui Carmine aveva capito che mentre si occupava della piccionaia, la sua mente inconsciamente era in grado di pensare, di ripensare e di pensare ancora. Elaborava idee, strategie, piani d’azione, e tutto era straordinariamente efficace. Sapeva che per qualche strana coincidenza del primo giorno la sua mente aveva associato a quel posto e a quelle attività manuali una sorta di metodo creativo spontaneo e automatico che in altri luoghi e in altre circostanze non veniva fuori. Ora, se tutto questo per Carmine faceva parte di un loop straordinario che migliorava la sua vita personale e professionale, si capisce anche perché non voleva cambiare le sue abitudini. |
Gli elefanti da circo |
| Il legame che esiste tra le informazioni della mente inconscia e le abitudini acquisite è molto consistente. Le abitudini si formano sulla base di comportamenti ripetuti e di informazioni relative agli effetti generati da quei comportamenti che la mente acquisisce a ogni azione.
Per capire di cosa sto parlando basta pensare al comportamento degli elefanti da circo. Sono animali mastodontici, con una forza impressionante. Eppure nei circhi vengono legati a un paletto alto più o meno 50 cm, da cui non osano muoversi. Perché gli elefanti rimangono fermi al palo pur avendo forza sufficiente per sradicarlo? Semplice! Perché così sono stati abituati sin da piccoli, quando hanno provato diverse volte ad allontanarsi e ogni volta si sono dovuti arrestare al limite della corda. Il paletto in questo modo è entrato a far parte del patrimonio di conoscenze dell’elefante come un freno assoluto, qualcosa da cui non si può sfuggire. Troppo resistente per essere sradicato. È evidente che quest’informazione che gli elefanti da circo hanno acquisito come una verità irremovibile, non corrisponde al vero. Immagina se qualcuno potesse parlare agli elefanti e dirgli: “ehi, voi, provate a forzare quel paletto e vi renderete conto di avere forza sufficiente per liberarvi”. Ora, la domanda che ti faccio è questa: quanti paletti ci sono nella tua mente? Quante verità irremovibili non corrispondono al vero? Quante verità nascoste ancora non conosci per dare una svolta alla tua vita? Io non so parlare agli elefanti, ma so farlo con te, e ti posso dire che quella di rimanere fermo al palo è una cattiva abitudine, che ti limita pesantemente e non ti permette di ritrovare quella libertà mentale e di pensiero cui hai diritto dalla nascita. Ecco dunque la bella notizia: vuoi diventare un imprenditore di successo o un professionista affermato e brillante? Magnifico! Hai la forza sufficiente per farlo! Nessuno può impedirtelo. Non ci sono ostacoli sul tuo cammino, ma solo momenti di crescita indispensabili per migliorare la tua visione degli obiettivi da raggiungere. |
Il “no” dei clienti ti avvicina al successo! |
| Conoscevo un venditore che sapeva vedere il lato buono anche nelle esperienze negative. Diceva che il “no” del potenziale cliente è la cosa migliore che può succedere a un venditore, perché lo avvicina al traguardo della vendita.
In effetti è vero! Traducendo ogni rifiuto in termini monetari ti accorgi che, se ogni “sì” corrisponde a un certo numero di “no”, i rifiuti diventano un investimento finanziario. Mi spiego meglio. Immagina che ogni “sì” equivale a 1.000 euro - che è la quota di partecipazione ai tuoi seminari online su “Come diventare milionari” - e che per avere un’adesione devi presentare la tua offerta ad almeno 50 persone. Sai che significa? Che ogni volta che ti rifiutano l’offerta tu ci guadagni € 20,00. E più ti dicono di “no” e più ci guadagni. Più velocemente lo fanno e prima arrivi al traguardo della vendita, che altro non è che il momento per incassare tutte le € 20,00 maturate. I giuristi parlerebbero di un termine modale, ovvero, di una condizione al cui verificarsi scattano i presupposti dell’azione contrattuale. Infatti, se riesci a entrare in quest’ottica, ti accorgi che la vendita è proprio come il modus contrattuale: rende liquidi ed esigibili tutti i guadagni derivanti dai “no” che hai raccolto. |
Dai retta alla mente inconscia! |
| So che non tutto quello che sto dicendo ti risulta facile da condividere. È normale! Una parte di te, nonostante la semplicità del ragionamento, si fa ancora delle domande; un’altra invece sta già pensando a come attuare queste strategie di autogestione mentale, perché le trova fondate, ragionevoli e verosimilmente potenti.
Ad esempio, se qualcosa ti dice che faresti bene a testare questo metodo, agisci senza perdere tempo, perché è la tua mente inconscia che ti sta parlando, e se non sei abile a capirlo, rischi di far prevalere le convinzioni limitanti della tua parte vigile. Anche se è più intelligente, raramente la mente inconscia si impone sulle decisioni prese dalla mente conscia. Come quando un fumatore accende una sigaretta. Sa che si sta facendo del male. La sua mente inconscia glielo dice, ma la sua parte consapevole prevale e decide di non ascoltarla. |
Il dialogo interiore |
| L’interazione tra conscio ed inconscio si chiama dialogo interiore. Tutti ce l’hanno. Ed è molto importante saperlo gestire a proprio vantaggio negli svariati processi decisionali avviati dalla nostra mente. Anche adesso, mentre stai leggendo questa pagina, puoi ascoltare la tua voce. Il cervello ti sta facendo pronunciare ogni frase. E sai cosa succede? Che ogni parola apre delle immagini a cui si associano sensazioni e ricordi. Ne derivano stati d’animo che agiscono sulle decisioni. |
Conclusioni |
| Se sei d’accordo su questo, capisci perché il dialogo interiore è fondamentale per il tuo successo. Quante volte ti è capitato di parlare con te stesso e di esprime valutazioni e giudizi sulle cose o sui fatti che ti circondano? A me capita frequentemente, e non penso di essere l’unico a farlo.
È nella natura umana parlare, dialogare, confrontarsi con le parole e dare così un nome e un volto all’esperienza (ovvero, ai fatti che succedono e che interiorizziamo col dialogo). Diventare consapevoli di questo significa rendersi conto di avere uno strumento poderoso per manipolare noi stessi in termini di potenziamento dell’autostima e delle capacità sopite nell’inconscio dalle cattive abitudini.
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Sono assolutamente daccordo su quanto letto, inoltre ho seguito e tenuto molte lezioni sull’argomento, nonostante ciò è sempre molto difficile, ma non impossibile, mettere a tacere la parte conscia a favore di quella inconscia, o comunque farle andare di pari passo.Equilibrio. L’errore comune è quello di credere che quella vocina (il grillo di Pinocchio)che sentiamo sovente all’orecchio quando stiamo per prendere delle decisioni “istintive” sia la coscienza razionale che guida i nostri passi verso il meglio, il giusto. In realtà non è così.Un’altra vocina arriva dalla “pancia” ma l’educazione ricevuta e i modelli di comunicazione non verbale (corpo, voce, sguardo..) appresi sin da piccoli ci hanno fatto dimenticare il suono di questa buona consigliera.
Un pensiero a tutti gli amici…ascoltate la vostra pancia…e il vostro corpo.
debbizen
Carlo,
condivido pienamente con le tue affermazioni. Secondo me andrebbero rinvigorite ed accentuate la lettura e la tecnica del dialogo interiore anche attraverso semplici esercizi quotidiani, come per esempio dedicare 15 minuti al giorno all’approfondimento di un argomento che ci appassiona o concedersi una pausa di 10 min solo per riflettere soli con se stessi.
Post molto interessante.
Saluti
Barbara
Condivido pienamente!
Sono convinta che tutto ciò che stimola i nostri sensi, può celare una conessione, più o meno prevedibile, con ricordi e emozioni.
E che è essenziale, per chi ha bisogno di stimolare la creatività ( e chi non ne ha?), l’essere a conoscenza delle teorie che spiegano i meccanismi delle connessioni cerebrali e che ci illuminano su come interagiscono le due parti della nostra mente.
Esempio illustre si può trovare nei pittori Surrealisti, che si allacciarono alle teorie di Freud sull’Inconscio, per creare le loro opere, dominate da immagini che traevano dal loro onirico.
A chi fosse interessato al campo degli stimoli visivi, suggerisco lo studio della teoria della percezione e della psicologia forma e dei colori.
Anche se il nome può impressionare, questa materia ci racconta di cose che coinvolgono tutti quotidianamente. Ad esempio, svela perchè i segnali di pericolo sono triangolari e rossi, oppure perchè nei periodi di recessione si aquistano più automobili di colore grigio.
In più sono sostenitrice del fatto che propio noi stessi a possiamo diventare fornitori di tecniche efficaci, un esempio: Ho sempre avuto l’ossessione dei ritagli di giornale o del collezzionare immagini che trovovo in rete, e quella di conservare gli oggetti più bizzarri e inuti solo perchè mi piacevano, continuando a farlo neglia anni quasi automaticamente senza chiedermane il perchè.
Poi durante la lettura di un manuale inglese, sulla professione di illustratore (ciò amo fare e che sogno possa diventare anche la mia professione) ho scoperto che quello che io avevo sempre fatto, guidata dal puro desiderio di appagamento personale, è propio ciò che maggiormante viene suggerito dagli insegnanti, per stimolare la creatività e per arricchire il propio archivio visivo!
Perciò ancora complimenti a Carlo perchè come sempre è riuscito a tirar fuori dal cilindro un argomento interessante, utile e multisfaccettato!
Ciao,
Marta
Ciao Carlo, anzitutto complimenti perchè stai portando avati un ottimo lavoro e sempre di più! Bravo!
Riguardo alla nostra mente è vero noi abbiamo molti potenziali nel nostro inconscio ma che spesso non riusciamo a coglierli. Io stessa mi sto documentando e piano piano riuscirò a scoprire nuove prospettive ma è un lavoro non facile che deve essere in costante allenamento.
Grazie ancora per tutto questo Carlo, complimenti!!Monia
Marta: ottima considerazione. Ciascuno dovrebbe focalizzarsi su quello che sa fare meglio. Ma credo che scriverò oggi stesso un nuovo post su quest’argomento.
Giuseppe: grazie per la tua testimonianza vocale, anche se la stessa non rende l’idea di quale persona meravigliosa sei!
Monia: è proprio vero quello che dici. Io dico spesso che chi non sa non sa di non sapere. Ma se solo diventassimo un poco più consapevoli di “non sapere”… che vita straordianria ne verrebbe fuori!
Grazie a tutti
Ciaoooooo