E-commerce specialistico |
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| Con questo nome (e-commerce) sono state battezzate le prime attività di scambio del web. Qualche anno fa, il passo più grande e innovativo di un’azienda offline era proprio quello di avere un sito di commercio elettronico.
Sono stati spesi molti soldi per avere delle piattaforme intelligenti con i carrelli e i pulsanti di pagamento. Molti soldi spesi inutilmente. I web master hanno scoperto presto che lo strumento tecnologico non bastava da solo a “creare mercato” e scambio online. Le persone non comprano solo perché è comodo farlo da casa con la carta di credito. Questa è la spiegazione razionale dell’acquisto, ovvero, quella che conta veramente poco nella scelta del consumatore. Le motivazioni d’acquisto sono tutte emotive e istintuali. È il cuore che decide (o, se vogliamo, il cervello rettiliano), e lo fa sulla spinta di una serie di stimoli che è solo parzialmente definita e conosciuta. Tra questi, un ruolo di spicco interessante ce l’ha la “specificità dei bisogni”. Grazie a internet e a Google è stato possibile negli anni arrivare a esprimere un desiderio e a vederselo realizzare in un solo clic. Vuoi il caricabatterie di un vecchio modello di telefonino? È facile averlo! Non c’è bisogno di comprare tutto il pacchetto o di arrivare chissà dove. Se qualcuno al mondo ne ha un esemplare, Google te lo dice. Ebay è un esempio di come questa logica abbia cambiato le abitudini e affinato le pretese dei consumatori. È la frammentazione dei bisogni, di cui parla anche Seth Godin nel suo ultimo libro “Che Pasticcio di Marketing”. Frammentazione e specificità. Bisogni precisi, particolari, motivanti: bisogni di nicchia. Ecco la formula magica che trovi solo scavando un poco più in là di quello che si vede. L’e-commerce di successo è un e-commerce che soddisfa questi bisogni. Non muove in senso orizzontale, “addò coio-coio”, ma in senso verticale, in linea con i bisogni specifici della gente. Fare e-commerce specialistico significa trattare prodotti omogenei di un determinato settore. Il vantaggio per i visitatori sta nel fatto di poter accedere a livelli qualitativi sempre più elevati e selettivi. Puoi vendere occhiali! Ma vendi solo quelli di una certa tipologia (es.: vintage). Puoi vendere penne, ma assicurati che siano tutte stilografiche. Puoi vendere libri di marketing, e allora organizza un catalogo dei migliori libri sull’argomento. Puoi vendere profumi, ma che siano solo quelli fatti dai migliori nasi del pianeta. L’importante è che il visitatore si renda conto di essere entrato nel sito dei suoi sogni. Nel luogo dove ogni cosa è esattamente quello che stava cercando. E può avere anche di più. Può saperne di più, può essere davvero esclusivo. Come si crea un business online di questo genere? Trattando con l’azienda madre e addivenendo a soluzioni di drop shipping o di affiliate marketing. In entrambi i casi ti conviene di più rispetto alle soluzioni di mandato a vendere, di agenzia o altre cose simili. Non hai costi per il mantenimento della struttura e non devi nemmeno preoccuparti della gestione post-vendita (spedizioni, magazzino etc.). Come fare drop shipping o affiliate marketing in modo da avere successo online e da non farlo essere solo un tentativo mediocre di racimolare qualche soldo, è un altro discorso. Sul tema ho preparato un audiocorso di 45 minuti, ma a dire il vero non so se renderlo disponibile. Sto ancora pensando se darlo agli studenti delle mie membership in esclusiva, oppure metterlo in catalogo per tutti.
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Skype Prime |
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Prima di tutto, cos’è Skype? Il mio giovane amico Bruno Esposito dice questo:
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| In breve parole, ti conviene usare Skype non solo per parlare gratis, ma soprattutto come strumento di marketing. Io l’ho piazzato sul mio blog e sulle mie landing page per dare all’utente la possibilità di chiamarmi in ogni momento. E ti confesso che le mie conversioni sono aumentate del 50%.
Quanto ci guadagno a dirti queste cose? Niente! Quindi, se lo faccio è perché ne vale la pena. Ma veniamo a Skype Prime. Cos’è? Un nuovo modo di guadagnare! Così è titolato il post di Mr. Pin di Skype che continua dicendo:
Una vera trovata rivoluzionaria per chi è abituato a pensare alla consulenza come un fenomeno che si svolge tra la presidenziale e le interlocutorie di una scrivania. Sei uno psicologo? Un avvocato? Un medico? Un Commercialista? Un esperto di business online? Un consulente di blogging? Ti basta avere Skype Prime sulle tue pagine web e promuovere questo strepitoso servizio per cominciare subito a lavorare da casa, così come faccio io da diverso tempo. Come funziona con i pagamenti? Ci pensa PayPal, come al solito. Ma se vuoi saperne di più, ti consiglio di visitare la pagina dedicata a questo servizio. |
Blogging per aziende |
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| All’inizio era un modo di comunicare se stesso e di condividere con gli altri informazioni personali. Oggi il blogging ha raggiunto livelli molto professionali.
Ho inaugurato questo blog scrivendo:
La bella notizia è che le imprese italiane non sanno proprio cosa sia un blog e come usarlo per potenziare il marketing aziendale. Non si rendono conto del fatto che non ci sono segreti sul web e che i mercati online, fatti di persone che leggono blog, conoscono i prodotti meglio delle aziende che li fanno. E se una cosa è buona o cattiva, comunque lo dicono a tutti. Un bravo blogger ha la capacità di decretare il successo o il fallimento di un prodotto. Lo fa con naturalezza, come scrive i suoi articoli e le sue considerazioni. Un bravo blogger può raggiungere vaste quote di mercato senza spendere un centesimo, con sole 35 righe di parole. Un bravo blogger è merce molto preziosa per le aziende che vogliono sfruttare il nuovo internet marketing. Un bravo blogger, ovviamente. Conviene prepararsi. A breve le aziende si accorgeranno di avere bisogno di un consulente di blogging. |
Infomarketing Segreto |
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| Me lo sono conservato per ultimo. Forse perché l’infomarketing è un po’ il figlio bastardo del business. Sta sulla bocca di tutti, ma ha un sapore così confuso, acido, avariato che diventa difficile incastonarlo in una trattazione organica.
Impropriamente, gli infomarketer si identificano con i nuovi scrittori del web. Gli esperti di un settore che fanno del proprio knowledge un documento da leggere sul PC. Spesso è un PDF chiamato eBook (libro elettronico) venduto in proprio o da editori online. Il settore sta crescendo, ma porta con sé un grande malcontento, dovuto al fatto che le promesse dispensate dai “guru” del primo giorno non si sono poi avverate. Qualcuno ha detto che bastava fare leva sulle passioni per avere successo online, puntare su quello che più piace per raggiungere traguardi economici importanti! Il proclamo ha sortito i suoi effetti. C’è stata una folla di talentuosi che si è data un gran da fare per scrivere un libro (o guida operativa). Altri hanno prodotto teleconferenze. Altri ancora i video training. E così via. Ma cosa è successo dopo qualche mese? Alcuni hanno guadagnato bene. Altri no! I primi sono i guru del primo giorno, gli altri no. E le promesse fatte sulla leva passionale? Semplicemente non sono state mantenute. Il sistema non funziona. La gente non se ne frega minimamente della tua passione per i bonsai. E nemmeno della tuo grande hobby per il fai-da-te o per il Tae Kwon Do. La leva passionale è una presa per il culo che è servita a quei pochi per acquisire la liquidità di cui avevano bisogno per spostarsi su altri segmenti di mercato. Ma perché i primi hanno guadagnato? Cosa hanno fatto di diverso per avere successo? Queste sono belle domande. E ora proviamo a dare una risposta. Per capire meglio il mio ragionamento e per farti afferrare il meccanismo nascosto dell’infomarketing vincente, ti racconto un episodio che mi ha riguardato direttamente qualche mese fa.
Cosa voglio dirti con questa storia? Che il dolore è una grandissima molla motivazionale. Non c’è nulla come il dolore che possa fermarti dal compiere ogni cosa, compresi gli acquisti e le spese più significative. Come il dolore, ci sono altre fortissimi molle motivazionali, e tutte fanno leva non sulla passione, ma sulla disperazione della gente. Il segreto dei guru, il meccanismo inafferrabile che porta queste persone a fare soldi online con un eBook, è nella scelta della motivazione (potente) che sta alla base di ciò che offrono. Vuoi fare come loro? Vuoi vendere in modo sicuro il tuo ebook e guadagnare online? Allora smettila di scrivere su come fare le migliori fotografie in bianco e nero e comincia a studiare e a ricercare soluzioni efficaci per chi vive in modo disperato. Aiuta le persone a risolvere problemi seri (debiti, salute etc.), a uscire dallo sconforto personale e familiare, a combattere la depressione cronica … e non ci sarà prezzo per quello che avrai fatto. _____________________________________ Photo Credit: Google Image, Istock.com |
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Carlo, questo post è strepitoso!
A caldo, sottinteso che sono d’accordo in toto con quanto scrivi, devo aggiungere che percepisco chiaramente la tua generosità nel diffondere e condividere le informazioni.
Un reiterato grazie è il minimo
Buona domenica
Grazie a te, Anna, per le tue parole e per la tua puntuale constatazione. Aggiungo che la “condivisione” sincera delle informazioni di qualità (che obiettivo primario di questo blog) è l’unica via che porta al benessere e alla libertà.
Quando il numero di quelli che l’avranno capito sarà maggiore degli scettici, questo sarà un mondo migliore.
Potrei averlo scritto io
La notte di Capodanno 2005 ho stilato la mia mission (che parolona!):
“aiutare le persone a vivere bene con se stesse e con gli altri, attraverso l’(in)formazione”.
Qualcuno ha detto che aiutare gli altri ad essere felici, è una sana forma di egoismo: in un mondo di persone libere e che stanno veramente bene, vivremmo tutti meglio.
Sarà pure un’ovvietà, ma io, prova a dire, sono d’accordo
…500 EURO???Mi è venuto un colpo solo a leggerlo! sicuramente te l’ha detto per vedere fino a che punto avevi assorbito l’anestesia!:)
il tuo scrivere è, come sempre, pane al pane e vino al vino, ma per favore, ogni tanto nn puoi scrivere qualcosa per cui io possa commentare NN SONO D’ACCORDO????!!! Divento monotona, dai, e io odio la monotonia, mi manda in sclero, dopo succede che me ne invento una delle mie e poi…succedono i guai!:)
nn farci caso… è che dopo 14 ore filate di lavoro,+ un’ora per accompagnare uno dei miei figli in discoteca e tornare,e nell’attesa che squilli il tel per sentirsi dire “mamma, mi vieni a prendere?” che vuoi pretendere???
A parte gli scherzi, ma mica poi tanto, hai centrato perfettamente il bersaglio: internet è pieno di questi fenomeni che ti danno lucciole per lanterne, io per esempio sono una dei “pesci” che hanno abboccato, e che di quattro iscrizioni a sedicenti corsi che ha fatto, ne ha tenuta in piedi solo una proprio per questo motivo. Sinceramente io nn ho fatto un’analisi così profonda come la tua, nn ne avevo le conoscenze, ma ISTINTIVAMENTE, dopo pochi giorni, un mese di frequenza, ho mollato la presa per il semplice fatto che nn c’era un ordine logico, e quando c’era nn mi portava a niente. Era un pò come scavare in un punto, poi dopo poche badilate, lasciare quel buco per cominciarne un altro,che dopo alcune badilate , anch’esso veniva lasciato per tornare al primo per poi saltare ad un terzo… insomma tanti spunti buoni ma inconcludenti, alla fine ti ritrovi il terreno come un colabrodo senza nemmeno aver piantato una pianta, un fiore, un filo d’erba… rendo l’idea? una cosa però l’ho fatta, visto che quando mi sono iscritta ero la 356esima, mi son fatta due conti e il risultato è stato esattamente quello che hai descritto tu: c’era chi mi aveva invitato a cena, previa quota di partecipazione, dandomi in cambio l’accesso alla cucina e alla lista della spesa con le dosi e tutti i consigli per preparare una cenetta da dio….nn era esattamente l’invito che mi era sembrato di aver ricevuto!!!
Con questo nn voglio polemizzare, nè inveire, voglio credere alla loro buona fede, probabilmente sono io che ho fatto un errore di valutazione su me stessa, perchè seguendo determinati “corsi” mi son resa conto che per seguirli bisognava già avere una base di conoscenza che io nn ho, loro invece danno per scontato che tu le sappia: nn posso accedere all’università senza aver frequentato le elementari!!
Cmq sia ho imparato che, se e quando, vorrò condividere la mie competenze, lo farò in modo e in maniera da farmi capire da un bambino, se capisce lui, capiscono tutti. Credo sia ovvio che quando ci troviamo davanti a qualcosa che nn conosciamo, abbiamo bisogno di partire dall’ABC di quella cosa, altrimenti faticheremo tanto e avremo, se li avremo, risultati miseri e approsimativi…strategia inadeguata per internet: qualunque cosa si faccia sul web, bisogna farla al meglio altrimenti si affonda, è solo questione di tempo.
Ho “abboccato” proprio perchè sono profondamente decisa a cambiare alcune cose nella mia vita, a migliorare la vita della mia famiglia, perchè sono arcistufa di come sono andate fino ad ora determinate cose, nn sono disperata, sono ribelle, di quella ribellione che ti viene dall’esasperazione, quella che ti fa dire ” Ma che cavolo!BASTA! adesso cambio musica, questa nn mi piace, nn è adatta a me, nn è la mia melodia, ci deve essere altro per me e per le persone che amo, se ce l’ha fatta “lui” perchè io no?? chi è lui che nn possa diventarlo anche io??” nasciamo tutti nello stesso modo, e allora?? PERCHè IO NO?? e ogni volta che mi son urlata dentro e a volte anche fuori, quel benedetto perchè no? poi ho trovato la strada, e allora lo rifaccio anche stavolta, PERCHè NO?
Ester
Carlo,ogni post che pubblichi rappresenta per chi ti segue un decisivo momento di crescita nel mondo del businness online.
Questo articolo è favoloso!
Prima di conoscerti vagavo nel nulla in un mondo di informazioni approssimative e imprecise.
Questo perchè gli “altri” (solo pseudo-esperti) info-marketer da sempre propinano notizie copiate da altri mercati, senza uno studio accurato della realtà nostrana.
Tu rappresenti in Italia l’unico vero (genuino!) coach di talento per tutti quelli che - come me e tanti altri - vogliono “svoltare” nel campo dell’internet businness.
Continua così Carlo, non ci abbandonare mai!
@ Ester: ben detto!
Ma quanti ce ne stanno di questi fenomeni che ti danno lucciole per lanterne?
@ Salvatore: grazie davvero!
Ciao Carlo,
premettendo che trovo questo post davvero interessante e che apprezzo moltissimo il tuo lavoro e tutto ciò che in maniera sempre positiva, semplice e pragmatica condividi con tutti noi che leggiamo il tuo blog e che abbiamo acquistato i tuoi e-book
Permettimi un ossevazione un po’ in contrasto:
Tramite l’esempio efficacissimo del dolore ai denti, spieghi il teorema per cui la sofferenza sia la leva che più può spingere a motivare un aquisto, a qualsiasi prezzo,
cosa con la quale sono pienamente daccordo;
ma concludi con il messaggio:
“…comincia a studiare e a ricercare soluzioni efficaci per chi vive in modo disperato.
Aiuta le persone a risolvere problemi seri (debiti, salute etc.), a uscire dallo sconforto personale e familiare, a combattere la depressione cronica … e non ci sarà prezzo per quello che avrai fatto..”
La mia perplessità nasce qui:
c’è veramente differenza fra le false promesse dei “guru” e l’indicare soluzioni realistiche e fattibili?
Cioè, non voglio mettere in dubbio la tua competenza e l’esperienza in prima persona.
E’ solo che a volte tendo ad essere tendenzialmente molto pessimista nei confronti di questo paese e della sua mentalità di fondo.
Mi spiego: sicuramente ci sono molte persone che cercano on-line la soluzione ai loro problemi: cure per malattie, consigli sui disagi quotidiani, e chi più ne ha più ne metta…
Però quello credo è che nella stragrande maggioranza non cerchino veramente soluzioni efficaci al loro problema, ma
soltanto qualcuno o qualcosa che li illuda che ciò sia possibile!
Cioè, siamo realistici, se abbiamo delle difficoltà, nella maggior parte dei casi, siamo propio noi stessi,con i nostri limiti e le nostre pigrizie ad esserne la causa principale, o perlomeno il freno ad ogni possibile soluzione, ed in fondo, in fondo ne siamo consapevoli.
Non basta avere metodo, tecnica o semplicemente sapere cosa fare, bisogna averne voglia!
Ad esempio:
Scrivendo un e-book sul risparmio con suggerimenti su come spendere meno, senza false promesse con vere soluzioni, si farebbe davvero la soddisfazione del cliente?
Io non ne sono sicura, perchè come scrivevi tu qualche tempo fa, le persone si lamentano di non avere soldi, ma non sanno rinunciare anche alla più stupidafrivolezza!
Perciò il fruitore potrebbe reagire così:
” eh sì! La scoperta dell’aqua calda: era ovvio che scegliedo una banca con meno spese, un fornitore di enegia meno caro e una compagnia telefonica low cost si risparmia. E poi,certo,se evito di comprare la macchina super accessoriata ultimo modello, avrò rate più basse…ho preso l’ennesima fregatura, non potevo aquistare niente di più inutile, pieno di ovvietà, per niente rivoluzionario”
La realtà che vedo io è che la maggior parte della gente non è che non sappia come risolvere i propri problemi, è che semplicemente non ha la minima voglia di impegnarsi a farlo.
Vivono nella speranza che ci sia qualcuno con la bacchetta magica che possa migliorare loro l’esistenza, senza che facciano il minimo sforzo!
Perchè Vanna Marchi ha fatto i miliardi?
Perchè su striscia la notizia ogni giorno ci sono servizi su “maghi”, truffatori, gente che dice di poter duplicare il denaro; che offrono servigi che vanno contro ogni logica? Mi chiedo perchè la gente ci va?Come fa a credere che soluzioni del genere siano possibili?
So che esiste la disperazione, che esista la fede, che non mi sogno di discutere,
ma si può andare così contro ogni logica?!
Si possono sborsare tutti quei soldi?
Come si può credere che basti pagare qualcuno che ci promette di risolvere i nostri problemi, per far si che le cose migliorino, così, senza che si debba fare altro che fidarsi di ciò che ci viene detto?
Tutto ciò, dall’enalotto, alle scommesse, ai maghi, non è “l’estrazione del dente” ma
è solo “l’anestetico” !
E’quello ciò che cerca la gente!
E’ comprare la speranza che la loro vita possa migliorare, non importa che la soluzione sia vera o finta, logica o illusoria.
L’importante è la sensazione di aver fatto qualcosa, qualsiasi cosa; anche se non si risolverà niente. Basta credere di aver provato.
Poi finito l’effetto, via con un’altra pasticchina del buon umore, sempre senza riflettere, spinti dall’urgenza di poter vivere per qualche altro tempo, il sogno di vedere realizzati i propi desideri…
So che forse, sono partita un po’ per la tangente…
E’ ingiusto generalizzare.
Senza dubbio esisistono persone intelligenti, che sanno distingure, che sanno capire la differenza,e che hanno volonta, ma che hanno solo bisogno di quella spinta in più.
Di quell’incoraggiamento, che di fatto tu
, riesci a dare a tutti noi, con i tuoi costanti messaggi positivi.
E’solo che penso che la vera soluzione non è nel risolvere il problema, che non basta comprare un e-book, utile o meno che sia.
Ma che niente può cambiare, se non cambiamo noi, che niente può succedere se non cerchiamo tutti i giorni di impegniarci ad essere una persona migliore.
Un saluto
Marta
Ps:Carlo, non prendere l’aulin (nimesulite)fa malissimo!
Si è anche discusso sul toglierlo dal commercio, basta digitarlo su google, leggere qualcosa, e avrai voglia di lanciare la scatola direttamente nel cestino.
Capisco il tuo punto di vista, Marta, e qualche tempo fa potevo anche essere daccordo con te.
Le persone sono come sono. C’è chi ha bisogno di credere in qualcosa e chi invece non crede più in niente.
Io dico che la fiducia deve esserci verso se stessi, verso la possibilità di vivere sempre meglio, perché si può.
Io non ero così felice e libero qualche anno fa. Oggi non cambierei per nulla al mondo la mia situazione. Pensi che solo io stia così? Pensi che altri non possano riuscirci?
In qualcosa bisogna credere. L’importante è che sia la cosa giusta per te e per la tua vita.
Tu stessa dici: “Cioè, siamo realistici, se abbiamo delle difficoltà, nella maggior parte dei casi, siamo propio noi stessi,con i nostri limiti e le nostre pigrizie ad esserne la causa principale, o perlomeno il freno ad ogni possibile soluzione, ed in fondo, in fondo ne siamo consapevoli.” Ammetti i limiti… e per la proprietà transitiva ammetti pure che senza limiti ce la puoi fare.
Grazie per il tuo commento, Marta. Spero di leggerti più frequentemente. C’è bisogno di interventi come i tuoi.
A presto