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Testo di Carlo D’Angiò – Voce di Corrado Valletta
Hai fatto caso che ogni tanto ci capita di guardare indietro e di analizzare col senno di poi il percorso compiuto negli ultimi anni?
A me è successo proprio in questi giorni, mentre studiavo i dati delle vendite di «Fai Soldi Online Disegnando», che già da qualche mese ha superato la soglia delle 1.000 copie vendute.
Ero davanti al mio computer, e non so come mi sono ritrovato a pensare a quella sera, nel giugno del 2005, quando chiamai mia moglie in cucina e le comunicai ex abrupto che volevo dare un senso reale alle mie due più grandi passioni: il disegno e il medioevo.
Vedrai più avanti come la determinazione di un momento ha cambiato radicalmente la mia vita.
Ero stanco di dare ascolto alla mia voce razionale, quella del consulente del lavoro che passa le giornate tra i conteggi delle tasse e dei contributi e le vertenze tra le aziende e gli operai.
Sentivo un forte senso di soffocamento. Avevo bisogno, almeno per una volta, di dare libero sfogo alla mia creatività, e di farlo alla luce del sole, senza timore di essere giudicato male, come un bambino che si nasconde dagli adulti per non farsi vedere alle prese con i suoi esperimenti.
Forse sarà stato perché mio padre sin da piccolo non mi ha mai permesso di frequentare una scuola calcio o un corso di pianoforte. Diceva che non erano queste le cose importanti della vita. Forse perché mi sono sposato a 18 anni e ciò che mi premeva di più era di dimostrare agli altri il mio senso di responsabilità.
Forse saranno state più di una le cause del mio malessere recondito, ma a un certo punto, ti giuro, mi sono proprio rotto le palle. Non ne potevo più: basta ai sensi di colpa, alla preoccupazione di apparire in un certo modo, alla smania di avere un ruolo sociale.. e basta alle etichette del cazzo.
Mio padre aveva torto. Le cose importanti della vita non sono quelle che pensano gli altri.
Le cose importanti della vita sono solo quelle che sono importanti per te!
A mia moglie, quella sera, confessai tutto questo. E le dissi che volevo provarci, volevo far vedere al mondo intero ciò che nel tempo avevo creato di notte, lontano da occhi che mi potessero giudicare, lontano da quello sguardo paterno che mi faceva sentire sempre di avere sbagliato, anche quando sapevo di avere fatto bene.
Avevo scritto diversi romanzi, qualche racconto breve, canzoni e sceneggiature. Avevo composto musiche per me e per gli altri. Avevo fotografato cieli, orizzonti, animali e esseri umani a cui non ho mai detto di me e della mia professione (magari, un giorno pubblicherò tutto).
Avevo capito che la mia vita non era quella che stavo vivendo. Forse quella apparteneva a un altro. La mia vita invece mi stava aspettando altrove. Toccava solo a me decidere di andarle incontro e di cominciare a viverla.
Le cravatte
A mia moglie quella sera dissi che volevo creare qualcosa di bello, di raffinato, di suggestivo. E che avrei potuto cominciare dai miei disegni medievali. Non solo farli vedere, ma renderli “vestibili”. Che idea pazza!?
Pensai alle cravatte, perché quando ero ragazzino, mio nonno, che era sarto di vecchia generazione, decise di regalarmene una delle sue. Era bellissima, in seta jacquard, e aveva una trama con dei motivetti in rilievo che permetteva al tessuto di non essere troppo sfuggente e scivoloso.
Mi insegnò ad annodarla in modo classico, così come gliel’avevano insegnato sui campi di battaglia nella prima guerra mondiale (sai che ci sono 85 modi per annodare la cravatta?). Fu un momento breve, ma ebbi la sensazione – indimenticabile – di celebrare con lui un rito quasi magico.
Da quel giorno non ho più smesso di amare questo straordinario accessorio dell’abbigliamento maschile. Decisi, nel mio cuore, che avendone la possibilità da grande avrei fatto le più belle cravatte del mondo.
Questa era l’occasione che stavo cercando. Potevo riunire in un colpo solo tutto quello che mi piaceva fare. Disegni, cravatte, medioevo… un vero trionfo di passioni che ha dato vita a un’esperienza unica e indimenticabile.
Non avevo capitali sufficienti per allestire una boutique. Ma mi resi conto che potevo creare un e-commerce.
Contattai un web master (oggi un amico importante per me) e mettemmo su un piccolo sito con tutti i suoi difetti di indicizzazione, di grafica, di usabilità e chi più ne ha più ne metta. Ma se vuoi sapere come è andata a finire, ho venduto le mie cravatte in tutto il mondo. Più di 1.000 esemplari in poco più di un anno.
Quello che è successo negli anni a venire, mi ha portato qui, a essere il padrone di casa di questo blog (non faccio più il consulente del lavoro) e a diventare il punto di riferimento di migliaia di giovani talentuosi che ci stanno provando, che hanno avuto il coraggio e la dignità di dire: basta, è ora di giocare secondo le mie regole!
Ho riscritto nuovamente la pagina di «Fai Soldi Online Disegnando», perché tutte queste cose, a cui ho ripensato qualche giorno fa, semplicemente non potevo più tacerle. Dovevo raccontarle.
La mia vita è cambiata grazie a internet… e grazie alla determinazione di un attimo.
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Tags: carlo d'angiò, cravatte d'angiò, disegno, ebook, medioevo, soldi online disegnando






Sono commossa! davvero, mentre leggevo mi andava in tumulto il cuore, ho rivissuto i tuoi stessi stati d’animo, anche se per cose diverse, il risultato nn cambia.
Quando si vive intensamente la vita, quando dentro di te pulsa la voglia prorompente e prepotente di fare qualcosa di tuo, come se quello che sogni fosse un prolungamento di te stesso, ma vieni frenato dagli ostacoli che inaspettatamente ti mettono sul cammino proprio le persone che ami e che ti amano, ti senti il mondo crollare addosso: sei diviso tra la tua “chiamata” e il desiderio di compiacere, per nn deludere, i tuoi cari come se l’affetto che ci lega dipendesse dalla tua scelta!
Puoi rischiare di piegarti alla loro “ignoranza”( nel senso che ignorano le tue potenzialità, forse anche loro vittime a loro tempo della stessa coercizione) e spegnerti come un falò che si consuma piano piano…ma se un anelito di vento sposta la cenere e attizza l’ultima brace, può nascere un rogo inarrestabile.
Stasera poi mi son sentita colpita ancor di più perchè mio figlio stasera mi ha ribadito con forza che vuole intraprendere la carriera militare “perchè così mi scavo da casa, sto lontano da tutto e da tutti e sono così contenti” nn mi ha detto perchè è quello he si sente dentro, ma è una via di fuga… da cosa?? io lo so e nn è questa la sede per parlarne, sta di fatto che mi stavo arrovellando il cervello per trovare le parole giuste per metterlo sul binario giusto per prendere una qualsiasi decisione.
Naturalmente, come mamma abborrisco una tale scelta per un milione i motivi, ma nn è questo il punto…stasera nn avevo voglia di collegarmi perchè nn ero nello spirito adatto, ma ho imparato che quando si è giù di corda nn bisogna prendere decisioni, allora ho fatto quello che facco di solito: apro la home di questo blog e leggo…HO TROVATO LA RISPOSTA!
No, no, che avete capito! mica mio figlio farà concorrrenza a Carlo..la risposta è che se ognuno guarda dentro di sè sa cosa vuole fare “da grande” per cui, bisogna tapparsi le orecchie per lasciare fuori da noi tutte quelle tipiche frasi fatte, che hanno radici in credenze tramandate da generazione in generazione ma mai verificate fino in fondo,e mettersi in attento ascolto di ciò che abbiamo veramente dentro, poi mettere “il brutto in fuori”, avvre il coraggio dei propri pensieri e VIAAAAAAAAAAAAAAAAAAA… un passo dopo l’altro verso la meta. Non va al primo colpo? riprovaci, e poi riprova ancora:
LA DIFFERENZA TRA UN PERDENTE E UN VINCENTE è CHE QUEST’ULTIMO SI RIALZA UNA VOLTA IN PIU’!
Grazie Carlo per la tua testimonianza, ha lenito un cuore di mamma, e, spero, portato un pò di luce in un diciottenne in cerca della sua strada.
Ester
Ciao Carlo,
La tua testimonianza ci insegna che passare la vita a cercare di soddisfare le aspettative altrui è solo tempo sprecato. La vita è QUI e ORA, non è nè ieri nè tantomeno domani. E se non la viviamo sbocciando nella nostra più intima essenza, non solo non avremo vissuto, ma non saremo stati utili nè a noi stessi e nè tantomeno agli altri.
Non mi sento di dover aggiungere altro.
Ladyvalkan
Caro Carlo che dire, per commentare questo post non mi servirò di particolari ornamenti semantici o paralinguistici, devo a mio malgrado lasciare l’arduo compito alla potenza intrinseca ed estrinseca di una parolina che saprà sfoderare la dovuta eloquenza, una sola parola che so non interpreterai come volgare, ma concedimi ti prego di dire da buon siciliano “”" minchiaaaa che post”"”"
Nient’altro da dire, è panacea ricostituente per chi ha dei sogni affievoliti dalla vicendevole “praticità della vita” che sembra voglia insegnare alla gente che un sogno sia quasi una cosa da cui scansarsi!
Carlo ho acquistato il servizio di audio lettura di Corrado valletta da te promosso, non perché voglio copiare la tua iniziativa o seguire una moda ma cazzarola quel tipo sa proprio come coniugare l’esposizione di un fatto con i registri emozionali..mi ha un po’ commosso, ha saputo trasporre l’inevitabile linguaggio scritto digitale in qualcosa di veramente vivo e penso mi possa essere utile per far provare esperienze simili ai miei utenti.
Grazie (e penso non solo da parte mia) di regalarci ogni tanto un pezzo di te fuori da ogni didattica, è bello leggere e ascoltare Carlo LA persona in carne e ossa con tutte le sue emozioni vie e vivide.
con affetto
mister prolissoman Giuseppe.
Grande Carlo!


Splendida la voce di Corrado, ma la musica dove l’hai presa, da una telenovela degli anni ‘70?
1abbraccio
Josè
Beato te, Josè! Che mangi, bevi e… ti vedi le telenovele!
Eccezionale Carlo!
L’audio-post è di grande impatto emotivo.
Non basta la voce di Corrado a emozionarmi….la musica completa la spinta passionale della tua storia.
Non potevi usare miglior sottofondo musicale….ma solo chi ha “sensibilità” riesce a renderesi conto della perfetta fusione narrativa-musicale.
Bravo e grazie per avermi emozionato!
Grazie Salvatore!
A presto
PS: ma quando esce il tuo report sulle multe ingiuste?
complimenti , oggi ti ho conosciuto più a fondo e … sul web sei il top insiem a Italo Cillo !!
)
Grazie Edoardo.
A presto!