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Come migliorare il tuo business online se sei un imprenditore tradizionale (parte seconda)

Nella prima parte di quest’articolo ho lasciato i miei lettori con una promessa, ovvero, spiegare perché:

  • il segreto industriale non vale una cicca
  • le cartoline colorate non fanno email marketing
  • il sito aziendale… non serve!

Riprendiamo il discorso da dove l’abbiamo interrotto.

Il segreto industriale

Prova a chiedere a un’azienda se vuole condividere la sua lista contatti e vedi cosa ti risponde.

La reazione può essere di tue tipi:

  • non sa cos’è una lista contatti (ne parleremo nel secondo punto)
  • sa cos’è, ma non vuole condividerla con te

Le PMI hanno un rapporto morboso con tutto ciò che appartiene al loro patrimonio di conoscenze. Custodiscono gelosamente i dati acquisiti, i rapporti con le risorse esterne, i contatti con potenziali clienti etc..

Il problema è che se nei mercati tradizionali tutto questo ha un senso, su internet, no! L’isolamento, la mancata condivisione, l’avidità nei rapporti con la rete non fa business, ovvero, NON FA BUSINESS!

Se sei un commerciante di penne biro e cerchi di nascondere la logica del tuo prezzo o la fonte di approvvigionamento, rischi solo di rimanere l’unico a credere che gli altri non conoscano le tue strategie commerciali. In realtà, mentre fai tutto questo per preservare il tuo posizionamento, la gente ha già saputo da altri siti o blog e ha deciso di non acquistare da te.

Sei stato penalizzato. Non hai condiviso! Quindi,  non sei stato capace di fare business online.

Le cartoline colorate e l’email marketing

Quando ci fu il passaggio dall’artigianato all’industria, molti piccoli bottegai ancora erano convinti di avere un mercato. E magari producevano un cofanetto di legno al prezzo di 25.000 lire che poi non riuscivano a vendere.

Per molto tempo si sono interrogati sulle cause della crisi. Ma poi si sono accorti che quello stesso cofanetto lo vendevano al supermercato al prezzo di 4.000 lire.

I cambiamenti di mercato sono la cosa più difficile da interpretare. Se tutti lo sapessero fare, non ci sarebbero aziende, manager e imprenditori di successo.

Ora, se pensi che le aziende italiane usano l’email marketing per inviarti una cartolina colorata, ovvero, un’immagine JPG con le scritte inserite nella grafica più per completare il capolavoro che per comunicare un messaggio, forse siamo anche qui di fronte a una crisi interpretativa dei cambiamenti di mercato.

Se sei un imprenditore e fai anche tu queste cose, sappi che stai perdendo soldi, perché:

  • non conosci l’email marketing
  • non sai fare lead generation
  • non sai scrivere messaggi che vendono

L’email è un’arma molto potente per:

  • instaurare un rapporto
  • creare interesse
  • vendere

Ma bisogna saperla gestire. La prima cosa da fare è licenziare il grafico e assumere un bravo copywriter. Non servono le cartoline, benché le immagini aiutano a creare stati emotivi favorevoli, ma testi che sappiano comunicare all’old brain.

Una buona azione di email marketing può creare profitti 3 volte superiori a quelli derivanti dall’intera campagna pubblicitaria.

Ci vuole una strategia di base. Ci vuole lead generation. Ci vuole l’arte di scrivere un modo persuasivo. Se vuoi aumentare i tuoi profitti per Natale, sei ancora in tempo per chiamarmi e per vedere di cosa si tratta.

Il sito aziendale… non serve!

A cosa serve un sito? A fare sfoggio delle abilità del grafico? O a dare visibilità all’offerta?

Mi capita spesso di navigare sui siti aziendali e di ritrovarmi di fronte a delle slide animate, anche ben fatte, ma assolutamente incapaci di convincermi ad andare avanti nella navigazione. Perché?

  • troppo tempo da aspettare
  • non capisco cosa mi vuoi dire
  • il tuo flash mi ha fatto venire in mente altre cose da fare

Il sito non è televisione. Gli spazi destinati alla vendita non sono gallerie artistiche. La gente non vuole sapere chi sei e da quanto tempo operi sul mercato. Ce l’hai quello che mi serve? Bene! Allora fammelo vedere subito!

Ecco i miei consigli:

  • cancella tutte le pagine del tuo sito
  • installa una piattaforma wordpress e monta un template grafico che ti soddisfa
  • investi nella formazione per fare blogging e copywriting
  • comincia subito a condividere le tue informazioni con i tuoi potenziali clienti
  • usa i plugin per portare traffico e per fare e-commerce. Ce ne sono diversi, sia gratis che a pagamento

Non sai da dove cominciare? Il tuo web master non te lo consiglia? Hai paura di fare l’ennesima mossa sbagliata?

Hai due possibilità: o mi chiami, oppure abbandoni l’idea di fare business online.

E ora, se hai qualcosa da dire, lascia pure un tuo commento!

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4 Comments »

  1. avatar Salvatore ha commentato:
  2. avatar studiomafra ha commentato:

    Dici di avermi cancellato dalla lista, ma poi mi spedisci un’e-mail per arrivare qui.

    Sarei d’accordo con buona parte di quello che dici anche se avrei delle piccole varianti.

    Il grafico viene preso più in considerazione rispetto ad un copywriter, il disegno si vede, uno slogan non sono in grado di valorizzarlo e quindi quantificarne l’efficacia.

    Scambiarsi la propria lista di contatti potrebbe andare bene solo se c’é reciproca fiducia, chi garantisce che una persona é che all’improvviso ti scrive é seria?

    Francesco Martino

  3. avatar Carlo D'Angiò ha commentato:

    @ Salvatore: grazie per il tuo audio commento. Oramai sei diventato uno speaker di tutto rispetto.

    @ Francesco: “Dici di avermi cancellato dalla lista, ma poi mi spedisci un’e-mail per arrivare qui.”. Sinceramente, non ho capito questo passaggio. L’email che ti ha portato qui contiene un link per cancellarsi. Se non vuoi più ricevere le news di lavoro-casa basta cliccarci sopra. Ma non ho capito se era questo che intendevi.

    Riguardo alle tue considerazioni di merito, credo che tu debba tenere conto del fatto che la mente umana ogni giorno riceve migliaia di stimolazioni visive. Tutte sono parimenti efficaci sul piano emozionale. Ma alla fine tutte sono ignorate dal cervello per una questione molto semplice: sono troppe.

    Io non bandisco le immagini. Anzi, sono il primo a valorizzarne l’uso, ma in un contesto di email marketing non puoi avere successo se i tuoi messaggi non si aprono un varco nel frastuono circostante per attirare l’attenzione della gente.

    Pensa al motivo che ti ha spinto a leggere questo post (il mio obiettivo). Se lo hai fatto, forse è grazie alle parole che ho usato, non alle immagini o agli slogan (peraltro, non ho mai parlato di slogan).

    Anche per quanto riguarda la lista contatti, il discorso non è relativo al gesto in sé (forse sono stato io troppo conciso su questo punto), ma all’atteggiamento mentale. Ogni impresa che lancia il proprio sito e continua a spendere denaro nel tentativo di crearsi un ambiente online, lo fa con lo scopo di delimitare una zona off limits, un luogo in cui i consumatori si recano per restarci. È diventata una prassi. Si vuole impedire che i consumatori si allontanino dal sito, perché l’azienda ama avere l’impressione che questi navigatori le appartengano.

    Vuoi sapere una cosa? È sbagliato! YouTube e nuove realtà come Facebook stanno dimostrando come tale strategia sia ridicola. Se vuoi mostrare un video, sarà più visto sul tuo sito? O su quello che appartiene a tutti (YouTube)?

    Grazie per la tua partecipazione. Spero che vorrai rimanere.

    A presto

  4. avatar Riva Clelia ha commentato:

    Ciao Carlo,
    non ho parole, non ho più parole per dire che quello che hai descritto nei tuoi due post è “fottutamente” vero e aspetta solo che il mondo dell’imprenditoria tradizionale ne prenda atto.
    Ripeto, è “fottutamente” vero che siamo nell’era della Rivoluzione delle Informazioni e quindi anche delle informazioni che servono per fare impresa e business. Internet è RETE e rete è CONDIVISIONE delle informazioni. E’ estremamente penalizzante non capire come le regole della comunicazione e del marketing siano radicalmente cambiate. Insomma Internet è uno strumento multimediale perché ha in sè diversi canali di comunicazione ed esige regole nuove diverse da una logica commerciale tradizionale.
    Parole d’ordine: CONDIVISIONE. SCAMBIO. PASSAPAROLA. E’ completamente illuso chi pensa di poter stare fuori dalle nuove regole del gioco e che tutto questo non lo possa coinvolgere o travolgere se non viene compreso!!! La propria lista dei contatti, la lista dei potenziali o reali fornitori, i costi degli affitti, i costi dei finanziamenti si trovano con un click nei motori di ricerca in Internet per valutare un affare, ma la differenza tra un BUON o CATTIVO affare sta solo nel capire come queste variabili possano creare valore in modo del tutto NUOVO per non rischiare di valere veramente soltanto una CICCA!!!

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