Risparmio |
| L’argomento dei soldi può essere affrontato da diversi punti di vista. Se non vogliamo dire come si fanno, possiamo dire come si conservano quei pochi rimasti.
La gente si lamenta dell’aumento dei prezzi. Ed è comprensibile. Stiamo attraversando un brutto periodo (ma vi dico una cosa: nel 2009 ci sarà la risalita. Preparatevi!). Gli alimenti, i servizi, le tasse, tutto sembra remare contro le tasche degli italiani. È difficile arrivare alla fine del mese. Soprattutto per chi vive di stipendio (ma il problema riguarda anche le imprese tradizionali che stanno tirando la cinghia). C’è una cosa però che non capisco. In giro si vedono auto bellissime di ultima generazione dal valore medio di 30.000 euro. Se ne vedono tante, di colori diversi. Hanno ogni sorta di confort e sono super tecnologiche. Fatto strano è che – almeno dalle mie parti – queste auto appartengono quasi sempre a quelle persone che si lamentano della crisi. Sono quelle stesse persone che hanno almeno 2 telefonini (2 per ogni componente della famiglia) e che ogni settimana spendono dalle 30 alle 60 euro di video poker e di gratta e vinci. Dicono che è il caso di tentare la fortuna. Non si sa mai. Ho provato a fare un conto approssimativo di quello che viene sperperato in questo modo, e non esagero se dico che tra i telefonini di tutti i componenti della famiglia, la rata mensile per l’auto “sparaposa”, i gratta e vinci, il parrucchiere, l’estetista e le lampade per le donne (che non rinunciano ai colpi di sole nemmeno se crolla l’economia mondiale) e vizi vari della buonanima, se ne vanno più di mille euro al mese. In un anno sono più di 12.000 euro che se un buon padre di famiglia decidesse solo di metterli sotto la mattonella per 20 anni, lascerebbe ai figli un’eredità di 250.000 euro. Le persone dovrebbero cominciare a ragionare in termini di autocritica e accettare il fatto che alla base di ogni sofferenza economica, con ogni probabilità, c’è anche una cattiva gestione del proprio denaro. Quasi tutti coloro che cercano la ricchezza alla lotteria, se da una parte vogliono un miglioramento significativo, dall’altra fanno resistenza al cambiamento perché l’abitudine alla loro attuale situazione finanziaria è comunque una forma di sicurezza. Domandiamoci se è veramente necessario avere un’auto nuova di zecca ogni due anni. Domandiamoci se è veramente necessario avere più di un telefonino. Domandiamoci se non è il caso di lasciare a casa la carta di credito, visto che ogni volta che si entra in un negozio, senza nemmeno rendersene conto, si esce con la busta della spesa e con oggetti comprati che il più delle volte non servono a nessuno. Ora, se metti in conto che questo succede almeno un paio di volte a settimana, ti accorgi che la cosa migliore che puoi fare per la tua tranquillità economica è non cedere all’istinto irresponsabile e consumista che ci viene instillato dalle carte di credito e dagli istituti di emissione. La conquista di un livello economico più elevato richiede saggezza e sacrifico. Superiamo le resistenze, impariamo a gestire il denaro. Impariamo a usarlo per mantenere la nostra libertà e non per circondarci di cose inutili. |
Il manager e il pescatore messicano |
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| Per capire meglio di cosa sto parlando, voglio raccontarti una storia che ho appreso da Timothy Ferris, che parla di un uomo d’affari statunitense che su ordine del medico si concede una vacanza in un piccolo villaggio costiero messicano.
Questi, dopo essere giunto in albergo, decide di farsi una passeggiata verso il molo, dove trova un pescatore che scarica dei tonni dalla sua piccola imbarcazione. L’americano si complimentò con il messicano per la pesca e gli domandò quanto ci aveva messo per pescare tutti quei tonni. «Pochissimo tempo», gli rispose il pescatore. L’americano rise e si allungò in tutta la sua statura. «Signore, mi sono laureato a Harvard con un Master in Business Administration e posso darle un mano. Dovrebbe dedicare più tempo alla pesca e in questo potrebbe acquistare una barca più grande. In un attimo, con l’aumento dei profitti, potrebbe comprare numerose barche. Alla fine avrebbe una flotta di pescherecci» Proseguì, «Invece di vendere quello che pesca a un intermediario, potrebbe vendere direttamente ai clienti, e alla fine potrebbe aprire un conservificio. Controllerebbe il prodotto, la lavorazione e la distribuzione. Naturalmente dovrebbe lasciare questo piccolo villaggio costiero di pescatori e trasferirsi a Città del Messico, poi a Los Angeles e infine a New York, dove potrebbe gestire la sua impresa in espansione con un managment appropriato». Il pescatore messicano domandò: «Ma, señor, quanto ci vorrà per tutto questo?». E l’americano, «Quindici, vent’anni. Massimo venticinque». «E poi, señor?» L’americano rise e disse: «Questa è la parte migliore. Al momento giusto, lancerebbe un IPO e venderebbe le azioni della sua società al pubblico diventando veramente ricco. Farebbe i milioni». «Milioni, señor? E poi?» «A quel punto potrebbe ritirarsi e trasferirsi in un piccolo villaggio costiero di pescatori, dove potrebbe dormire fino a tardi, pescare un po’, giocare con i suoi figli, fare una siesta insieme a sua moglie e girare per il villaggio la sera, per bere vino e suonare la chitarra insieme ai suoi amigos…». Capito il senso di questa storia? Cosa ne pensi?
___________________________________ Photo Credit: istock.com |
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Una bella storia Carlo!
L’inseguimento “costante” della ricchezza (anche quella futile) porta ciascuno di noi a trascurare i reali “valori” della vita. Passiamo la maggior parte del nostro tempo a lavorare e ci ritroviamo, senza accorgercene, con i nostri figli ormai adulti e con le nostre forze ridotte la minimo per via dell’età senile. Tuttavia, il problema è che l’attuale crisi economica (di cui parli) ha condizionato anche le esigenze primarie dell’uomo. Personalemente, cerco di contenere le mie spese, utilizzando solo danaro contante. Tuttavia, mi ritrovo, il venerdì sera, senza liquidità. Faccio “mente locale” sulle spese che ho sostenuto in settimana e mi accorgo che l’unico acquisto futile che ho effettuato riguarda le mie sigarette (circa € 20,00 a settimana). Spero che le tue previsioni per l’anno 2009 siano esatte!
Veramente interessante, è curioso come il bottone dei soldi riesca a destare un sussulto a chi guarda anche di sfuggita un qualunque articolo, è come se l’attenzione venisse risucchiata da un tumultuoso vortice, comunque è molto interessante il tuo post, ti pregherei di farne anche altri sullo stesso tema perché il tuo approccio espositivo è molto eloquente, penso che la gente debba assolutamente essere informata sulle cattive abitudine finanziarie legate alla gestione del denaro, prima di qualunque lamentela che la gente possa reclamare bisogna assolutamente prendersi più responsabilità delle proprie azioni. Bisogna imparare la scienza del denaro, altrimenti sono guai…almeno secondo me.
comunque grande Carlo, come sempre sai come carpire il mio interesse.
fantastica la storiella!
credo di averla già letta, ma fa sempre bene!
possibile che me la raccontasti quando venni a dirti che eri troppo chiuso nel tuo orticello e che dovevi espanderti?
Alla fine ho vinto io!
a proposito delle signore che fanno i colpi di sole, mi hai fatto venire in mente che mi dovevo fare una lampada…
…scappo, prima che chiude!!!
1abbraccio
Josè
@ Salvatore: il 2009 sarà l’anno della ripresa, ma sarà anche l’anno dei cambiamenti. Prepara i tuoi business, prepara il tuo piano d’azione. Il tempo di agire è arrivato (caspiterina, forse il mio tono è troppo biblico?).
@ Giuseppe: hai ragione! La parola “soldi” è sempre capace di accendere le lampadine. Ma c’è di strano che molte persone che cercano soldi, alla fine rifiutano d’imparare le tecniche per farli e per mantenerli. Preferiscono avere costantemente 50.000 euro di indebitamento annuale per l’ultimo modello dell’Audi, piuttosto che spenderne 100, 200 o mille euro per formarsi.
@ Josè: è possibile che questa storiella te l’abbia raccontata quando sei venuto a dirmi che avrei dovuto espandermi come stava facendo il tuo editore. Credo proprio di si. In effetti, ricordo di averti detto che la mia più grande conquista con internet è stata la libertà e che non avevo bisogno di costruirmi aziende, con scrivanie, telefoni e segretarie, perché di queste glorie ne avevo già avute abbastanza.
Alla fine… mi sa che ti sei distratto a parlare con Corrado, perché credo di avere fatto esattamente il contrario di quello che pensi.
Questo del risparmio, o meglio della gestione del denaro, è un tasto delicato che ho cominciato a premere qualche anno fa. In maniera consapevole, intendo.
Non sto ora a lanciarmi in un predicozzo anti-consumista, voglio solo dire che l’attenzione al modo in cui si spendono i soldi è strettamente legato – secondo me – alla sfera etica e ad uno stile di vita ecologico, sia rispetto all’ambiente in cui viviamo, sia al nostro rapporto con noi stessi e con gli altri.
Una questione di coscienza, insomma. Non è lamentandosi e basta che le cose cambiano e si risolvono.
Colgo l’occasione per raccontare un episodio minimo che mi ha fatto riflettere sull’importanza dell’informazione – in generale – e sulla funzione del Web come canale di informazione.
Ieri mi sono recata in farmacia per acquistare delle medicine senza ticket per mio padre. Prima di uscire di casa, ho cercato su Internet per saperne di più su questi farmaci ed ho trovato anche i prezzi.
Al momento di pagare, il farmacista “spara” una cifra di circa 10 euri in più rispetto ai miei calcoli. Gliel’ho fatto notare, e lui ha ricontrollato l’importo: aveva segnato una confezione in più, che però non aveva messo nel sacchetto…
Morale: chi non sa, tace…e acconsente.
Chi sa, parli… e si prenda cura di non parlare a vanvera
P.S. conoscevo la storiella, non ricordo dove l’avevo letta, forse in un libro di Bambaren… Il suo senso? Forse, è che il modo migliore di fare le cose, sia seguire il cuore e la semplicità. E’ bello fare progetti e sognare grandi risultati, ma lo è altrettanto mantenere i piedi per terra e gioire di quello che già abbiamo.
…penso che quel pescatore è un Dritto e l’americano un Pollo… l’americano avrebbe fatto meglio ad ascoltare con attenzione le parole del pescatore…nn fosse altro per il fatto che con i figli il momento migliore per giocarci insieme, vederli crescere, prepararli alla vita è nell’infanzia, mica quando hanno 30/35 anni… o no????
tanto per rimanere nel tema biblico, è scritto che ” tutto è vanità, è un correre dietro al vento”, riferito alla smania di arrivare chissà dove a discapito di ciò che veramente vale. Troppo spesso corriamo come dei pazzi senza nemmeno sapere dove stiamo andando, ci lasciamo risucchiare dalla folla che corre senza nemmeno capire per cosa o per dove, basta correre…..mha!
a volte penso a quelle popolazioni nn ancora “civilizzate”, che scambiano ancora la merce, che scavano nel terreno per dissetarsi,…si tramandano la loro storia, i loro valori di padre in figlio seduti intrno ad un fuoco nella sera… da noi succede invece che dei figli mettono i genitori nel “fuoco”, che si comunica con gli sms frasi del tipo “t.v.b.”… mi ermo qui sennò scrivo un e-book!
per quanto riguarda la strategia del risparmio è una gran cosa, condivido in pieno il tuo pensiero, mi viene in mente una frase che diceva sempre un anziano signore che conoscevo, a me molto caro, che ribadiva spesso ” Il denaro è più difficile spenderlo che guadagnarlo” ed è una grande verità, bisogna essere molto accorti sul come si spendono…già questo termine sembra un “vuoto a perdere”, sembra di gettarli in un pozzo senza fondo, se invece imprassimo ad usare il termine “investire denaro” anche nelle cose quotidiane, tipo la spesa, credo che porremmo più attenzione a dove li mettiamo! L’investimento ti dà già l’idea di un dare-ricevere: se io INVESTO il denaro nella spesa, vuol dire che mi aspetto di ricevere della merce che mi dia qualcosa in cambio..salute? benessere? nutrizione? energia? difficilmente allora cadrò nella rete subliminale della pubblicità, del consumismo a tutti i costi..è che siamo troppo indulgenti con noi stessi, ci nascondiamo dietro a delle scuse, ma a voler essere onesti con sè stessi…
e così si potrebbe cominciare a vedere in un ottica diversa ogni acquisto che in prima battuta ci sembra di vitale necessità, che sia esso un indumento, un’auto, uno stereo, un soprammobile, un attrezzo da giardino e via così
Sono esagerata? può darsi, ma questa politica mi ha “salvato” da diverse e sottili trappole mangiasoldi… certamente qualcuna ce l’ho, per esempio fumo, ma mi sto adoperando per smettere perchè è veramente da idioti fumare, sopra a tutti io perchè ho cominciato a fumare 8 anni fa!!!!!! ( lo so, sono inqualificabile!)
+ che un commento mi sembra un post, ma Carlo, se tu mi provochi, lo sai che poi arrivo! ( rido)
@ Anna: “Chi sa, parli… e si prenda cura di non parlare a vanvera”, pienamente daccordo!
@ Ester: vai tranquilla. Scrivi senza remore. Da quando esisto non ho conosciuto un modo migliore per dare una rinfrescata ai pensieri e all’anima.
Grazie
Carlo
Ciao Carlo,
è vero quello che dici:anche io sento la gente lamentarsi che non arriva a fine mese e poi avere macchine di lusso, andare a cena almeno 1 volta alla settimana, prendere l’auto per fare 100 metri e fare 2 vacanze l’anno….per carità, ognuno è libero di fare quello che vuole, ma almeno non si lamentasse con me che vado in giro in bici e vado a cena 1 volta ogni 2 mesi (con grande guadagno per la salute!!!). Siamo così affannati dalla ricerca della ricchezza e del benessere che pur di non rinunciare al televisore a critalli liquidi o alla macchina lussuosa o alle scarpe da 300 €, alcuni continuano a pesare sui genitori anche dopo che sono usciti di casa o tardano a farlo non perchè non lavorino ma xchè preferiscono spendere in cose futili piuttosto che risparmiare per costruirsi un futuro.
Questo mi sembra solo mancanza di rispetto per chi con molti sacrifici ha lavorato e risparmiato tutta la vita.
Personalmente credo che bisognerebbe ristabilire una cultura del dare e del risparmio piuttosto che quella del consumismo e del prendere.
Tu che ne pensi? Sono troppo dura?
Ciao e grazie!
Sono daccordo, Simona!
In generale, c’è troppo lassismo.
Ci vorrebbe più “disciplina”, a partire dall’educazione…
A presto
Carlo