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Il primo giorno di web è per tutti un giorno importante. È l’iniziazione. Chi vuole fare business o comunque creare dei guadagni online acquisisce a più riprese notizie entusiasmanti e non vede l’ora di cominciare. Ma è proprio in questa fase che si mettono in fila una serie di errori che minano terribilmente il percorso di crescita.
Ovviamente, i consigli sono validi sempre a metà. Potresti anche decidere di non stare a sentire nessuno. In alcuni casi, può essere una strategia premiante. Ma il più delle volte è un percorso quasi obbligato di chi deve scottarsi prima di capire gli errori da evitare.
Io ho fatto la stessa cosa. Ho commesso quasi tutti gli errori di cui parlo oggi. Ma se sono in grado di farne una valutazione è perché evidentemente ho potuto constatare sulla mia pelle quali scelte sono concretamente nocive e quali invece aiutano a conquistare terreno nella arena competitiva della blogosfera italiana.
Tra quelli più noti, ce ne sono 7 che si ripetono con una certa frequenza e che compromettono seriamente la reputazione del blogger esordiente.
Eccoli:
- cominciare senza soldi
- usare la piattaforma blogger
- usare i banner affiliativi
- gestire male le immagini e la grafica
- avere una tempistica sregolata delle pubblicazioni
- scopiazzare i contenuti
- non padroneggiare il linguaggio
Vediamo di cosa si tratta!
Cominciare senza soldi
Molti vogliono fare business online senza soldi. Non so perché suona male il fatto di dover investire del denaro prima di averne da un blog, ma nessuna attività, seppure online, può essere impiantata e implementata senza le giuste risorse. E le risorse hanno un costo.
Non sono paragonabili a quelli richiesti nei mercati tradizionali, ma per fare blogging business ci vuole:
1. dominio e spazio web
2. template professionale
3. plugin sicuri e funzionali
4. advertising
5. approvvigionamenti di risorse esterne (immagini, file, sound, tecnici etc.)
6. software ad hoc (per ftp, per i file multimediali, per i pdf etc.)
7. altre risorse che variano a seconda del segmento di mercato
Letture consigliate per quest’argomento:
- Lavorare da casa in modo giusto
- Come crearsi un secondo lavoro… da casa!
Usare la piattaforma Blogger
Lo so! È facile e veloce… e anche io l’ho usata per lungo tempo con grande successo. Ma la piattaforma gratuita di Blogger non potrà mai darti gli stessi risultati di WordPress. La differenza è enorme.
Inoltre, è come se stessi in affitto. Non sei mai proprietario del tuo spazio, e per questo non potrai mai fare le modifiche che riterrai necessarie per dare slancio al tuo business online.
A un certo punto ti accorgerai che non puoi più andare avanti con blogger, e tutto il lavoro fatto fino a quale momento andrà perduto. Anche se potrai importare i contenuti, dovrai investire molto tempo per passare da una piattaforma all’altra e per garantire la continuità dei tuoi servizi.
Se il mio consiglio può servirti a qualcosa, passa qualche giorno a capire come funziona, ma comincia direttamente con una piattaforma professionale e potente come quella di WordPress. Del resto, anche il diavolo la usa.
Usare banner affiliativi
Gli esordienti non se ne rendono conto, ma avere sul proprio blog certi banner affiliativi (come quelli inerenti gli eBook) significa darsi la zappa sui piedi.
L’ideale sarebbe non averne proprio, almeno i primi tempi, per acquisire credibilità sui contenuti che proponi.
Ma se proprio non riesci a farne a meno, valuta quelli che usi. Ce ne sono alcuni che si trovano sui peggiori blog della rete italiana. Sono come una sorta di etichetta del pivello. Quando li vedi, capisci subito di che blog si tratta (di bassa qualità).
Le affiliazioni sono un buon modo per monetizzare i contenuti, ma devi saperlo fare con i backlink e con argomenti interessanti. Lascia stare i banner affiliativi. Ti dequalificano… tout court.
Ovviamente, non confondere i banner affiliativi con quelli pubblicitari. Se c’è gente che è disposta a pagarti per avere uno spazio sul tuo blog e se il tuo business è compatibile con questa linea, il discorso cambia.
Letture consigliate per quest’argomento:
Gestire male le immagini e la grafica
Molti studi hanno dimostrato che un sito viene valutato al primo impatto entro i primissimi decimi di secondo. È evidente che in un lasso di tempo così breve non possono avvenire valutazioni a livello cosciente.
È solo una questione di “prima impressione”. Ma è ciò che determina la predisposizione del visitatore.
Un sito accattivante può trattenere il visitatore più a lungo. E questo ti permette di avere più tempo a disposizione per destare il suo interesse con testi e informazioni.
Al contrario, un sito trascurato, con un’interfaccia grafica di pessima fattura, rende una cattiva immagine, di uno che non cura molto il suo blog (o non sa farlo) e, di conseguenza, i suoi affari. E tutto quello che avrai da dire non sarà neanche letto, perché il visitatore si è predisposto male a causa dalla “prima impressione”.
Come approfittare del fatto che le prime valutazioni avvengono a livello superficiale e, al contrario, non lasciare da subito una cattiva impressione nell’utente?
Spesso la scelta migliore è affidarsi a professionisti, grafici e web designer di provata esperienza.
Ti è mai capitato, già alla prima occhiata, di renderti conto della superiore qualità dell’esperienza fornita da un’interfaccia piuttosto che da un’altra? Credo proprio di si. E sai che succede in questi casi? Si subisce l’effetto Alone, per cui l’estetica delle cose domina la percezione anche rispetto ad altre caratteristiche.
Il massimo valore aggiunto di una grafica o di un design professionale di un sito/blog stanno proprio nella capacità di lasciare una prima buona impressione.
Tempistica sregolata delle pubblicazioni
Vuoi sapere una cosa? Se c’è un motivo per cui un utente deve seguire il tuo blog, quello è l’interesse verso argomenti che potranno aiutarlo a crescere e a migliorarsi.
Se per un certo periodo posti articoli ogni due giorni, il lettore sa che ogni due giorni può trovare notizie interessanti. Ma se interrompi il ciclo, dilatando i turni e poi stravolgendoli a tuo piacimento o scrivendo solo quando non hai veramente niente da fare, allora non si capisce più niente.
Alla fine perderai credibilità, e se qualcuno aveva deciso di seguirti, in questo modo lo perderai subito.
Postare è un impegno che ti assumi verso i lettori. Se non lo rispetti non sei credibile.
Scopiazzare i contenuti
Ti è mai capitato di leggere post che rimandano a fonti esterne? Del tipo, questo articolo è stato scritto da pinco-pallino.com. Oppure, hai mai avuto la sensazione di avere già letto altrove le parole scritte in un articolo?
Ecco, questi sono due casi che fanno di un blogger un autentico dilettante. L’incapacità di sviluppare contenuti, unitamente al fatto di non saperlo nascondere, compromettono seriamente la riuscita del progetto blog.
Non c’è nulla di male a prendere spunto dalle riflessioni di un collega o a commentarne le conclusioni. Ma quando non sai cosa scrivere e incolli parole solo per riempire i post, allora si capisce che non hai una programmazione del tuo blog e che sei veramente un dilettante.
Non padroneggiare il linguaggio
Non devi essere Giosuè Carducci per scrivere su un blog, ma la professionalità richiede conoscenza del linguaggio. Se non sai usare la punteggiatura, gli aggettivi, la sintassi, la grammatica (per non parlare del condizionale e del congiuntivo), forse è meglio che tra gli investimenti da fare aggiungi anche qualche testo sull’argomento.
Ogni giorno, anche sui blog più famosi, noto errori di questo genere. Ripeto, non è la fine del mondo se scrivi in modo essenziale, ma quando l’impreparazione giunge alla percezione del lettore medio, è il disastro.
Cura molto questo aspetto, più di ogni altra cosa.
Letture consigliate sull’argomento:
- Il Nuovo Copywriting
- Come si scrive un’email di vendita – Guida per aziende e imprenditori online
- L’arte di scrivere post professionali
- Come scrivere informazioni che fanno presa sui tuoi lettori
Conclusioni
Circa 4.000 persone leggeranno questo post. Alcuni lo condivideranno, ma non faranno niente per cambiare la propria situazione; altri non gli daranno importanza, convinti come sono che il blog sia libero da ogni regola. Altri ancora, invece, ringrazieranno il cielo perché ogni tanto arrivano contenuti interessanti da mettere in pratica.
Chiunque tu sia tra questi, sappi che quello che ho scritto è frutto di un’esperienza personale che oggi ha fatto di lavoro-casa.com un blog molto seguito e redditizio.
In bocca al lupo!
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Tags: blog, bloggare, blogger, blogging, blogging business, Copywriting, errori, scrivere post






Ottimo post come al solito, Carlo.
I tuoi consigli vengono dalla tua esperienza e dagli errori e successi che hai collezionato nel corso del tempo… se fossi nei panni di chi si appresta a farsi un suo blog non ci penserei un solo istante a seguirli! Risparmierebbe di sicuro un sacco di tempo prezioso per mettere in piedi il suo business.
Grazie Vale. Tu si che hai buon gusto!
Che dire Carlo…….come al solito i tuoi articoli aiutano i blogger a non commettere errori!
Cercherò di seguire passo passo tutti i tuoi preziosi consigli.
Ti saluto e ti faccio i miei più sinceri auguri di buon anno!
P.S. Nel 2009 una “cenetta” con le nostre rispettive famiglie sarebbe una bella idea. Che ne pensi?
Grazie per questo mini corso così dettagliato e anche per aver reso linkabili gli approfondimenti che avevi già postato e che abbiamo anche già letto: averli così tutti insieme ordinatamente facilita di molto, (almeno per me che ho poco tempo ultimamente condito anche di stanchezza fisica), lo studio, l’apprendimento.
Grazie per la tua efficacia che oltre ad illustrare la teoria, ci fa toccare con mano la pratica della teoria stessa. Leggere i tuoi post è avere “due in uno”.
Ho molto da imparare, sono consapevole di non sapere, ma anche consapevole che imparare, con te, si può!
Grazie grazie grazie!
Grazie a voi!
Carlo
bravo Carlo, bel post
bello davvero, e .. non ho ancora letto progetto commissioni ! inizierò in questi giorni, ad maiora!
[...] un interessante articolo di Carlo D’Angiò su lavorocasaPremium. Si parla degli errori tipici dei blogger esordienti. [...]