In questo articolo intendo presentare prima di tutto l’analisi di un’attività imprenditoriale tradizionale (pmi) del settore commercio di beni al consumo rivolto ai privati.
Si tratta di un negozio di scarpe da ballo per il liscio e i balli latino americani, e il mio obiettivo come imprenditore è quello di sapere quando i miei ricavi copriranno tutti i costi che l’esercizio dell’impresa comporta.
E cominciamo proprio dai costi
I costi totali comprendono i costi fissi e i costi variabili:
Costi = Costi fissi + Costi variabili
I costi fissi o strutturali nella gestione di un’attività, come può essere quella di un negozio, comprendono:
- l’affitto
- l’arredamento
- la comunicazione
- il marketing
- e il costo del personale addetto alla vendita.
Rappresentano la struttura, il sostegno affinché l’attività possa essere svolta
I costi variabili sono dati dal costo della merce e variano al variare delle quantità di scarpe acquistate per assortire il punto vendita.
In sostanza, ciò può essere rappresentato con una funzione matematica molto semplice: una retta.
Costi tot (y) = Costi fissi (q) + Costi variabili (P x qtà acquistata)
![]() |
Ora passiamo sul fronte dei ricavi
Anche i ricavi totali possono essere rappresentati dalla stessa funzione: una retta.
Ricavi tot (y) = P x qtà venduta
![]() |
Il prezzo di vendita ai privati o prezzo di listino contiene il margine di contribuzione all’utile dell’impresa.
Il prezzo di vendita è quindi sempre maggiore del prezzo di acquisto.
Ma l’imprenditore si chiede: quando si comincia a guadagnare dopo aver inaugurato il negozio di scarpe da ballo? E negli anni successivi, riuscirò almeno a coprire i costi che l’attività richiede?
Allora vediamo di rappresentare graficamente una risposta a queste domande.
Si comincia a guadagnare dopo aver raggiunto il punto di pareggio che è rappresentato da una qtà “x” di 140 scarpe da ballo acquistate e totalmente vendute in un determinato periodo di tempo (per esempio un trimestre).
Il punto di pareggio, ossia la quantità di scarpe “x” che ti permette di pareggiare i tuoi costi e i tuoi ricavi.
Per qtà maggiori di pezzi venduti, mi trovo nell’area di UTILE.
Per qtà minori, sono collocato in un’area di PERDITA.
Lo stesso ragionamento si deve fare negli anni successivi sulla base di un arco di tempo di un anno che coincide con l’esercizio dell’impresa.
![]() |
Ora voglio applicare lo stesso modello grafico alla stessa attività imprenditoriale svolta non più in modo tradizionale ma con l’E-Commerce, attività imprenditoriale on line.
E’ immediato vedere dal grafico come il punto di pareggio possa essere raggiunto per una quantità “x” inferiore (per esempio 70 pezzi), e quindi possa essere conquistato prima nel tempo, a causa di una drastica riduzione dei costi fissi che l’e-commerce determina rispetto ad una attività tradizionale.
Un’attività on line, infatti, non richiede costi di struttura quali l’affitto e l’arredo del negozio.
![]() |
Per concludere, voglio applicare lo stesso modello grafico al settore dei Servizi di Consulenza svolti con attività imprenditoriale on line da liberi professionisti esperti di un sapere specializzato (Il Nuovo Lavoro Intellettuale).
![]() |
E’ visibile come sia presente solo un’area di utile crescente al crescere del numero di consulenze effettuate in un anno e del numero di eBook venduti, creati dal Professionista del Nuovo Lavoro Intellettuale (tutti i riferimenti al NLI rimandano alla Carlo d’Angiò Communication).
_____________________
| Informazioni sull’autrice
La dott.ssa Clelia Riva è laureata in Economia e Commercio ed è un’esperta dell’analisi e del controllo di gestione aziendale. |
[print_link]
|
Venerdì 09 gennaio 2009 ore 20.00 Bloggare per ProfittoIl blogging business della WLG
Per saperne di più visita la pagina del seminario! |












Ottimo lavoro, Clelia. Semplice, chiaro ed esemplificativo.
Ciao Carlo,
un ringraziamento particolare a chi ha contribuito a realizzare il layout del post e dei grafici.
grazie mille
I grafici li ha fatti Lady Valkan. Mi ha fatto questo favore perché ieri non avevo tempo di farli io. Grazie Valentina anche da parte mia.
..
..
..
..
Di nulla Carlo, di nulla Clelia!
E’ stato un piacere aiutarvi!
Fare questi conti é facile, un qualsiasi ragioniere é capace di farli.
Qui non siamo a scuola.
Il difficile é portare persone sul tuo sito e farli rimanere, anche con Adwords é difficile, soprattutto quando ci sono moltissimi concorrenti.
HEILà!Che analisi efficacie! davvero, l’ho capita pure io che con i grafici non è ce sia molto in sintonia, anzi!!! invece in questo post è tutto chiaro, semplice, fulminante! Seguire l’esempio così passo passo, come tu lo hai esposto, diventa facile “traslare” questa metodologia anche in altri campi in cui si voglia fare un confronto tra due opportunità.
Quello che mi piace di + è che con il grafico, la differenza balza agli occhi, mentre detto solo a parole nn rende abbastanza l’idea.
Grazie a tutti per la vostra sinrgia… è sempre vero il detto “l’uninione fa la forza” in questo caso direi…L’UTILE!
ciao!
Benvenuta Clelia e complimenti per il post!
Finalmente, anche su questo blog, un post che dice cose sensate!
Vedo dalla lunghezza del post che Carlo ti ha già influenzato negativamente…
ma col tempo imparerai a non ascoltarlo!

1abbraccio
Josè
Ps
Carletto, ti adoroooooo!!!
@ Studiomafra:
“Fare questi conti é facile, un qualsiasi ragioniere é capace di farli”.
Il problema, secondo me, è che tutto sembra scontato, ma niente lo è!
Il traffico, ad esempio, è un problema facile da risolvere per me. E sull’argomento ho scritto un tutorial ad hoc. Questo è il link
http://www.lavoro-casa.com/2008/12/ecco-le-5-tecniche-che-ho-usato-per-raddoppiare-il-mio-traffico-in-30-giorni/
E poi… non tutti sono dei ragionieri, non trovi?
Un post davvero interessante.
Complimenti Clelia per la semplicità con cui hai comparato la gestione di un’azienda secondo il mercato a cui si rivolge l’imprenditore (tradizionale od online). E’ assolutamente vero quello che dice Carlo…le cose più scontate sono quelle più importanti.Proprio perchè più scontati,alcuni aspetti del businness online vengono trascurati e ciò determina il fallimento dell’imprenditore online. Questo blog, con l’intervento di persone qualificate cone Clelia, diventa sempre di più un autorevole punto di riferimento per la crescita manageriale.
A studiomafra:
“Non ho alcun dubbio che qualsiasi (il termine non mi piace) ragioniere capace possa svolgere un’analisi del punto di pareggio. Obiettivo che rispecchia l’essenza a cui deve saper giungere un imprenditore affinché i suoi potenziali clienti decidano di diventare dei veri clienti e quelli già acquisiti possano decidere di rimanere. Un saluto e un ringraziamento per tutti i commenti. E’ sempre una gioia poter condividere punti di vista di qualsiasi natura.”