Sapevo di attirare l’attenzione, ma non immaginavo di ferire la sensibilità delle persone. E mi scuso se ad alcuni ho fatto rivivere momenti esoterici o sensazioni di losca natura, piuttosto che spronare a valutazioni di lucidità e cinismo imprenditoriale.
«Il diavolo usa Wordpress» è un libro di marketing! E nell’anteprima, che tutti possono scaricare e leggere, ho fatto esplicito riferimento alla commedia americana di David Frankel, dal titolo “Il diavolo veste Prada”, proprio per dare una precisa linea di riferimento a chi non conosce ancora i contenuti di questo libro.
Il fatto è che quando parliamo di business ci sono diversi livelli con i quali dobbiamo rapportarci. Ora, capisco che il blog, come strumento, possa rievocare connotazioni friendly e che l’accostamento al diavolo provochi disagio o fastidio. Ma è proprio questo il punto.
Il blogging business è un affare per imprenditori, non una pratica per passare del tempo a salutare amici e lettori. Se entri in questa logica, capisci che le attività da compiere devono essere cinicamente programmate, vagliate e processate con una filosofia di indipendenza, di autosufficienza, di libertà intellettuale.
Il pensare comune, il bigottismo, il fatto di cercare la condivisione e l’approvazione degli altri, oltre che essere la causa dell’infelicità di milioni di persone, rischia di contaminare in modo drammatico l’azione imprenditoriale.
C’è differenza tra il compiere delle scelte azzeccate sul piano del marketing e fare quello che piace agli altri. Adeguare le strategie ai bisogni della gente fa parte del business. Mettersi in linea con il pensare comune per il solo bisogno di essere accolti, non è business. Non è libertà!
Ci sono esseri umani che hanno raggiunto quest’obiettivo. E non sono certamente dei pupazzi, strattonati in tutte le direzioni, che lasciano che siano gli eventi, o altre persone, a dire loro cosa devono provare.
«Il diavolo usa Wordpress» è un libro di marketing che vuole trasmettere senza peli sulla lingua gli strumenti del potere negli affari online. L’obiettivo può essere presuntuoso. E su questo possiamo discutere a lungo. Ma è una cosa diversa dal prendere le distanze sull’ipocrita constatazione del taglio morale dell’opera.
Niccolò Machiavelli diceva che “Chiunque tenti di essere buono in ogni occasione è destinato alla rovina tra i tanti che invece buoni non sono”.
Ho rispetto per i fedeli e per tutte le religioni. Ognuno ha il diritto di credere in quello che vuole. Ma io non sono un catechista! Il mio compito, come formatore nel settore del business online, è quello di insegnare a fare business online. Le persone che cercano di creare su internet qualcosa di duraturo e redditizio hanno bisogno di sapere schiettamente come e cosa fare per creare profitto.
Non è obbligatorio aprire un blog per lavoro. Si può anche farlo per il gusto di condividere esperienze ludiche o di altra natura con i propri amici e lettori. Ma se vuoi farlo per business, non devi scandalizzarti del fatto che le migliori strategie sono quelle che permettono a questo libro di essere titolato «Il diavolo usa Wordpress». E ti spiego perché!
Ad alcuni, l’idea di mettere consapevolmente in atto strategie di potere imprenditoriale sembra immorale e antisociale. Sono convinti di poter scegliere di non partecipare a quei giochi semplicemente adottando comportamenti che nulla hanno a che fare con le diavolerie del potere.
In realtà, occorre diffidare da simili individui, perché mentre esprimono queste opinioni a parole, in molti casi sono proprio tra i più abili a tessere trame a proprio vantaggio.
Ma il fatto è che mentre ci sono quelli che sanno gestire il buonismo di facciata per raggiungere scopi personali e nascosti, altri sottostanno scioccamente alle manovre diaboliche senza nemmeno rendersi conto di essere vittime di precise strategie.
È evidente che questi dilettanti nella vita reale non hanno mai gestito aziende o affari impegnativi. Non sono abituati ai ritmi, alla cultura e alle modalità operative dell’impresa, del business, dello scambio commerciale.
Ora, si può scegliere di vivere ai margini di tutto questo. È legittimo! L’importante è essere consapevoli del fatto che lì fuori c’è gente che pianifica ogni mossa per creare profitto.
Ma se decidi di metterti in gioco nel business online, se decidi di avere un tuo blog per monetizzare, allora non ha senso cercare di chiamarsi fuori. Alla fine ti ritroveresti ad armeggiare goffamente con il potere degli altri, a giocare con il fuoco e a farti male sul serio.
«Il diavolo usa Wordpress» è un libro di marketing che ti conviene leggere, perché nessuno imprenditore (online o offline) può sottrarsi alle dinamiche del potere e dei soldi.
È meglio essere un artefice, piuttosto che adottare un approccio dilettantesco in nome di valori che non hanno niente a che vedere con le regole ciniche e spietate del business.
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Tags: blogging business, carlo d'angiò, il diavolo usa wordpress, marketing online, wordpress


Ciao Carlo!
Beh, è molto comune che senza volere si possa offendere la sensibilità di alcune persone quando si vuole catturare l’ attenzione e far arrivare un messaggio chiaro al proprio pubblico.
Ma quando questo avviene vuol dire che l’ obiettivo è stato senza dubbio centrato in pieno, e che chi si lascia influenzare da inutili moralismi fermandosi al titolo e alla copertina del libro non leggerà nemmeno l’ anteprima del tuo eBook e, convinto di aver capito tutto, perderà una grande opportunità di crescita nel suo campo lavorativo.
Valentina
Hai proprio ragione, Vale. E’ solo che, convinto come sono di fare sempre tutto con la massima attenzione verso gli altri, rimango dispiaciuto.
Sono preparato alle critiche sul mio lavoro, ma non lo sono mai abbastanza quando mi si dice di avere offeso qualcuno.
Chiedo scusa se l’ho fatto e spero di essermi spiegato meglio con questo post.
Ciao Carlo, ciao lettori,
vuolete ridere?? io nn ho visto il film oltre alla mancanza di tempo per andare al cinema, anche perchè distrattamente mi era arrivata all’orecchio la sintesi sommaria della commedia ambientata nel campo della moda, cosa che nn mi interessa assolutamente!Bhè, leggendo tutto ciò che hai pubblicato fin qui sul tuo nuovo libro, mi son resa conto che il motivo vero per cui non sono andata a vederlo è stato proprio per la mia approsimativa e scarsa informazione e proprio a causa del titolo…e dato che il tuo tirarlo in ballo avvicinandolo al tuo libro penso che troverò il modo per poterlo vedere perchè ho il sospetto di essermi persa un bel film a causa di pregiudizievoli pregiudizi ( concedetemi il giochino di parole!:))… insomma mi sono comportata al contrario di altri lettori!!!
la morale qualè??
che dobbiamo imparare a ragionare con la mente sgombra da false credenze, preconcetti, opinioni… insomma essere nella condizione in cui si è quando magri il nostro orecchio pecepisce un rumore sconosciuto e si zittisce tutto ciò che si sente intorno, selezionando solo il puro suono che vogliamo decifrare… mi viene in mente un esempio…
Vi è mai capitato di essere presente ad un seminario, una lezione, ad un concerto e di registrarel’evento? Di catturarlo con una videocamera?? quando lo riascoltate e/o lo rivedete a casa vostra,nn notate una sostanziale differenza?? la registrazione include tutto ciò che la nostra attenzione, mentre presenziavamo l’evento, ha ignorato?? Mentre eravamo col nostro occhio fissato sull’obiettivo del relatore o del cantante non avevamo visto sulla destra un gruppo con le candele in mano, o quelli di sinistra sventolare uno striscione, nell’audio ci ritroviamo il brusio del pubblico, un colpo di tosse di qualcuno… insomma rumori e gesti che quando eravamo dal vivo non avevamo percepito ma che comunque c’erano… ho reso l’idea? avete presente??
Bhè, la nostra vita è uguale, quando ci lasciamo distrarre da ciò che ci circonda, dalle persone che amiamo, dal brusio dei nostri pensieri, delle nostre credenze, ci deconcentriamo, perdiamo il focus, e con esso magari anche l’occasione della nostra vita… se invece siamo vigili e ci concentriamo solo sull’obiettivo e ignoriamo tutto il resto, arriviamo alla meta…e questo è un aspetto!
il secondo è che, se vogliamo prenderlo dal lato della fede, il non parlare dell’antitesi, del nemico, del Diavolo, esso perda la sua influenza, si annienti,anzi, probabilmente gli si dà + campo libero! Il male è come una malattia: se la conosci la eviti e per conoscerla, bisogna parlarne, conoscerne il nome, come si diffonde, come ci si deve di conseguenza proteggere.
poi resta sempre inteso che se uno preferisce fare lo struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia, nn per questo il mondo cesserà di girare come deve…o no??
Dopo aver letto l’anteprima del tuo libro mi sento come Andy, perchè forse non mi sono ancora resa conto che, come in tutti gli ambiti, reali o virtuali che siano, bisogna capire e stare alle regole del gioco se vuoi realizzare qualcosa, se vuoi sfondare. Oppure ci si può lamentare e rimanere immobili a guardare gli altri che traggono profitto. Bhè, io sono abbastanza stanca di essere Andy, quindi forse è il caso che mi adatto e divento un pò Miranda, senza però perdere quell’onestà e correttezza sempre necessaria, che anche Miranda alla fine mostra di ammirare in Andy e che, forse, si rammarica di aver perso per strada!!
A presto!!!
Devo dire che ben pochi eBook hanno attirato la mia attenzione quanto questo tuo nuovo Lavoro, Carlo. Non vedo l’ora di leggerlo e di scoprire le tue Strategie avanzate di Blogging
io dico che l’italia è fin troppo piena di alcuni pseudo codici morali estremizzati ed inconsistenti, le attenzioni e le polemiche che hai generato sono avvilenti, qui si parla di figure retoriche e metaforiche, che cacchio è ovvio che quando si parla di diavolo la parola vuole assumere connotazioni di furbizia nel senso buono e scaltrezza,
poi non capisco una cosa, nel business tradizionale è storico il concetto che negli affari ci vuole un certo cinismo (analitico), cos’è su internet siamo tutti dei puffi dalla visione fanciullesca e dalla deontologia compulsiva?
io dico che è tutta ostentazione di uno psudo alto senso del tragico e del buono che lascia il tempo che trova!