Qualche giorno fa, tra i commenti al post di Clelia Riva, «Come si stabilisce il “prezzo” secondo Philip Kotler», si parlava del prezzo degli infoprodotti e di come esso non derivi dalla somma tra i costi e il ricarico, ma piuttosto da un processo di valutazione di fattori intangibili ma significativi, come il knowledge, l’esperienza, la preparazione etc..
Ottimo spunto per affrontare una volta per tutte un argomento che da molti consulenti viene accantonato per ritrosia psicologica o per timore di non riuscire a giustificare certe strategie di pricing.
In realtà, come vedremo in questo Post Tutorial, la formazione del prezzo delle consulenze e dei coaching, ovvero, di tutto ciò che non si può vedere, gustare o toccare, avviene su un telaio concreto di fattori valutativi che meglio farebbe ciascun professionista a rendere trasparente con un documento (PDF) scaricabile dal sito o con una landing page dedicata.
Perché costa 1.000 euro un’ora di coaching con il professionista Pinco Pallino? Quali costi giustificano la sua parcella? C’è chi si fa queste domande. Ma il problema non è capire o andare incontro alle esitazioni degli utenti. Chi si fa queste domande non ha alcuna esperienza nel campo della formazione. E con ogni probabilità viene da un mercato che non genera business.
Il problema, invece, è che i principali attori del processo formativo, ovvero, i professionisti (coach, consulenti etc.), non sanno vendersi. Fanno resistenza a chiedere il giusto valore dei loro servizi e creano uno stato di confusione che non aiuta il mercato.
Nel Post Tutorial di oggi, riservato agli Studenti del programma WLG Top 10, vedremo quali sono i motivi più comuni di tale resistenza, come superarli e in quale modo formare un prezzo giusto e soprattutto trasparente.
Nota bene: solo gli studenti del programma WLG Top 10 possono accedere liberamente a questo Post Tutorial. Gli altri utenti devono seguire la procedura di acquisto indicata qui sotto.
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Penso che informazioni del genere sia difficilissime da reperire…..
Avevo molti dubbi sul valore economico da attribuire alle mie consulenze telematiche…ma, dopo aver letto questo post, ho capito come stabilire il giusto corrispettivo al mio lavoro online.
Sei fondamentale Carlo!
Ciao
Grazie Carlo, questo post è uno strumento formidabile per fare un’analisi oggettiva dello stato di salute della nostra attività di consulenti, professionisti o coach.
Io stesso ho spesso trascurato di conteggiare le singole voci di spesa, a cui andrebbero aggiunti coefficenti correttivi come il rischio d’impresa, le assicurazioni obbligatorie e quelle che ci cautelano da possibili disastri professionali, e le vacanze (almeno quelle estive), a cui tutti, perfino i professionsti, hanno diritto.
Non considerare i costi sopportati, non tener conto dell’esperienza e degli anni di studio che ci portano a fare con semplicità cose che agli altri sembrano complesse, è l’errore più grande che scegliamo di fare, pensando che il mercato e il cliente non ti riconosca il reale valore, e che si rivolga ad uno dei tanti colleghi concorrenti pronti a fare ulteriori ribassi, oltre qualsiasi limite dettato da buon senso. Il problema non è il mercato e neanche il cliente, il problema è rappresentato unicamente dalle nostre convinzioni in merito a quello che siamo convinti di valere e meritare.Chiunque può, con le giuste strategie, crearsi un proprio mercato di riferimento, di clienti selezionati con cui instaurare un rapporto di rispetto reciproco. L’unico ostacolo vero è convincere di questo il nostro interlocutore più feroce, quello che conosce meglio di chiunque altri le nostre debolezze, quello in grado di insinuare terribili dubbi anche nelle sedi e nelle condizioni meno opportune, l’unico in grado di sabotare le nostre ambizioni e i nostri successi, l’unico che non possiamo non affrontare: noi stessi.
Nonstante questo tutorial sia abbastanza lungo e articolato, mi è stato facile scriverlo.
Mi è bastato pensare a tutti gli errori che ho commesso nel corso della mia carriera professionale. E quello più grande è stato di certo sottovalutare, per una sorta di ricatto del mercato indotto da un modo di pensare sbagliato, il valore delle mie prestazioni.
A presto… e grazie per i commenti.
Ero molto titubante prima di comprare questo post.
Anzi: non ho mai comprato un post prima, quindi ero priprio contrariato.
Mi interessava l’argomento, ma non ero convinto che Carlo potesse dirmi più di quanto non sapessi già.
Decido comunque di fare questo investimento e, sorpresa delle sorprese, ecco cosa ho trovato: estrema concretezza.
Un post che vale mille volte più del suo prezzo.
Dei concetti che andrebbero insegnati al mondo intero, ma che purtroppo – a mio parere – se venissero regalati, magari non verrebbero neanche letti…
e infine, una cosa che ho apprezzato tantissimo: nessun giro di parole inutile, bello, succinto, dritto al cuore della soluzione al problema: quanto vale una mia consulenza?
oggi non esercito più la professione di avvocato, ma so per esperienza che almeno il 101% dei miei ex colleghi decuplicherebbero – almeno – il loro fatturato con queste poche righe.
Non mi rimane che togliermi il cappello di fronte a questa straordinaria performance di Carlo D’Angiò.
Complimenti.
Josè
ps
ti dirò di più, ti sei meritato una citazione in uno dei prossimi ebook di RicchezzaVera.com
Josè, la mia più grande soddisfazione è stata quella di vederti per qualche ora nell’area riservata di lavoro-casa.
Spero di vederti più spesso da quelle parti, magari nel “Gruppo Premium”.
A presto e grazie per il tuo feedback.
e qui mi sa che devo studiarci un po! bravo Carlo, stai facendo proprio il bravo ragazzo!