Dietro segnalazione di un amico, ho letto un articolo di Alessandro Sportelli, che pone una questione che io personalmente ho affrontato a più riprese e che oggi sembra avere ridestato l’attenzione: la ciarlataneria web based.
L’autore del post parla di internet marketing e di guadagni online, sottolineando la differenza concettuale tra il primo, che attiene a un mondo di esperti informatici, e il secondo, che sembra fatto prevalentemente di autentici sprovveduti alla ricerca di guadagni facili.
La discussione è poi passata su un forum, che credo appartenga allo stesso Sportelli, dove si sono alternati nomi conosciuti della blogosfera italiana, come Robin Good, che ha postato a sua volta in Masternewmedia le dichiarazioni di Enrico Madrignano; e poi il Tagliablog, Mirco d’Isidoro e tanti altri che potrai scoprire sul forum in questione.
Ognuno ha detto quello che pensa sull’argomento, prendendo le distanze dal “guadagno online” e aggiungendo elementi interessanti per quella che dovrebbe essere una valutazione etica del fenomeno ciarlatanesco.
Ora, se ti stai chiedendo cosa c’è di sbagliato a guadagnare soldi online e perché lo Sportelli ne ha fatto una questione etica, la mia risposta è che non c’è niente di sbagliato. Solo che il mercato online è così facilmente accessibile che chiunque può entrare, millantare competenze e compromettere l’immagine di chi invece lavora con professionalità e coscienza.
Ecco, questo è successo in un settore inizialmente strutturato e conosciuto come Web Marketing e poi destrutturato, per esigenze comunicative, in una nuova serie di ipotetici comparti.
La questione etica c’è tutta! Ma credo che non abbia a che fare col naming o con l’etichetta. Guadagnare o fare soldi online non sono attività di magia nera, ma semplicemente delle auspicate conseguenze del Web Marketing, quello che ognuno spera possa succedere dopo avere fatto del buon marketing sul web.
Robin Good fa soldi online con gli AdSense. Il Tagliablog fa soldi online vendendo spazi pubblicitari. Enrico Madrignano fa soldi online vendendo corsi di formazione.
Prendere le distanze da operatori truffaldini è il minimo che si possa fare. E ogni sforzo proteso a creare rapporti più etici e un mondo migliore deve essere accolto con plauso e incoraggiato dal contributo di tutti a raggiungere nuovi traguardi culturali ed educativi.
Ma non ha senso impiantare un sistema accusatorio, verso qualcosa o qualcuno di non meglio identificato, sulle differenze del web marketing da tutto il resto. Anche perché ogni tentativo corporativistico di creare schemi di valutazione e di legittimazione di una professione non riconosciuta, si scontra con la storia e con il percorso di crescita di una classe di operatori che in sostanza altro non sono stati che degli smanettoni del computer.
Basta guardarsi indietro e scrutare le origini. Cos’è un esperto di web marketing? Uno bravo con Google? Un copywriter del web? Un blogger aziendale? Un programmatore PHP? Un disegnatore di siti? Un indicizzatore? Un video publisher?
Le persone non lo sanno. Forse, la parola “web” fa capire che si tratta di internet! Ma per tutto il resto è solo un gran caos. Un mondo sregolato e fin troppo vasto per essere ingabbiato dalle parole.
Dire che il web marketing è “creazione di valore”e che il “fare soldi” significa solo vendere a chi vuole comprare penso che sia una frase di notevole forza propagandistica, ma non regge a un’analisi approfondita.
Il valore è un concetto elevato che alla fine si misura con i soldi. I clienti non acquistano prodotti o servizi, acquistano ciò che ricavano dai prodotti o dai servizi. Non comprano farmaci, ma le cure, non le coperte, ma il calore. Non acquisto un servizio di indicizzazione per vedermi nella prima pagina di Google, ma per avere traffico targhettizzato che si possa convertire in clientela e, quindi, in soldi sonanti.
C’è un problema di etica? Si, c’è! Ma la colpa non è di chi usa l’etichetta “Fare soldi online”. Lo stesso Robin Good ha postato “Fare Soldi con I Blog” e ha parlato di guadagnare bei soldi con gli eBook e con le affiliazioni. Ma non per questo può essere accostato a operazioni truffaldine.
Giacomo Bruno ha creato diversi prodotti con l’etichetta “Fare soldi online”. Anzi, sembra addirittura che si tratti di un trade mark. Eppure non credo che un’azienda come la sua possa essere tacciata di operazioni truffaldine. Chissà cosa ne pensa di tutta questa storia!?
John Chow distribuisce un ebook dal titolo “Make Money Online” (Fare soldi online) e non mi sembra che il suo blog possa essere percepito come un’operazione truffaldina. Altrimenti il Tagliablog non avrebbe svelato i suoi segreti (che vedono al primo posto le affiliazioni).
O forse c’è una discriminante fra chi eroga informazioni sommarie a titolo gratuito e chi ne fa delle guide approfondite a pagamento?
Io capisco il ragionamento da cui è partito Alessandro Sportelli e condivido le sue riflessioni al 110%. Sono uno dei pochi che ripetutamente su questo blog lancia segnali di correttezza e di etica e punta il dito contro la leggerezza e l’incoscienza di certe operazioni.
Ma se Pinco Pallino fa una truffa online con la keyword preferita dagli italiani – “Guadagnare” – rimane un caso di truffa imputabile a Pinco Pallino. Non credo che si possa strumentalizzare il singolo episodio per dare sfogo all’indeterminatezza del proprio ruolo.
Non trovi?
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Tags: fare soldi online, giacomo bruno, guadagnare, robin good, web marketing




Ciao Carletto!
Condivido tutto quello che hai scritto, è anche vero che leggendo il post di Sportelli, non è che dica chissà cosa…
dice che prima di pensare ai soldi bisognerebbe concentrarsi sul valore che si intende dare al lettore…
non fa una piega neppure il suo discorso.
Non ho letto la discussione nel forum, dici che vale la pena?
Ho letto invece volentieri i segreti di cow, e ho visto con piacere che già avevo il suo stesso orientamento… escluso il punto in cui dice di produrre 2 post al giorno.
Preferisco farne uno alla settimana e garantirmi che lo abbiano letto più persone possibili, prima di scalarlo al secondo posto…
Se poi ho scritto cose che non mi interessa far leggere, allora il discorso cambia…
1abbraccio
Josè
Ciao Carlo… da quanto ho capito, Alessandro in linea di massima fa un discorso giustissimo; solo che ha commesso l’ errore di fare di tutte le erbe un fascio tacciando il “fare soldi e guadagnare online” come un’ attività esclusivamente truffaldina (o almeno così sembra dal tono del suo articolo), senza selezionare i singoli casi e considerare che, sotto questa dicitura, ci sono anche professionisti onesti che offrono servizi di qualità come nel tuo caso.
Quando occorre, è proprio il caso di mettere i puntini sulle I, onde evitare fraintendimenti.
@ Josè: infatti, Alessandro dice cose giuste. Ma se vuoi avere una visione più completa, ti consiglio di leggere il forum linkato nel post.
@ Valentina: non è Aòessandro a fare tutt’erba un fascio, le discussioni sul forum si!
Ciao Carlo,
ho scoperto grazie al tuo post la discussione che c’e’ stata su WebmarketingForum..
Innanzitutto c’e’ da dire che un piccolo fondo di verità c’e': quante volte ci siamo inbattuti in siti che cercano di venderti miracoli e/o propongono quasi come spam gli ebook della Giacomo Bruno??
O addirittura chi vende prodotti americani da due soldi a molti euro??
Certo è che se Alessandro è molto incaz***ato, poteva anche fare qualche nome
Forse è incavolato perchè a sua volta ha comprato qualche miracolo che miracolo non è
Scherzi a parte, anch’io concordo col dire che non ci sia nulla di male nel voler far soldi online, a patto che questo non implichi disonestà o presa in giro di chi ci legge!
Massimo
E’ vero Massimo, infatti il mio pieno appoggio ad Alessandro e non mi stancherò mai di dire che l’etica e la correttezza sono le prime due risorse da avere.
Il mio post vuole solo evitare che sullo sfogo di Alessandro si annidi il malcontento di qualcuno che per motivi personali verso pochi, alla fine spara sul mucchio.
Grazie per il tuo commento.
A presto
io dico che generalizzare è una bassa forma di pensiero..
odio anche i preamboli che iniziano deontolicamente “corretti” e “canditi” per poi essere seguiti da soliti discorsi avviliti.. posso capire che il termine guadagnare on line è sputtanatissimo, ma in mezzo c’è anche gente seria o no?
Infatti! Grande Giuseppe!
Carlo, il “generalizzare” è proprio dell’essere umano. Quante volte ho sentito dire (per quel che mi riguarda) che gli avvocati sono tutti dei “truffatori” o meglio – come si dice dalle nostre parti – dei “mariuli”!
Tuttavia, dopo aver compiuto questa generalizzazione, l’essere umano inizia a conoscere il valore della singola persona con cui intrattiene rapporti commerciali e/o professionali. Sapessi quanti truffatori ho conosciuto sulla rete prima di giungere alla persona più onesta e competente nel panorama dell’infomarketing (hai capito di chi parlo?)
Grazie Salvatore, sei gentilissimo a citarmi.
Sei un grande Josè!
[...] grande interesse anche la visione di Carlo D’Angiò sul suo blog: “Se ti stai chiedendo cosa c’è di sbagliato a guadagnare soldi online e perché lo [...]
Avevo letto la discussione del forum e gli interventi degli altri nei loro rispettivi Blog e devo dire che sono d’accordo con la presa di posizione tua, Carlo e di Giacomo Bruno. Il Guadagno Online è la CONSEGUENZA di un Internet Marketing Plan, NON la stessa cosa.
Creare un Prodotto relativo all’Internet Marketing NON vuol dire per forza aver creato un metodo per FARE SOLDI, ma lo scopo casomai è generare un Progetto con questa conseguenza (il profitto economico).
C’è troppa confusione in Italia su questo aspetto e troppe persone associano questi due Argomenti, ma in enbrambi non c’è nulla da demonizzare, come dice Marco. Io ad esempio mi accingo a scrivere un Libro sull’eMail Marketing e sulle Newsletter. Vuol dire che si tratta di GUADAGNO ONLINE?
No, o almeno non forzatamente. E’ un prodotto di Web Marketing, ma volendolo vedere a lungo termine, che si voglia o no, la conseguenza naturale o l’obbiettivo comune, DEVE essere quello di incrementare i propri guadagni, altrimenti il lavoro di Web Marketing non avrebbe più senso