Mi arrivano spesso delle email che mi chiedono se per fare business online (e-commerce, coaching, affiliazioni etc.) è necessario mettersi in regola.
La risposta è una soltanto: SI!
Se intendi vendere un tuo prodotto/servizio tramite internet ci sono delle regole giuridiche da rispettare. Se non lo fai vai incontro a delle sanzioni per l’esercizio abusivo o irregolare dell’e-commerce o per la violazione di altre norme che vedremo nel seguito di questo post.
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Sì, in effetti il web pullula di siti e-commerce che non sono assolutamente in regola con le norme vigenti. La cosa che noto più spesso infatti,in veste di consumatrice, è che alcuni siti o i venditori in questione non espongono la partita IVA in fondo alla loro pagina. In questi casi preferisco decisamente rivolgermi altrove.
Chiaro e preciso come sempre, Carlo.
E’ proprio il caso di dire che nella maggio parte dei casi l’aspetto giuridico e fiscale è quello meno considerato anche al di fuori da Web.
Il web è solo un mercato più comodo dove acquistare,ma pieno di siti che approfittano della mancanza di severità e controllo mentre un normale commerciante deve seguire le regole per non rischiare la sua attività.
C’è chi tenta come trampolino di lancio la vendita on-line convinto di non avere obblighi verso nessuno;posso capire,chi agli inizi ,non vuole rischiare più di tanto,ma il consumatore ha diritto alla sicurezza d’acquisto.
La credibilità online è l’aspetto più importante da gestire se vuoi vendere beni o servizi su internet!
Il consumatore deve potersi “fidare” del sito e-commerce o professionale.
Conformarsi alle vigenti leggi in materia di commercio elettronico significa lavorare da serio professionista.
Tale modus operandi rende l’attività online:
1) legale al 100%
2) trasparente all’ennesima potenza
La trasparenza viene “colta” dal consumatore e tradotta in termini di “affidabilità” del sito.
Per cui,secondo me,la legalità di un sito è la tecnica più potente del web marketing!
Forse ho esagerato Carlo…
Queste sono delle preziosissime informazioni. Grazie come sempre per il tuo contributo.
Non tutti hanno mai avuto a che fare o sono a conoscenza degli obblighi fiscali, che fra l’altro sono in continuo cambiamento.
Ma proprio come ricordi tu, la legge non ammette ignoranza e le sanzioni sono senza pieta’….
Ciao Carlo,
Non ho letto il tuo articolo perché non faccio parte del tuo Gruppo, ma leggendo altri post nella rete, vedo sempre più confusione nella procedura corretta nell’essere in regola con il fisco.
Intanto per chi vende direttamente con il proprio sito, rientra nel sistema e-commerce e quindi deve avere la P.I. e tutti gli altri oneri e doverei.
Ma per chi ha un Blog?
Per quello che ne so io, un Blog se pubblica articoli con la frequenza giornaliera, deve essere considerato di natura giornalistica e quindi richiedere le varie autorizzazioni.
Se nel Blog è presente una qualsiasi forma di guadagno, deve avere esposta la P.I. perché risulta un’attività a tutti gli effetti.
Insomma perché alcuni Blog hanno la P.I. e alcuni No.
Perché alcuni Blog hanno scritto che non sono da considerare di natura giornalistica perché non pubblicano giornalmente articoli?
Fatta la legge trovato l’inganno…per alcuni.
Marco
@ theca:
Ciao theca.
Il problema della regolarità esiste. Ma, fortunatamente per i “fuorilegge”, lo Stato in questo momento volge le sue attenzioni altrove.
La partita IVA è solo una delle informazioni obbligatorie da rendere visibile in un sito di commercio elettronico. Inoltre, non solo gli ecommerce hanno quest’obbligo.
L’argomento è vasto e richiede molta precisione. Ti rendi conto che non possiamo affrontarlo nello spazio di un commento.
Magari ci ritorneremo in un nuovo post e parleremo anche della questione giornalistica.
A presto