Nel medioevo, una donna accusata di adulterio o di altri reati derivanti da comportamenti “non ortodossi”, veniva processata con un rito chiamato “ordalia” (dal germanico antico ordal, che significa “giudizio di Dio”), ovvero, sottoposta a prove dolorose, spesso mortali, al termine delle quali il giudizio era di condanna, se l’accusata periva, o di innocenza, se la stessa riusciva in qualche modo a cavarsela.
Un esempio: si legava la donna e la si buttava nel fiume. Se moriva, era colpevole. Se sopravviveva, allora non c’erano dubbi sulla sua innocenza, perché era chiara la volontà di Dio di salvarla.
A sentire oggi queste cose si prova ribrezzo e indignazione. Come si poteva giudicare una persona in questo modo? E perché certi comportamenti, assolutamente insignificanti sul piano della pericolosità sociale, venivano inquadrati come delittuosi?
Il fatto è che tutte le volte che c’è di mezzo la religione l’uomo perde gran parte della sua straordinaria capacità di pensare e di ragionare.
Qui non intendo aprire una discussione sulle schifezze e sulle atrocità perpetrate nel corso della storia in nome della “cristianità” (lo stesso vale anche per le altre confessioni religiose), ma semplicemente mettere in luce alcuni comportamenti ispirati all’ortodossia che stanno devastando le sorti economiche dei popoli.
Nonostante la crescita culturale che ci distingue dalle comunità tribali del medioevo o da altre che ancora oggi vivono su questo pianeta, la religione pervade il modo di pensare delle famiglie. Le condiziona. Le assoggetta a schemi di ragionamento che in un modo o nell’altro si ripercuotono sul lavoro, sui sentimenti, sulla vita sociale etc..
Per avere un’idea, basta pensare ai nostri figli che durante la crescita manifestano la tendenza a scrivere con la mano sinistra. Quante volte il pregiudizio religioso ha spinto i genitori, gli insegnanti e tutti coloro che hanno un ruolo determinante nella vita del bambino a sopprimere questa supposta malformazione?
Anche se molti eseguono i comandi religiosi senza nemmeno saperne le ragioni, la cultura è quella. I mancini sono storicamente mal[destri], impuri, posseduti dal demonio. Così, si costringe milioni di ragazzini a fare uno sforzo in più per abbandonare l’indole e imparare a scrivere con la destra.
La religione invade le scuole a prescindere dal crocifisso. È nei libri, nella didattica, nei programmi ministeriali di insegnamento. I docenti sono spesso religiosi. Lo sono anche se non praticano i sacramenti o altre liturgie dei culti minori.
Se uno studente è particolarmente portato per la matematica o per la musica, non va bene. Occorre che riduca la sua concentrazione, il suo talento, le sue attitudini a favore di tutte le altre discipline.
La scuola italiana non vuole i talentuosi, ma gente mediocre che sappia leggere, scrivere e far di conto con sufficienza.
Con questo modo di pensare vengono su le famiglie, i figli, le persone che di generazione in generazione insegnano a rinforzare i punti deboli, piuttosto che migliorare i punti di forza.
I talenti sono quasi sempre fenomeni spontanei. Basterebbe coglierli al momento giusto e valorizzarli. Avremmo di certo un mondo migliore. Un mondo dove chi lavora, chi scrive, chi suona, chi disegna, chi inventa, chi scopre, chi ama… lo fa al meglio di sé.
La religione è causa di appiattimento. Siamo tutti uguali davanti a Dio. A che ci serve accumulare ricchezze? Essere leader? Lasciare un segno? Meglio vivere poveri, ma con la coscienza di avere fatto il giusto per il regno dell’al di là.
Eppure Gesù, sulle cui parole si è fondata la Chiesa, ha detto “dai a Cesare quel che è di Cesare”. Per migliaia di anni questa frase è stata interpretata solo da un lato, nel senso di riconoscere il merito a chi ne ha. Quasi come se i destinatari della Parola fossero tutti spettatori.
La verità è che in nessun caso Gesù ha mai frenato l’intelligenza e la capacità di costruire il successo delle persone. Se esiste un merito da riconoscere, esiste un risultato, un obiettivo raggiunto. Esiste un leader, un progetto, una costruzione importante. Esiste un Cesare che deve prendersi quello che è suo!
Gesù ha detto che siamo tutti Cesare. Abbiamo tutti il diritto di costruire qualcosa di importante, se lo vogliamo, e di usare la parte migliore di noi stessi per farlo.
Non c’è niente di più naturale per l’uomo che seguire la sua natura di essere pensante, intelligente e creativo.
Gesù non avrebbe mai falcidiato le intelligenze create dal Padre Nostro.
E i disoccupati?
Anche per tutto ciò che riguarda il lavoro, per come ci si approccia, per quello che ci viene detto nelle aule scolastiche, la religione gioca la sua parte.
I disoccupati sono figli di una cultura che li spinge alla ricerca di una dimensione perfetta che non esiste e che genera più vittime di una guerra vera e propria.
L’idea di avere un lavoro fisso e stipendiato con cui potersi rapportare per una vita intera appartiene ad altri tempi.
Nel dopoguerra è stata una soluzione. Milioni di persone senza futuro hanno ricominciato a vivere. Da un lato c’erano i grandi capitalisti e la pubblica amministrazione, dall’altro un esercito di operai e impiegati che, dopo avere sofferto la fame e la paura di non arrivare al giorno dopo, ha consacrato il “posto fisso” come la panacea di tutti mali.
E più si andava avanti, più arrivavano le conferme di avere fatto un’ottima scelta. Nelle famiglie, la domenica, c’era il pranzo importante con il dolce finale. Per questo si rendeva grazie a Dio per avere aiutato il capofamiglia a trovare una sistemazione nella FIAT o al Comune o nella Scuola.
L’impegno dei genitori verso il futuro dei figli consisteva nel creare i presupposti del ricambio occupazionale. Molti rinunciavano al trattamento di fine rapporto per assicurare il posto ai figli.
Non so se è ancora in uso, ma nelle Poste italiane, fino a poco tempo fa, era possibile lasciare il posto in eredità.
E anche quando ciò non avveniva, i padri frequentavano le segreterie politiche per dare ai propri figli un impiego stabile.
Al sud, quando si trattava delle figlie femmine, si era disposti a pagare anche 20/30 milioni di lire in cambio di un’immissione in ruolo nel mondo della scuola.
Dai pulpiti delle chiese si elargivano messaggi di stabilità, di certezza lavorativa, di mitezza occupazionale.
I parlamentari costruivano la loro carriera sullo scambio voto/posto. Si chiamavano gli amici degli amici, le grandi aziende, gli imprenditori di sostegno, che con un’assunzione di favore ottenevano benefici sostanziosi.
In televisione non c’erano altri modelli di riferimento. I film, il varietà e tutti gli spettacoli facevano sfoggio sempre delle solite figure professionali, come il maresciallo, l’avvocato, il ragioniere, la maestra, l’usciere del ministero, l’infermiere, il pompiere etc..
Anche i bambini, nei giochi di infanzia, sognavano di fare questi mestieri. E se qualcuno aveva delle fantasie più eroiche, c’era subito pronto il prete di famiglia che con un bel discorsetto portava le persone ad avere i “piedi per terra”.
Insomma, una vera apoteosi del posto fisso che a quei tempi ha permesso alla nostra nazione di risollevarsi.
Il fatto è che oggi non ci sono più quelle condizioni. La nostra società non esce da una guerra. Le aziende non hanno più la catena di montaggio. Gli scambi sono informatizzati. La tecnologia ha cambiato il mondo, e lo fa ogni giorno a una velocità impressionante.
E se qualche anno fa avrei detto semplicemente che il posto fisso non esiste più, oggi dico che è la peggiore sciagura che possa capitare a una persona.
C’è da sperare che anche in televisione ci sia un ricambio generazionale. Al di là del Grande Fratello e degli altri reality che stanno uccidendo l’intellettualità umana, i vari Vespa, Costanzo, Mentana (che si è dimesso, finalmente) dovrebbero essere sostituiti da persone capaci di dare un’informazione sana, utile, costruttiva, che serva a migliorare la redditività delle famiglie e non ad appiattire le menti.
Se in Italia ancora aleggia lo spettro del posto e la cultura del sindacato è solo grazie a questi signori che monopolizzano l’informazione con il perbenismo televisivo inutile e sciatto.
Sono loro i nuovi pulpiti. Sono loro gli artefici delle più moderne ordalie. Invitano politici a parlare di occupazione con domande del tipo “perché ci sono migliaia di disoccupati?”, “perché la politica non interviene a dare nuovi posti di lavoro?”, “perché non si fa qualcosa per favorire l’occupazione stabile dei precari?”.
So di essere impopolare. So che molti non capiranno a primo acchitto quello che sto dicendo. Ma queste sono domande sbagliate. Alla gente bisogna dire che è tempo di lavoro intraprendente, di ingegnosità personale, di creazione del proprio futuro.
Le persone hanno bisogno di imparare da chi è stato capace di costruire ricchezza. Ci vogliono modelli nuovi, stimolanti, che spronino le menti a fare cose grandiose.
Nel dopoguerra era impensabile per un agricoltore mettere su una fabbrica di produzione dei pelati. Ci volevano tanti soldi per il terreno, per gli impianti, per i depositi, per i dipendenti etc..
Ma oggi basta un computer e una connessione a internet per avere un lavoro, per avere delle entrate, per costruire ricchezza. E il fatto che ci sia diffidenza verso il mercato online dimostra oltremodo quanta responsabilità è da imputare ai nostri politici, ai nostri giornalisti e alla cultura religiosa che invade le scuole e le famiglie italiane.
Se le persone non si fidano è perché qualcuno ancora gli dice di non fidarsi, di tenere i piedi per terra, di andare all’università per prendersi un titolo di studio e di cercarsi un posto sicuro. E una volta che l’hanno trovato, gli insegnano a tenerselo stretto, a sopportare, a porgere l’altra guancia.
Quante sciocchezze!
Ai miei figli non ho mai detto di andare a scuola per prendersi un titolo. Ai miei figli dico ogni giorno di andare scuola per studiare, per imparare, per arrivare presto a fare cose straordinarie.
Ai miei figli sto insegnando che l’etica non è etica quando soffoca te stesso e le tue capacità.
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Tags: Etica, lavoro, occupazione, religione



Religione e politica sono degli argomenti creati apposta per dividere.
Infatti, ti sfido a parlarne con chiunque e con le migliori intenzioni, senza trovare tanti punti di discordia… e se non siete due persone profondamente equilibrate, finirete anche per alzare i toni…
Pertanto non mi meraviglierei affatto se dovessi ricevere commenti negativi a questo articolo.
Questo post – per quella che è la mia esperienza – contiene delle verità indiscutibili, ma per come le hai poste (intendo in modo IMHO aggressivo) non mi stupirò di vederti attaccato.
Non sapevo la storia dei mancini che per motivi religiosi dovevano diventare destri, ma nell’ottica di inibizione delle facoltà del cervello, questa prassi ha un senso lampante.
Stracondivido il discorso sulla disoccupazione, non augurerei a nessuna delle persone a cui voglio bene ‘un posto fisso’
Se avrai mai la pazienza di leggere i miei ebook, ti sarà anche chiaro il motivo per cui politica, mass media e religione vanno tutti nella stessa direzione (contraria allo sviluppo dello spirito umano).
1abbraccio
Josè
Mamma mia Carlo… letto tutto d’un fiato!
Effettivamente penso anche io che riceverai delle critiche riguardo a questo post, ma non tanto perchè gli argomenti esposti sono scritti con tono aggressivo (scusami, Josè, ma non sono d’accordo con questa tua affermazione), ma piuttosto per l’abilità con la quale hai toccato i punti nevralgici delle principali colpe della religione e della politica, che invece di far crescere armoniosamente l’individuo come tanto sostengono cercano invece di storpiarlo e deformarlo in funzione dei loro interessi.
Come dimostra il fatto fino a poco tempo fa si obbligavano i bambini a usare la destra per scrivere (hai tra l’altro anticipato un argomento che volevo affrontare nelle lezioni di disegno). Una sciocchezza che dimostra una grande verità: l’interesse delle istituzioni che in ogni epoca storica hanno sempre remato contro la crescita autentica dell’individuo.
@ Ladyvalkan:
Ciao Ladyvalkan!
in effetti, per ‘aggressivo’ intendevo qualcosa di simile a ‘toccato i punti nevralgici’ in modo poco delicato…
Da qualche anno combatto attivamente la “cultura” del posto fisso e dell’illusione di sicurezza, cercando di far capire alle persone quale prezzo pagano ogni volta che accettano un simile compromesso in termini di autostima e di eterna insoddisfazione e senso di incompiutezza.
Poi ho iniziato a maturare alcune convinzioni in merito al fatto che non può essere solo un caso. Al contrario, instillare paura per poi offrire rassicuranti posti fissi all’interno di qualche “baraccone parastatale” assicura a pochi politici quel potere di cui hanno bisogno per continuare ad amministrare la cosa pubblica seguendo logiche non proprio mirate a tutelare l’interesse della collettività, ma a preservare la loro sopravvivenza. Se in cambio di qualche voto qualcuno mi assicura un posto fisso in Alitalia, al Ministero, alla Regione ecc. garantisco al sistema i seguenti risultati:
1. collasso delle strutture a causa degli esuberi di personale, bilanci deficitari con susseguente bisogno, (pena la cassa integrazione di qualche migliaio di lavoratori ignari) da parte dello stato, di intervenire spendendo i soldi con cui ogni cittadino onesto paga le tasse;
2. occupo un posto fisso senza merito e che (molto peggio)so di non meritare, immaginiamo che opinione posso avere di me stesso e della prospettiva di vivere 35 anni di lavoro, figli di questo “compromesso”
3. mando al potere una persona che non ha meriti, non ha un programma nè un’ideologia o un’identità politica. E’ ovvio che costui, una volta preso possesso della poltrona, amministrerà con le stesse logiche che gli hanno permesso di sedersi su quelle poltrona.
E’ del tutto evidente quanto siano disastrosi gli effetti di tali logiche perverse.
Mi piace pensare che grazie a questo gruppo di persone con Carlo in testa, attraverso i nostri blog e quello che andremo a insegnare durante i nostri seminari, riusciremo a diffondere un messaggio nuovo, positivo, aiutando chiunque lo desideri ad attingere alle risorse straodinarie di cui già dispone, per rendere il mondo un posto migliore da lasciare in eredità ai nostri figli
Ottimo articolo Carlo! Devo dirti che con gli attuali politici , giornalisti e la nostra cultura religiosa non faranno mai niente per favore i giovani a creare qualcosa ma continueranno a dirgli di trovare un posto fisso! Perchè è proprio qualcosa di improntato nel prototipo italiano che se hai qualcosa di fantastico te lo tieni per te e non lo condividi con gli altri. Nei miei business cerco di coinvolgere tanti ragazzi ha collaborare con me ma hanno sempre questa idea fisso! e mi fa veramente arrabbiare!
Un post che condividerò su facebook e non solo! Condivido ogni parola e questo lassismo, quest’ignoranza pura mi distruggono e tra le donne (io sono una donna ed ho contatti con una maggioranza femminile) è anche peggio!
Il post è un pochino aggressivo ma dovrebbe esserlo molto di più per poter scuotere queste menti deboli e pervase di luoghi comuni…
In questo momento non ho la possibilità di entrare nel gruppo premium ma, accidenti a te, me lo fai desiderare sempre di più
Con me sfondi una porta aperta: in nome di religioni sono state fatte delle bestialità enormi…e c’è chi ne va anche fiero!!! Se la scuola fosse coerente col proprio mandato, non so immaginare cosa sarebbe il mondo oggi!
Quante volte ci hanno detto che bisogna studiare la storia passata, per esempio, per comprendere il momento attuale, per imparare dagli errori, perché la storia non si ripeta?? Scusa, allora mi viene da pensare che siamo governati, a livello planetario, da un emerito gruppo di somari, visto che di generazione in generazione rifacciamo le stesse orrende guerre. No, scusa sono io l’ignorante, non ho tenuto conto di un particolare: nel passato guerreggiavamo tra di noi, adesso che abbiamo fatto “pace”… andiamo a sobillare la guerra altrove, nei giardini dei nostri vicini… visto che qualcosa è stato imparato? chiedo venia!
SVEGLIAAAAAAAAAAAA
scusa, ma mi hai toccato un tasto assai dolente, come quello sugli insegnamenti biblici. Se ci mettessimo lì a leggere la Bibbia come un qualsiasi altro libro, cioè con la mente aperta per capire quello che veramente è scritto, e non passandolo attraverso le lenti delle interpretazioni già coniate all’uopo da chi di dovere, forse capiremmo quanta ricchezza contiene, quante inesattezze ci hanno passato come dogmi, quante aggiunte e omissioni ne hanno stravolto il senso.
un esempio?? prendiamo la storia di Giobbe, chi non la conosce? bene, permettimi di tradurla col nostro linguaggio moderno. Giobbe era un affermato imprenditore, quindi un uomo con delle potenzialità che ha sfruttato con saggezza per prosperare insieme alla sua famiglia. Ciò vuol dire che era ricco e ciò non ostante,era considerato da Dio (cito testrualmente) ” un uomo integro e timorato di Dio” (strabuzzo gli occhi… nella Bibbia viene raccontata la storia di un ricco??… ma non c’è anche scritto che è più facile che un cammello passi per la cruna, che un ricco entri nel Regno dei Cieli? allora sicuramente vedremo il suo castigo!!!)Quest’uomo cade in “disgrazia”, perde tutta la sua ricchezza e anche i suoi dieci figli,come se ciò non bastasse fu colpito nel suo essere da malattie alquanto dolorose. Discute coi suoi amici che lo sono venuti a “consolare”. Per meglio dire cercano di fargli ammettere le sue colpe, perchè è chiaro che se è castigato, è perché ha commesso delle mancanze verso Dio. Giobbe rimane impassibile nella sua posizione di accettazione di quello stato di cose, evidenziando la sua enorme fede, che per altro non è minimamente nè capita, nè riconosciuta dagli altri astanti. Alla fine della prova, egli ne esce vincitore e Dio lo benedice ridandogli altri dieci figli e raddoppiando le ricchezze che ha perso.Questo è quanto si legge. Ora, io non penso che sia avvenuto il miracolo che ZAC, finita ogni sofferenza, la mattina dopo si sia ritrovati 10 nuovi figli nel lettone, 14000 pecore che gli brucavano anche i fiori del giardino! Penso invece che sia stato benedetto il suo prosperare, il suo ricominciare da zero, il suo spirito d’iniziativa, il suo talento.
…
(questo spazio l’ho lasciato volutamente per le considerazioni che credo stiano scaturendo dalla tua mente)
Carlo tranquillo, lo sai che potrei scrivere fiumi al riguardo, ma mi fermo qui perché chi vuole intendere intenda. Ho solo voluto fare un esempio che a me pare calzante, e soprattutto, ci fa riflettere su una discreta quantità di cose.
Apriamo gli occhi, svegliamoci la mente e cominciamo a ragionare con la NOSTRA testa, che non ha nulla da invidiare a quella degli “altri”, anzi, forse abbiamo qualche marcia in più!
P.S. scusatemi ma non resisto! il particolare della cruna: avrete notato che non ho aggiunto “dell’ago”. Sarebbe stata una forzatura, primo perché all’epoca nemmeno c’era un ago, secondo perchè non è a quella cui si riferisce il testo. La cruna era una feritoia del muro di cinta delle città dell’epoca. Al tramontar del sole, le porte della città venivano chiuse e i viaggiatori che vi si approssimavano dopo tale orario, avevano due scelte: o accamparsi al di fuori delle mura, cosa estremamente pericolosa perchè si poteva diventare vittime dei predoni, oppure cercare di entrare attraverso la breccia o cruna. Per fare ciò, bisognava scaricare tutto il carico portato dal cammello e decidere cosa portare in salvo per primo. Questo era l’attimo d’oro per i malfattori perchè mentre il pellegrino portava dentro il carico, loro fregavano il cammello e quindi era un pò improbabile che potesse passare per la cruna…tuttavia non era impossibile!
Ciao Carlo,
questo si’ che e’ un argomento piuttosto piccante.
Per quanto riguarda l’intromissione della relione nella vita quotidiana di tutti noi e nello sviluppo economico mi permetto di ricollegarmi a Marx, il quale aveva definito la religione come oppio del popolo : “la miseria religiosa è in un senso l’espressione della miseria reale.
La religione è il sopiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di situazioni in cui lo spirito è assente.
Essa è l’oppio dei popoli”.
La religione ha assunto un ruolo cosi’ importante a causa della poverta’, dell’ignoranza e della incapacita’ della gente a riscattarsi dalla vita.
Marx credeva che una volta affrancato il popolo dalla miseria non vi sarebbe più stata la necessità della religione. Egli da’ alla religone la stessa funzione dell’oppio, quella di far dimenticare il male ed il dolore, non certo quella di vincere le cause del male.
Per quanto riguarda l’intromissione politica, condivido pienamente il commento di Rino.
Questo baratto voto\posto ci ha portato alla situzione in cui siamo gia’ da anni: esubero di personale non meritevole, spreco di risorse economiche, conseguente deficit, disservizi a causa del personale incompetente (amici di politici) e politici altrettanto incompetenti (amici di chi li hanno votati) che tutti gli interessi fanno tranne quelli che dovrebbero per la comunita’.
Carlo, su una cosa sola sono in disaccordo col tuo post quando dici che una volta trovato il posto fisso se lo tengono stretto, di sicuro, ma non credo imparino ne’ a sopportare ne’ a porgere l’altra guancia.
I posti fissi sono famosi per prendersi lo stipendio senza fare nulla…….e per questo poi non ci sono i servizi per i quali si pagano le tasse ma si pagano gli stipendi a questi amici di amici…..
Ciao Carlo
L’argomento delle religioni è molto delicato e controverso per essere trattato qui in modo ampio.
sebbene anche io guardo, avvilito e con diffidenza, la realtà ecclesiastica, dall’altra parte c’è da dire che, oltre al solito bigottismo presente in gran parte dell’ambiente, la chiesa cosi come oggi la conosciamo, è una fonte che influenza positivamente tantissime persone e solo per questo non andrebbe toccata.(per preservare chi ci ripone fede e speranza)
Poi è ovvio che se parliamo in sede più ristretta, sono più che d’accordo con te e che potremmo fare mattino a speculare sull’argomento.
Per tutto il resto condivido con te e con tutti gli altri al 100%, oggi la gente è completamente zombizzata e segue le vie e i consigli che questa adorabile società solennemente gli propina
Buongiorno a tutti,
sono d’accordo con i messaggi inviati da Rino ed Ester. Oggi viviamo un momento storico, politico ed economico molto delicato e la colpa è anche nostra che ci siamo sempre adeguati a quello che vi veniva dato. Se ci siamo sempre accontentati di ricevere un pezzo di pane non possiamo ora lamentarci del perchè ora ci manca se non abbiamo mai fatto nulla per avere di più.
Chi vi parla è uno che fino a poco tempo fa si accontentava quello che aveva. Il suo posto in banca lo gratificava. Ora ha capito che tutto ciò non è sufficiente nè per se stesso nè per la propria famiglia.
Sto cercando di darmi da fare, ammetto che non è facile, molto spesso mi trovo a dover investire soldi che purtroppo non ho, per poter migliorare la mia vita. Sono un tipo positivo, mi son detto che entro la fine dell’anno debbo aver cambiato il mio lavoro poichè questo attuale non mi soddisfa.
Carlo, affermi che oggi per lavorare basta un computer e una connessione ad Internet. Sicuramente è vero, ma bisogna pur sapere come utilizzare Internet per migliorare la propria vita. Personalmente ho investito diverse centinaia di euro in prodotti, che sinceramente non mi hanno portato questi favolosi guadagni. Sicuramente mi dirai che la colpa è mia. Forse sì, ma sarai d’accordo con me che molto spesso per la rete si trova gente che promette tanto, mari e monti, e poi non è capace di mantenere nulla di quanto è stato scritto nei loro ebook.
Sul discorso delle religione sono in gran parte d’accordo. Qualsiasi potete vuole l’appiatimento delle persone, le persone che si pongono domande non sono ben viste, perchè sono quelle che possono guardare oltre e capire che stiamo vivendo in una falsa illusione. Ci vogliono percore ed è ora di smettere di esserlo. E’ arrivato il momento di distinguersi dalla massa.
Carlo, voglio complimentarmi con te per questo straordinario articolo.
Il fenomeno della disoccupazione è alimentato proprio dai quei falsi e pseudo moralismi che hai descritto nel post.
Di certo non viviamo in una società che incentiva lo sviluppo della creatività.
Il risultato? l’appiattimento umano. Proprio come dice Francesco nel suo commento.
Alle volte, credimi, soffro perchè i miei colleghi mi ritengono un pazzo, uno sprovveduto, nel portare avanti le mie idee di businness!
Ma non importa!
Io vado avanti, perchè, come dici tu, non voglio perdere le mie capacità di RAGIONARE e PENSARE!
E poi ho la certezza di non essere l’unico “folle”!
Sento l’energia positiva degli amici di questo blog: Giuseppe, Rino, Ladyvalkan, Josè, Ester, Simona e tutti gli altri; tutte persone che hanno deciso di pensare e di non accontentarsi della mediocrità!
Continua così!
Ho visto che vi siete impegnati per commentare quest’articolo. Lo stesso Josè, che abitualmente è molto parsimonioso, questa volta non si è risparmiato.
Grazie per il vostro contributo!
@ FrancescoT.:
Se io dico che per fare business online basta un computer e una connessione è perché per fare business online basta veramente un computer e una connessione. Ma se proprio vuoi sapere come la penso in merito alla preparazione che ciascuno deve avere per essere competitivo online, ti consiglio di leggere questo post http://www.lavoro-casa.com/2009/02/quanto-mi-costi-dannata-conoscenza/
Grazie.
A presto!
Ciao Carlo,
ho letto con molto interesse ciò che hai scritto e sono consapevole che la conoscenza sia importante. Ma rispetto a ciò che ho detto io, o meglio, ciò che hai detto, che basta un Pc ed una connessione ad internet, come collegarlo?
Ciao
@ FrancescoT.:
E’ la conoscenza il collante di tutto. Devi studiare e poi studiare e poi ancora studiare, Francesco! Solo così potrai far funzionare il PC e la connessione.
Chiaro adesso?
Chiaro. Per cui devo investire ancora in soldi in ebook e corsi per ampliare queste conoscenze?
@ FrancescoT.:
non so cosa intendesse Carlo ma io prima di comprare corsi ed ebook in modo indiscriminato mi guarderei un pò più intorno…
Ciao Francesco,
anche io come te, prima di approdare sulle pagine di Carlo, ho fatto le tue stesse esperienze di comprarmi degli e-book, partecipare a dei forum, di ascoltare audio-corsi con risultati inesistenti, o peggio ancora,con spreco di denaro ed energia, oltre che di tempo.
Carlo, per me, rappresenta LA SVOLTA, il sentiero da seguire per il semplice fatto che ti trasmette la sua conoscenza lordata dagli errori e dagli insuccessi e che è il prodotto della sua diretta esperienza sul campo. Di una cosa puoi essere sicuro: da Carlo non sentirai mai uscire parola su qualsiasi argomento che lui non abbia sperimentato in prima persona. Certo, non siamo tutti uguali, ma il procedimento di base è uguale per tutti. E’ un pò come quando si prende la patente: il codice stradale è uguale per tutti, la maniera di far funzionare un’auto è la medesima, ciò che fa la differenza è il fatto di studiare le regole e farle proprie. una volta passato gli esami, sarai tu a decidere il tipo di auto che vorrai guidare, se fermarti ad uno stop o prendere la misura, se la visibilità lo consente, di oltrepassarlo senza pericolo senza doverti per forza fermarti. Capisci ciò che intendo? Bhè, Carlo è il miglio istruttore di guida-web attualmente disponibile in rete, e credimi, sono certa di ciò che sto dicendo, perché con lui, anche io che sono un disastro sulle tecniche del web, sto proseguendo il mio cammino non ostante mille difficoltà e ci sto riuscendo. Sono nove anni che giro nelle rete col mio sogno di pubblicare libri, ho fatto le esperienze più disparate, ma nessuna mi ha portato dove volevo: qui ci sono riuscita, anzi, ci sono riuscita prima ancora che tutto questo ben di dio fosse ancora on line…perciò ti consiglio di metterti di impegno e con pazienza cominciando dall’inizio questo percorso leggendoti tutti i post, magari anche gli ultimi del vecchio sito di lavoro casa, per cominciare ad entrare nell’ordine di idee e cominciare a prendere in seria considerazione che puoi divulgare le tue competenze ottenendo sia il beneficio per te, sia per chi ti segue.
Questo è il link del vecchio blog http://lavoro-casa.blogspot.com/
Benvenuto tra noi e buon profitto dallo studio che ne farai. Ti auguro di cuore di ottenere ciò che il tuo essere desidera
Ciao
@agt
Non ho mai comprato ebook senza pensare, spesso mi sono allontanato da possibile truffe, altre volte ci sono cascato come un pollo. Ma non tutto quello che ho comprato è da buttare, ho notato però che spesso si difetta nello spiegare le tecniche di guadagno, lasciando il principiante con il punto interrogativo in testa, senza dargli la possibilità di creare il proprio business.
Cmq quello che ho compreso appieno è che l’unico metodo se vuoi guadagnare nel web è quello di scrivere ebook sulle proprie conoscenze.
Con i programmi di affiliazioni non si guadagna una lira. Un blog incentrato sulla recensione di ebook non ti fa che guadagnare pochi spiccioli che per riscuoterli molto spesso devi accumulare una certa cifra, che molto spesso non vale la pena per l’impegno profuso.
@Ester
Ciao Ester, grazie delle tue splendide parole e per il link per il vecchio blog di Carlo. Come hai potuto verificare sono un principiante e da ciò che leggo, oltre a dover mettermi d’impegno a studiare per bene, il miglior metodo di guadagno è quello di scrivere degli ebook sulle proprie conoscenze.
@ Francesco
non c’è un metodo migliore di un altro, dipende dalle tue potenzialità, certo, la prima clausola è il SAPERE COME fare, poi ti serve un “campo base” dove operare, quindi ti serve un blog. Vedi questo blog come funziona? interagiamo in tempo reale senza attese, a presa diretta. Se staimo affogando, abbiamo bisogno di una mano subito, non tra una mezz’ora o un giorno… il blog è diretto, immediato… a nessuno piace aspettare e il fatto che che tu sia qui pronto a ripondere a chi ti risponde, vuol dire che sei sintonizzato e quindi avvalori la mia tesi.
Quindi, partendo da questo presupposto, il blog è un’ottima base dalla quale far partire la propria comunicazione verso gli altri.
Per quanto riguarda lo scrivere e-book, può essere una strada, ma non è l’unica. Vedi come opera Carlo? la messa a punto del sistema dei Post Tutorial è un meccanismo fantastico, a mio kodesto parere, perchè ti permette di acquisire informazioni importanti a costi accessibili. Certo che prima di arrivare a ciò, ti devi far conoscere, devi crearti la tua “fama”, la tua CREDIBILITA’, altrimenti rischi di ingrossare le fila dei pseudo guru che si, magari ti lanciano una chicca in mezzo ad un cesto di coriandoli, ma che non danno la corrispondenza delle aspettative che hanno attivato. La conseguenza di questo menar il can per l’aia, come lo chiamo io, produce solo sterile scetticismo fra le persone che vorrebbero muovere i primi passi, e che hanno avuto la “sfortuna” di imbattersi in uno di questi prima di incrociare una persona degna di stima. Spesso succede che si generalizza a scapito di chi invece sta divulgando seriamente la propria conoscenza. E’ un pò quello che è capitato a te, a me e a chissà quanti altri. Meno male che abbiamo mostrato fiducia una volta di più rispetto alle delusioni e siamo arrivati qui!! Ma, credimi, sono veramente pochi quello che fanno!
Puoi scrivere dei report gratuiti dove puoi lanciare degli imput su quello che vuoi trattare, in modo da incuriosire il lettore e tenerlo incollato al tuo blog dove troverà post mirati al libro vero e proprio.
Ma credo che la prima cosa da fare, sia proprio quella di farsi un nome eticamente, crearsi le condizioni favorevoli per raccogliere la stima dei lettori, il resto verrà da sè!
Coraggio, è più difficile da spiegare che da fare: lasciati guidare dal tuo cuore, mettiti sempre nei panni di chi ti leggerà e vedrai che ridurrai gli errori quasi a zero!
Buon lavoro!
P.S.
se vuoi avere altre idee di cosa si può fare con un blog a tema, clicca sui nomi di Giuseppe, Ladywalkan, Rino e Salvatore, insomma in quelli scritti in rosso: sarai indirizzato sui loro blog così potrai avere una visuale + ampia. Questi sono frutto dell’assimilazione dei corsi di Carlo.
Come potrai vedere, niente fumo, tanto arrosto!
Quello di Josè non credo sia nato da qui, e cmq vale la visita.
Ciao Ester, grazie per le tue parole. Mi metterò a leggere il vecchio blog di carlo e quelli che mi suggerisci. Grazie ancora.
Ho trovato tanti ostacoli lungo il mio cammino verso la libertà finanziaria. Ho solo mosso il primo passo, spesso ho trovato pseudo guru, a volte sono stato io a non fidarmi, altre volte ho rinunciato e altre volte ho ripreso. Insomma sono qui e vorrei raggiungere quella libertà finanziaria a cui aspiro e che mi fa fare quelle cose che ho sempre rinunciato per mancanza di soldi. Oggi dico che sono stanco di accettare una vita passiva, mi sento un pò come Antony Robbins quando decide di cambiare la propria vita. Sono convinto di riuscirci.
P.S. Scusate l’errore volevo dire che mi sento un pò come Antony Robbins quando decise di cambiare la propria vita. Sono convinto di riuscirci.
La lettera “d” e “s” sono vicini nella tastiera del pc.
Dimenticavo di dire una cosa. In un anno che mi sono avvicinato al guadagno on line mi sono creato un blog su blogger. Non so se posso inserire il link, non vorrei fare spam.
Un’altra cosa che ho capito è che Word Press è lo strumento ideale per i blog, con la miriade di plug in con cui è possibile personalizzare il proprio blog.
@ FrancescoT.:
Dai, facci vedere il tuo blog. Tranquillo, niente spam.
Riguardo a WordPress, vero! E’ la migliore piattaforma per fare blogging professionale.
Ok Carlo, il mio blog è il seguente:
http://autostima-personale.blogspot.com/
Spero che non faccia pena ai vostri occhi che siete molto più esperti di me.