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Avvocati: come farsi pubblicità?

Ogni giorno gli avvocati arrivano sul mio blog dopo avere fatto delle ricerche su Google. E la keyword (o, meglio, la keyphrase) è sempre la stessa: come farsi pubblicità.

Ma perché gli avvocati hanno bisogno di pubblicità?

Un tempo bastava una targhetta di ottone sul citofono del palazzo. Le persone venivano informate in questo modo della presenza nel rione di un nuovo professionista a cui potersi rivolgere all’occorrenza. Al resto ci pensava il classico passaparola.

Ora, a parte che le targhette non sono nemmeno più di ottone ma di plexiglas, leggere e trasparenti (il che la dice lunga sul peso ideologico che la gente conferisce a questo strumento di advertising), gli avvocati sono così numerosi, ma così numerosi che solo i cinesi possono tenere il confronto.

In Italia sono circa 200 mila. Quasi uno per ogni famiglia. Per non parlare dei laureati e dei laureandi in giurisprudenza che nei prossimi anni ingrosseranno le fila a dismisura.

Il problema è molto serio. Il futuro di questi professionisti è minacciato sia dall’esterno (mercato) che dall’interno (concorrenza e logica di gestione).

L’anno scorso, la rivista Millionaire parlava di “Avvocati on the road”, di legali che diventano imprenditori e aprono negozi su strada.

Ma al di là di una concreta necessità di rivedere il modus di approccio al mercato, non credo che Millionaire abbia fatto luce nel modo migliore sulla vicenda.

Il problema non è logistico. I clienti non aumentano solo perché hai aperto lo studio al centro tra una salumeria e un negozio di scarpe. Anzi, l’effetto che ne deriva sul piano dell’immagine non è proprio dei migliori.

Su strada ci sono le agenzie, quelle turistiche, quelle immobiliari, quelle delle scommesse. Ci sono le finanziarie, le banche, i sindacati. Su strada ci sono le strutture per la massa, intesa come flusso di persone che crea disagio se accolta in luoghi più residenziali.

Millionaire non ha saputo analizzare il vero bisogno degli avvocati, che è quello di ammodernarsi, di fare pace con la tecnologia e di riorganizzare l’offerta.

La vera modernità non è scendere su strada, ma fare studio sul divano di casa, con un computer connesso a internet.

I clienti si acquisiscono con un blog e si gestiscono con Skype. Gli incassi sono automatizzati e sicuri con PayPal. E le spese si riducono del 100%.

Non serve condividere la sede con altri colleghi. La segreteria può essere appaltata online ad aziende che offrono servizi su misura. I documenti possono essere conservati su server e stampati solo per le udienze.

Le istruttorie possono essere condotte da validi collaboratori sparsi per il pianeta e condivise in video conferenza, senza bisogno di affollare gli uffici e i parcheggi delle città.

Certo, ci sono momenti che non possono essere ottimizzati. È il caso delle udienze, delle ricerche in archivi o sui luoghi di un’indagine, dei meeting transattivi con le controparti di una causa etc..

Ma questo è il bello della professione. Altrimenti, che sfizio c’è a fare l’avvocato?

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Tags: acquisire clienti, avvocati, avvocato, blog, come farsi pubblicità

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4 commenti »

  1. avatar Alexander Reif ha commentato:

    Che plugin o sito usi per le statistiche ?

  2. avatar Carlo D'Angiò ha commentato:

    @ Alexander Reif:
    E’ un plugin: wassup!

  3. avatar Alexander Reif ha commentato:

    Grazie Carlo,
    sei sempre disponibile e gentile

  4. avatar Carlo D'Angiò ha commentato:

    @ Alexander Reif:
    Figurati! Per così poco!?

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