Ti è mai capitato di pensare che nonostante l’impegno e il tempo profusi a scrivere o a cercare soluzioni di profitto sul tuo blog, i risultati sono davvero scarsi?
Le persone si demotivano proprio perché credono di avere fatto ogni cosa inutilmente.
Il blog è come una dieta dimagrante. All’inizio funziona sempre. I primi passi, le prime nuove abitudini, tutta l’attenzione converge sul piano d’azione che in teoria deve funzionare.
E il fatto di avere un blog, che semplicemente prima non avevi, è già di per sé un grande risultato.
Ma poi qualcosa si inceppa. Arriva il momento di passare alla fase due. Il gioco si fa duro. Ma quanti duri ci sono che cominciano a giocare?
La verità è che la stragrande maggioranza dei giovani blog finisce per essere una bacheca di annunci, una sorta di manifesto colorato e selvaggio che svela il tentativo patetico di chi cerca a ogni costo di monetizzare online senza una contropartita di valore.
Se hai qualcosa di interessante da offrire agli altri e credi sinceramente nella bontà delle tue informazioni, fare soldi con un blog diventa un gioco da ragazzi. Ma se pensi che il tuo blog possa generare ricchezza indipendentemente dai contenuti, allora sei sulla strada sbagliata.
A tal proposito, ci sono due cose che devi sapere:
- La prima è che per avere valore, devi dare valore. Condividi con gli altri informazioni rilevanti, conoscenze che possono fare la differenza tra una vita normale e una esistenza meravigliosa.
- La seconda è che il tuo blog deve essere un centro strategico di informazioni, non un supermercato.
Ecco, dunque, cosa NON devi fare sul tuo blog per aumentare immediatamente la sua redditività e il suo prestigio.
No agli AdSense

Se il blog è uno strumento potentissimo di condivisione e di crescita, gli AdSense rappresentano l’antiblogging per eccellenza. Sono come un virus letale che agisce direttamente sulle tue capacità espansive.
Attaccano direttamente il tuo organo principale, il cervello, dove creano delle sinapsi illusorie e modificano la tua percezione della realtà. In altre parole, ti fanno credere che una dozzina di annunci sparsi tra i paragrafi dei tuoi post possa essere per te fonte di ricchezza e di benessere.
La verità è che gli AdSense sono un contro senso assoluto, perché ti fanno guadagnare qualche centesimo solo quando le persone, cliccando sull’annuncio, abbandonano il tuo blog. Più cliccano per andare via e più guadagni. Ma questo significa che più alti sono i guadagni e più alto è il numero delle persone che sono andate via dal tuo blog.
Lo capisci, vero?
Si può anche guadagnare con gli AdSense, ma se il numero delle persone di cui hai bisogno per fare delle somme interessanti (circa 3.000 visitatori al giorno per fare 600/700 euro al mese) lo converti su contenuti di sostanza del tuo blog, ti accorgi che il Pay per Clic di Google è solo una grande perdita di tempo.
Il blog è progresso autentico, intelligenza viva, comunicazione proficua e concreta. Il blog è ecologia di vita, perché con il minimo sforzo puoi avere il massimo rendimento a ogni livello.
Gli AdSense no! Sono anacronistici, obsoleti, abbondantemente superati dalla straordinaria evoluzione dell’uso di internet.
Gli AdSense sono la causa del tuo male. Sbarazzatene per sempre! Solo così potrai cominciare a vivere finalmente la nuova era del blogging business.
PS: ti sei mai chiesto perché i più grandi blogger al mondo non usano gli AdSense?
No ai banner affiliativi
Quando visito i blog dei lettori che mi chiedono un aiuto per capire cosa non funziona nel loro sistema, mi ritrovo spesso di fronte a una caterva di banner affiliativi.
Sono quasi sempre quelli della Bruno Editore. Strisce verticali che promuovono ebook.
Cosa c’è di male? Niente, se non fosse per l’effetto transitivo, ovvero, per il fatto che nella mente dei navigatori si è venuta a creare una sorta di associazione spontanea, del tipo
Banner Bruno Editore = Blogger inesperto
Infatti, se ci fai caso, gran parte degli esordienti comincia proprio da questo tipo di pubblicità. Lo fa perché le affiliazioni sono il primo sistema di guadagno online che impara. Non conosce altro, non sa più niente del web. Ma questa cosa qui delle affiliazioni lo attizza da morire. E siccome su internet non ci vuole molto a mettere in pratica quello che impari, perché perdere tempo? Perché non cominciare subito con un blog che parla degli ebook della BE?
A questo punto, scatta il secondo trend che penalizza i blogger: la recensione iperbolica inconsapevole (RII).
La RII è una caratteristica comune dei blogger alle prime armi. Sanno di guadagnare le commissioni affiliative solo quando un lettore clicca sul banner e poi acquista l’infoprodotto reclamizzato. E allora giù di fila con l’elogio degli sconosciuti.
Si parte dal prodotto che è sempre unico nel suo genere, per finire con l’ebook più strafico della storia degli ultimi anni. Un post dietro l’altro che parla a mò di rivelazione profetica di qualità e pregi di qualcosa che il blogger nemmeno conosce.
Eh già! Il blogger che scrive la RII, infatti, non sa nemmeno di cosa sta parlando. Non conosce l’ebook, non conosce l’autore e forse non conosce nemmeno l’argomento.
Ma scrive ugualmente la sua RII, nella speranza che possa funzionare. Ma sai come va a finire? Non funziona.
Questo è l’effetto transitivo: se tutti i blogger senza esperienza hanno i banner della Bruno Editore, anche tu, che hai pubblicato gli stessi banner, con ogni probabilità non hai un granché da offrire.
Capito cosa intendo?
Non fraintendermi. Ci sono blogger molto bravi che usano i banner BE. Ma questi formano la minoranza. E non riescono da soli a porre un freno all’effetto transitivo.
No alle soluzioni gratuite
Il business è una questione seria. E anche se intendi gestirlo con un blog, non puoi fare a meno della professionalità e della competenza che sono alla base di ogni iniziativa di impresa.
Molti scelgono le soluzioni gratuite offerte dalla rete (tipo blogger), ma non è una buona strategia.
Se non spendi pochi euro per avere un dominio di primo livello e un template professionale, vuol dire che tu stesso non CREDI in quello che fai. Perché dovrei farlo io?
Inoltre, quando lavori su piattaforme gratuite, hai poca autonomia. Perché lo spazio che usi non è tuo. È come se fossi in affitto. Puoi postare, usare qualche widget di default e basta. Per il resto, ti arrangi!
Il business è una questione seria. Non lo puoi fare lesinando sugli strumenti di lavoro.
Conclusioni
Non si esaurisce qui l’elenco delle cose da fare per rendere il tuo blog più redditizio e prestigioso. Ci sono tanti altri punti da sviscerare, ma ne parleremo più approfonditamente al Week End Premium.
Ricorda solo che sei libero di prendere le decisioni che ritieni più opportune al tuo caso. Ma se il tuo blog non funziona, forse devi fare quello che ti ho detto oggi.
PS: mancano 10 giorni alla chiusura delle iscrizioni al Week End Premium.
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Tags: affiliazioni sbagliate, blog, blogging, business online, effetto transitivo, errori, no adsense, no banner, no soluzioni gratuite


Carlo, come sempre sono d’accordo con te!
Un blog creato solo con l’intento di riuscire a guadagnare si distingue subito al primo impatto e la rete ne è letteralmente invasa… invece è molto più difficile trovare un blog come il tuo o come quello di qualcun altro che, certo vogliono sempre guadagnare ma in un modo completamente differente e molto più professionale rispetto a come vogliono fanno tutti….. che alla fine non guadagnano una lira.
Ciao a tutti da Stefano
Ciao Carlo,
Sugli Adsense ti dò ragione, anche se anch’io lo utilizzo e non ho il coraggio di toglierlo per indirizzare i miei lettori su altro.
Vorrei puntualizzare il discorso sui Banner della BE.
Io non lo avrei mai messo, ma è una regola dell’affiliazione. In pratica, per poter rimanere affiliati attivi sei obbligato a inserire almeno un Banner sulla Home Page.
Sulle Recensioni:
Io recensisco solo ciò che ho provato e sono d’accordo con te quando dici che è pieno di Blog con solo Recensioni. Io credo che questo tipo di Blog non possono essere credibili e se producono vendite è solamente un caso, oppure fanno grandissimi numeri in termini di visitatori.
Ciao
@Massimo Prete
@ Massimo Prete:
Infatti, riguardo ai banner, mi meraviglio come Giacomo Bruno non abbia ancora ottimizzato quest’aspetto della sua affiliazione.
I vincoli, nell’era del blog, fanno solo male!
in effetti io ho creato il blog mediante uno dei siti gratuiti,la wordpress.però il rsultato non è malaccio, diciamo che mi accontento,e del resto è solo l inizio.


http://frankhumphrey.wordpress.com/
non utilizzo banner,o comuqunque non ancora. in ogni caso gli unici che metterei sarebbero quelli per delle cause che mi stanno a cuore,insomma per cose serie, in cui se la gente ci va a me farebbe solo piacere.
del resto il mio blog non l ho creato per guadagnare. il mio obiettivo è darmi visibilità, inanzitutto.
ma penso che col tempo pian piano le cose miglioreranno,l importante è non abbattersi,dai
creerei volentieri un sito tutto mio,se ne avessi le risorse e le conoscenze.
purtroppo sono in un periodo in cui devo lavorare per pagarmi la scuola, e se non avessi di questi problemi prenderei volentieri il tuo libro,mi iscriverei al sito per disegnatori/fumettisti professionale(che richiede un costo annuo), creerei un sito apposta per me.
alla fine i soldi aiutano molto,ma talvolta bisogna partire con la gavetta
saluti,
frank
il bog comunque è questo.lo so,devo aggiornarlo
Ciao Carlo,
condivido quello che dici sul blog e su cosa non fare per dargli un tocco di professionaità. Io sono appena entrato nel tuo gruppo (lettori premium) e non posso sia per l’investimento che per la logistica (ho due bambini piccoli), partecipare al week end premium; cosa mi suggerisci di fare per creare un mio blog con word press, nell’attesa che sia online il tuo “il diavolo usa word press”?? Il mio budget è di circa 70/100 €/mese!!!! ciao e grazie Lorenzo C.