Ogni sera faccio sempre un giro sui blog di amici e concorrenti per vedere quello che stanno facendo e come se la cavano, oltre che leggere le news più interessanti (se ci sono). Ed è un po’ di tempo che noto una serie di sconcezze e di storpiature che non si addicono a un blogging business fatto a regola d’arte (WLG).
Ovviamente, sono considerazioni che ho tenuto per me. Se sta bene a loro – ho pensato -, cosa possa farci io?
Tuttavia, proprio ieri mattina ho ricevuto la telefonata di un amico che lamentava un tremendo calo di visite sul suo blog. Sono andato a vedere di cosa poteva trattarsi e ho visto delle cose terribili. Errori madornali che possono farti affondare a picco nel giro di poche settimane.
Ma vediamo di cosa sto parlando…
Il blog non è un sito
È vero! Da qualche anno a questa parte il blog non è più un diario personale, ma un potentissimo strumento di marketing che sta trasformando l’economia mondiale.
E io sono tra i primi in Italia ad avere colto quest’opportunità. E, se vogliamo, l’unico ad avere creato un blog a pagamento.
Ma una cosa è comunicare per business, un’altra cosa è usare il blog alla stessa stregua di un sito. Ovvero, scrivendo solo qualche pagina di presentazione di prodotti o servizi e omettendo del tutto il posting fisiologico del web log.
Il blog non è un sito! Il blog è condivisione continua. Se non la fai, rischi di commettere gli stessi errori di chi ha inutilmente investito su internet nell’era del web 1.0.
Diventi poco credibile, perché non offri nulla per cui valga a pena di starti a sentire, e la gente semplicemente non ti segue.
Se vuoi solo vendere, usa un sito, un minisito, una landing page. Almeno sei leale.
Il blog non è un agglomerato di annunci
Conosco blogger che su ogni articolo postato mettono un link alla landing page del prodotto. Cosa c’è di male? Niente, se non fosse per il fatto che il prodotto è sempre lo stesso e che gli articoli sono strutturati sempre e solo in funzione promozionale.
Capisci cosa intendo? È come se io, che vendo un prodotto sul marketing, scrivessi tutti i giorni solo con lo scopo di portare traffico sulla mia pagina di vendita.
Va bene per i nuovi arrivati, ma dopo due o tre giri di email tutto questo stanca. Chi sta dall’altro lato capisce che la tua non è un’informazione naturale e che quello che scrivi è artificiale, costruito per insidiare le menti più ingenue.
Il blogging business, invece, è fatto anche di momenti neutri, di condivisione pura, dove il lettore non deve stare sul chi vive solo perché tu sei sempre pronto a tirare fuori la tua offerta 3 x 2.
Conclusioni
Un blogger deve corroborare prima di tutto l’immagine. Deve conquistare la fiducia e la simpatia dei lettori. Deve far capire agli altri che quello che scrive è roba di qualità e che egli tiene a cuore tanto il suo business quanto la stima e il benessere dei suoi lettori.
Tra le due priorità ci deve essere un equilibrio strategico e trasparente. L’informazione prima di tutto e a qualunque costo. È la regola – e nel contempo la strategia – del blogger.
Il resto è una dinamica di scambio che ci può stare e che i lettori condividono se avviene alla luce del sole, perché sanno che la qualità presuppone impegno e dedizione e che il valore ha sempre un prezzo.
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Bendetto Carlo.
Ogni giorno visito decine e decine di blog pieni di annunci, di banner, con il solo scopo di vendere, per non parlare delle scopiazzature.
Evviva,
sono la prima a commentare il post!
Volevo dire soltanto che le persone, a volte, si fanno prendere troppo dall’ansia di guadagno e dall’avidità e questo, invece che aiutarle a guadagnare di più, le danneggia.
Invece, a volte, il dare qualcosa gratuitamente e con generosità, senza pensare al fatto che l’informzione che stai dando è frutto di lavoro, sacrificio e costi per acquisirla, ti attira la simpatia del lettore, che magari lo apprezza e torna da te.
Questo è un grande beneficio perchè acquisti credibilità, la gente sente che sei affidabile e, se deciderà di acquistare, tornerà da te.
Altrimenti, magari, parlerà di te ad un amico, che potrebbe diventare tuo cliente.
Non è così che funziona? ; – )
Bravo Carlo, è quello che cerco di trasmettere anche io quando mi si chiede di commentare qualche Blog o dare la spiegazione del perchè di qualche flop.
La prossima volta linkerò direttamente il tuo Post