Sai cosa non capisco? Il fatto che una persona senza alcuna esperienza voglia bloggare su argomenti di carattere generale e mettersi a fare il consulente di qualcosa che fino al giorno prima nemmeno sapeva che esistesse.
È vero che il blog ti fa emergere prima e meglio di qualsiasi altro strumento comunicativo. Ma una cosa è sfruttare la tecnologia per fare prima, un’altra cosa è usarla in modo sbagliato, ovvero, quando non va usata.
Allora, diciamo le cose come stanno: il blog non è come un minisito, dove puoi fare leva sulla contestualità emozionale del lettore, usare un marketing più aggressivo e mettere in campo modelli di persuasione che sui grandi numeri funzionano sempre.
Una landing page puoi scopiazzarla, oppure, fartela scrivere di chi è del mestiere. E così pure i contenuti di follow up delle email. Alla fine la spunta chi usa meglio Google AdWords. Perché a parità di condizioni persuasive, è solo il traffico cooptato che fa la differenza.
Aggiungo, peraltro, che il benessere ricercato di chi fa business online non si basa sulla pura competizione, come avviene nella Formula Uno. Non è una gara. Non importa se il tizio dell’annuncio accanto ha venduto più di te. Quello che importa è solo che le tue vendite abbiano generato incassi sufficienti per farti vivere sereno e che tutto questo avvenga in modo automatico e a basso costo.
Quindi, se con un minisito puoi comunque scendere in campo e battere cassa, con un blog è diverso. I contenuti devi postarli periodicamente. E se non hai le palle per mantenere viva l’attenzione dei tuoi lettori – e anche la lealtà di condividere con loro il tuo progetto, fatto di informazioni vere, importanti e utili - il giochetto finisce presto.
Ora, non so tu come te la passi, ma conosco persone che oggi stanno pagando le conseguenze di una scelta sbagliata.
È il solito discorso della nicchia. È sempre qui che casca l’asino! Da quando hanno usato questo termine per descrivere la segmentazione dei web operator, sembra che non ci siano altre nicchie al di fuori di quella del web marketing.
Tutti vogliono spiegare i segreti di come vendere online, tutti esperti di e-commerce, tutti padroni di soluzioni magiche, ma nessuno che ha mai visto come è fatto uno scambio commerciale vero e proprio.
È il caso di chi nel 2009 continua a parlare di Page Rank come se fosse un ritrovato dell’Harvard Business School. Ma ti rendi conto?
Ci sono gli strumenti perché tutto possa avvenire automaticamente, perché Il tuo blog possa essere nelle prime pagine dei motori di ricerca dopo qualche ora dalla pubblicazione di un post. Ci sono i plugin perché tu possa fare a meno dei tag analitics, dei SEO scienziati e dei sapientoni del codice. Insomma, una vera pacchia. E ancora c’è chi sta lì a martellare l’aguglia con il Page Rank e i segreti dell’algoritmo di Google!!??
A lavorare!!! Come diceva Omen, il mitico personaggio di Raul Cremona.
Lo stesso vale per i Cantastorie di AdSense. Non so se li conosci. Sono personaggi strani quelli lì. Ti raccontano la loro vita. Cominciano con quello che facevano prima di avere la fortuna di imbattersi in questo piccolo annuncio, tanto carino, discreto e silenzioso, per finire poi con una patetica apologia della più grande presa per il culo che sia mai esistita, ovvero, AdSense.
All’inizio ti raccontano questo. Poi, però… ti raccontano di nuovo la stessa storia. E poi ancora un’altra volta. E un’altra volta ancora.
Ahoooo, e falla finita!!!
Il marketing è qualcosa di più interessante del pan grattato degli AdSense. E soprattutto non è fatto di centesimi.
Hai mai visto un esperto di marketing arrovellarsi la testa per guadagnare i centesimi? Anche se il PPC di Google ti fa illudere con i grandi numeri, la domanda che ti devi fare per capire l’inghippo è questa: quanto guadagnerei se invece di avere pochi centesimi a clic avessi centinaia di euro per ogni lettore del mio blog?
È su questo che ti devi concentrare. È su questo che viene fuori il marketing, l’arte di accendere il fuoco del business dove altri non riescono.
Lo so che per molti suona male quello che sto dicendo, ma ci sono mille ragioni per non dare ascolto ai menestrelli di AdSense e per mettersi a fare blogging in modo serio e professionale.
Un esempio per tutti è il blogging territoriale. Qualcosa che funziona alla grande e che ti permette di operare in una nicchia senza concorrenza.
Se sei interessato a saperne di più, ti consiglio di continuare a leggere con molta attenzione, perché stai per conoscere un nuovo modo di fare blogging business che la maggior parte degli esperti SEO e del Page Rank non conoscerà MAI, semplicemente perché non sono uomini di marketing.
Allora, sei pronto? Cominciamo…
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Tags: blogging territoriale, promozione del territorio




veramente la tua creatività non conosce confini! sei davvero un portento… e chi ci avrebbe mai pensato??
Ottimo spunto!
@ ester:
Sei tornata? Che fine hai fatto?
Che dire Carlo… sempilcemente geniale! Non ho parole, sono rimasta ammutolita…
:O
Quoto Ester e aggiungo: promuoverò questa tua idea il più possibile qui al mio paese, ce ne sarebbe davvero bisogno… qui urge seriamente una botta di vita!
L’idea è bella , non so come potrei cavarmela come giornalista e intervistatore però potrebbe essere un buono spunto per una attività di blogging .
Sempre notizie fresche di prima mano sul tuo blog.Grazie di ciò.Daniele
Carlo, avevo il pc in avaria… nn sappiamo cosa sia successo, fatto sta che non mi apriva le pagine di wordpress, quindi niente blog tuo e mio… in + nn mi prendeva i pagamenti … non so cosa gli sia preso, fatto sta che adesso funziona a dovere! chissà, forse aveva bisogno di respirare un pò di aria inquinata!
ma adesso sono di nuovo in onda!
ciaooooooooooooooooooo
Che bella idea!
Come giornalista non saprei,ma come fotoreporter mi vedo proprio!
Come sempre non ti mancano mai nuove idee,ma come fai?
Ciao.
Ciao mitico Carlo,
veramente una gran bella idea, ma da te che sei un vulcano…. questo ed altro c’è da aspettarsi, sono proprio curioso di vedere i tuoi prossimi post per avere ulteriori idee e spunti per lavorarci sopra,
grazie della dritta Lorenzo C.