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Search Engine Optimization

Molti la chiamano al maschile, il SEO. Altri, al femminile, la SEO. Ma molti altri ancora non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando.

Ecco perché ho deciso di scrivere un post che permettesse anche ai meno esperti di capire il significato e l’importanza di questa scienza che aiuta le persone a trovare quello di cui hanno bisogno e gli operatori web based a essere più visibili online.

Definizione di SEO

Search = ricerca
Engine = motore
Optimization = ottimizzazione

Search Engine Optimization = Ottimizzazione dei motori di ricerca

Ricerche e informazioni

Nel 2005 fu condotta una ricerca dall’Istituto di rilevazioni di marketing Pew, i cui risultati mostrarono che oltre il 50% della navigazione in internet e nei siti comincia tramite un’interrogazione di un motore di ricerca.

Non so se esistono altre rilevazioni, ma sono certo che quella percentuale sia aumentata non di poco.

I motori di ricerca rappresentano lo strumento migliore per accedere alle informazioni di cui abbiamo bisogno, anche quando non conosciamo la loro collocazione. E seppure i risultati non sono molto spesso qualitativamente pertinenti, resta il fatto che attraverso i motori si riduce sensibilmente il numero dei clic necessari per ottenere la medesima informazione tramite navigazione nel sito.

Tuttavia, come detto, i risultati di ricerca non sono sempre soddisfacenti. Google, per esempio, su alcuni argomenti, restituisce risultati di pessima qualità.

Un navigatore che ha bisogno di avere informazioni serie su alcune cardiomiopatie, può trovarsi di fronte a un elenco di siti e blog che hanno solo il merito di saper gestire il proprio posizionamento, ma che non offrono alcuna informazione utile e qualificata.

Il rischio è quello di cambiare focus nel corso dell’indagine e rendere al navigatore un’esperienza faticosa e improduttiva.

Google dice di essere interamente governato dalle macchine. In realtà, “dietro le quinte” vi è un esercito di persone che indicizzano le pagine e ottimizzano i comportamenti delle macchine, raffinando i criteri con i quali gli algoritmi assegnano dei pesi differenti di importanza alle pagine stesse che tutti noi visitiamo sul web.

A questo punto, non si capisce più sulla base di quale criterio viene ottimizzato un posizionamento. Il che non è da accettare sempre con rassegnazione. Soprattutto se si considera che i motori di ricerca offrono un servizio la cui merce di scambio è formata da informazioni che acquisiscono gratuitamente.

Google, che è un vero e proprio colosso, ha costruito il suo impero sulle informazioni elaborate da altri. Se proviamo a replicare il modello di Google in altri settori come la musica, avremmo un catalogo sterminato di brani musicali. Ma qui non è possibile condividere, perché sulle opere musicali c’è molto spesso il copyright che impedisce l’uso arbitrario delle opere tutelate.

In Belgio, Google è stata condannata per avere usato le informazioni di un sito senza autorizzazione. Il titolare del sito le ha fatto causa e ha vinto.

Ma ritorniamo al tema di questo articolo.

I motori di ricerca formano dei cataloghi o web directory dove si definiscono le categorie di classificazione secondo le caratteristiche dell’informazione presente nel sito.

Il lavoro viene svolto per metà dalle macchine e dai software e per metà dal personale specializzato. Quello che ne viene fuori sono degli algoritmi chiamati algoritmi di indexing, tramite i quali è possibile leggere i documenti in HTML (e in altri formati) e immagazzinare i risultati in una forma facile da ricercare, chiamata genericamente “index”.

Avremmo bisogno di maggiore trasparenza da parte dei motori di ricerca, perché se è vero che le macchine eseguono i compiti assegnati in modo uniforme e ripetitivo, non è altrettanto vero che il lavoro umano sia scevro da valutazioni soggettive.

Inoltre, le macchine si programmano e si riprogrammano. Le impostazioni di un algoritmo si possono cambiare a danno di coloro che hanno speso tempo e soldi per avere un posizionamento rilevante. E non credo che oggi si possa più tollerare tanta arbitrarietà.

Progettazione delle informazioni

Ma al di là di questo, la qualità dell’esperienza di interazione e dei risultati restituiti dai motori di ricerca dipende in gran parte dalle scelte progettuali.

Progettare l’architettura dell’informazione di un sito è un ottimo inizio per assicurare una buona esperienza di navigazione e per assicurare inoltre che le risposte dei motori di ricerca siano ben tarate sui bisogni dell’utente finale.

La scienza che studia tutto questo si chiama Search Engine Optimization.

Conclusioni

Se sei un blogger che usa o che vuole usare la piattaforma WordPress, ti consiglio di scaricarti e di installarti subito All in one SEO pack. Si tratta di un plugin che ti permette proprio di gestire al meglio l’architettura delle informazioni sul tuo blog al fine di una migliore indicizzazione e di una pertinente risposta dei motori rispetto all’euristica dei navigatori.

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1 Comment »

  1. avatar Daniele D'Ausilio ha commentato:

    ottimo suggerimento, anche io uso questo Plugin e non posso che consigliarlo a mia volta ;)

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