
Tra i concetti più interessanti di questa portentosa rivoluzione, che a breve passerà col nome ufficiale di web 3.0, vi è senza dubbio quello del “valore percepito”.
Un’azienda, un bene, un marchio, possono avere un reale valore che deriva dai molteplici fattori di produzione, di costo, di know how e che può non corrispondere al valore percepito, ovvero, a quello che i consumatori (o fruitori) gli attribuiscono sul mercato.
Se il valore percepito è più alto del valore reale, la differenza si traduce in guadagno concreto per i beneficiari. Al contrario, quando il valore percepito è più basso di quello reale, la differenza si percepisce sul piano delle vendite che calano e delle perdite finanziarie.
Facciamo un esempio: se realizzo un plugin che aiuta le persone a incassare più soldi e investo alcuni mesi per farlo, il valore è notevole. Per questo decido di metterlo sul mercato al prezzo di 250 euro.
A questo punto possono succedere due cose:
- Che le persone percepiscano un valore più alto del prezzo, perché il desiderio di guadagnare grazie a un plugin è così intenso da enfatizzare l’utilità del medesimo applicativo. In tal caso le vendite andranno a gonfie vele.
- Che le persone percepiscano un valore più basso del prezzo. Magari perché non credono nella capacità di un plugin di generare entrate di denaro. In tal caso il mio business sarà un vero disastro.
Quello che conta è il valore percepito. E se la percezione dice che vale meno del prezzo, non c’è lettera di vendita capace di convertire i consumatori.
Quando parliamo di blogging business e di internet marketing, il valore percepito è quasi sempre l’obiettivo più importante da raggiungere prima possibile. È ciò che più sta a cuore all’amministratore, perché dal valore che la gente percepisce dipende il successo del blog e di ogni altra iniziativa di tipo web based.
Ma come si fa ad aumentare il valore percepito di un blog? Come si può agire sulla percezione dei navigatori per trarne grossi vantaggi sul piano delle vendite e delle sottoscrizioni alle membership?
Esiste una risposta. Anzi, cinque risposte che io stesso sono stato ad ascoltare durante questi anni e che oggi ho deciso di raccontarti anche alla luce del successo di lavoro-casa.com.
E ora vediamo di cosa si tratta.
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Carlo…. questo vale anche i siti di e-commmerce?
Se si accetto volentieri il contributo
e ti lascio l’indirizzo:
http://www.cosmesi-makeup.com
Ormai sono sempre più convinto che il blogging businness richieda uno studio accurato e non approssimativo di tutte le componenti che hai elencato in questo post.
A volte la “smania” del risultato immediato ostacola la pianificazione del progetto online!
P.S. Sono tornato all’attacco! Dobbiamo sentirci quanto prima.
annalisa wrote:
Assolutamente si!
@ Salvatore Iozzo:
Finalmente. Fatti sentire.