
Oggi ci occuperemo del primo momento cruciale della motivazione: quello iniziale. Ci sono delle azioni che dobbiamo svolgere, dei compiti da portare a compimento, nonostante non ci piacciano. Motivarsi quando ciò che dovrai fare ti piace, è facile. Complicato può diventare, invece, stimolarsi all’azione, quando questa non rientra minimamente nei nostri interessi. Questa resistenza a volte è così forte da impedirti di raggiungere una meta ambita. Un caso eclatante è quello delle persone che “amerebbero” viaggiare all’esterno, ma non lo fanno per paura dell’aereo.
La Procedura in 2 Passi
In questa prima fase semplifichiamo tutto, distinguendo le decisioni da prendere in due categorie specifiche: 1) ciò che non ami, ma riconosci essere importante, 2) ciò che non ami, e non ritieni neppure importante.
1. Prendi un foglio A4 e dividilo in due colonne: la prima intestala “Non amo/Importanti”, mentre la seconda “Non amo/Non Importanti”.
2. Su ciascuna colonna fai la lista delle cose da fare, delle decisioni da prendere, in base a questa classificazione:
Non amo/Importanti: sono quelle che non ti piace fare, ma che sai essere importanti per te, per la tua famiglia, per il tuo lavoro, per le tue relazioni. Potresti ad esempio amare molto scrivere (per questo hai deciso di avviare un blogging business), ma non ami l’aspetto tecnico della scrittura web.
Soluzione: applica le strategie descritte nelle puntate seconda e terza, ed individua i vantaggi positivi per te, il tuo lavoro, la tua vita in generale, che otterrai nel fare questa cosa. Successivamente, allo stesso modo, fai una lista degli effetti negativi prodotti dal rimandare, o addirittura evitare di prendere questa decisione.
Non amo/Non Importanti: sono quelle cose che, oltre a non amare, non le ritieni neppure importanti. Può essere ad esempio andare in posta a pagare le bollette, oppure tenere la contabilità del tuo blogging business.
Soluzione: in questa situazione, evita di sprecare tempo ed energie. Per quanto siano cose da dover fare, utilizzare le tue risorse in questo settore, è solo uno spreco. La cosa migliore è delegare, o renderle automatiche. Sono due soluzione fattibili, basta solo organizzarsi. Nel primo caso dovrai trovare una o più persone di fiducia, e magari con competenze specifiche, a seconda di ciò che dovranno fare per te. Nel secondo caso, dovrai strutturare una procedure che entrerà automaticamente in funzione, nel momento stesso in cui ti viene richiesta una certa azione. Ad esempio, l’addebito automatico in conto delle bollette. Il tempo, e l’energie risparmiate, potrai investirle in ciò che ami, raggiungendo obiettivi sempre più grandiosi.
5 Segreti per motivarti
Ci sono alcuni escamotage che in generale, possono aiutare a motivarti. Vediamoli insieme.
1. Premiati: datti un premio nel momento in cui la tua decisione si è trasformata in azione. Può essere qualcosa che desideri molto, che ti piace in genere fare, come ad esempio, andare al cinema, comperare un gadget tecnologico, leggerti un libro, iscriverti ad una membership.
2. Punisciti: togliti qualcosa a cui tieni particolarmente, per ogni giorno che rimandi l’azione o la decisione da prendere. Potresti ad esempio, non mangiare quel piatto che ti piace tanto, oppure non fumare per un giorno, rinunciare ad andare dal parrucchiere, o a giocare con la playstation, a comperare quel CD che ami tanto. Trova quello che toglierti, ti produce il massimo effetto, ed usalo come spinta motivazionale negativa.
3. Impegnati pubblicamente: fai sapere a più persone possibili che quel giorno specifico, prenderai quelle decisione, e di conseguenza agirai un determinato comportamento. Un impegno preso con altri, assume una forza motivazionale molto superiore al farlo solo dentro te stesso.
4. Atto socializzante: se la decisione riguarda qualcosa che puoi fare insieme ad un amico, organizzatevi insieme, decidendo luogo e data in cui farla. Se ad esempio vuoi iniziare ad andare in palestra, o metterti a dieta, frequentare un seminario, oppure acquistare un’auto nuova, trova un amico interessato, o che voglia condividere con te questo momento. Fare insieme delle cose, è molto più stimolante e motivante che farle da solo.
5. Rendila divertente: se farai in modo di rendere divertente ciò che andrai a fare, la motivazione salirà alle stelle. Ad esempio, utilizzando i principi base della creatività, puoi trovare modi nuovi ed originali per portare a compimento un determinato impegno.
Anche questa settimana si conclude il nostro appuntamento. Ne rimane ancora uno, quello in cui tratteremo l’aspetto, forse più complesso, della motivazione: quando ad un certo momento, la motivazione iniziale ti abbandona, lasciandoti in balia di venti avversi, che ti allontanano dalla meta ambita. Perché succede questo? E sopratutto, come possiamo evitarlo? Queste ed altre risposte, le troverai la prossima settimana.
Se desideri approfondire ulteriormente il tema della motivazione, oppure hai domande che non hanno ancora trovato risposta, lascia il tuo commento: sarò felice di risponderti.
Autore: Moreno Picchi
Photo Credit s o u t h e n






Utile questo post, meritevole di adattamento ad ogni situazione contingente|!
ho solo un punto interrogativo da definire: dato che il nostro cervello, come dici spesso tu, non tiene conto delle negazioni, quei NON è meglio tradurli in altre parole o è una tattica per imbrogliare il nostro subconscio?
Il NON AMO verrebbe interpretato in AMO e qui ci potrebbe anche stare, ma NON IMPORTANTI, non sarebbe meglio sostituirli con MENO importanti e con IRRILEVANTE futile ma necessario… bho!
Resto in attesa.
Ciao
@ ester:
In realtà, non è vero che il cervello non tiene conto delle negazioni, semplicemente utilizza un sistema per cui, prima pensa in positivo a ciò che deve negare, poi, lo annulla; la fase di annullamento è soggettiva. Anzi, ti invito a scoprire la tua, immaginando di compiere alcune azioni, e poi di non farlo (mangio la mela/non mangio la mela, vado a letto presto/non vado a letto presto, lavoro fino alle 18/non lavoro fino alle 18). Individua cosa fai esattamente per negare qualcosa.
Per quel che riguarda questo articolo, usare le negazioni ha lo scopo di rendere netta, la differenza fra i due estremi, e renderla quindi maggiormente percepibile. Ricordiamoci che, percependo una realtà duale, ciò che conosciamo, senza doverlo sperimentare direttamente, è l’estremo opposto, di ciò già consociamo. Anche se gli estremi non sono (quasi) mai la soluzione, o la modalità migliore per vivere, sono le uniche scelte percepibili; fino a quando, con impegno e dedizione, non sperimentiamo le tantissime posizioni intermendie.
Dire "Amo mangiare tanto", e negarlo, affermado "Amo mangiare meno", o "Amo mangiare in maniera giusta", oppure "Preferisco mangiare sano e in quantità giusta", o le tante altre espressioni che possiamo usare, non ha lo stesso forte impatto, non da lo stesso scossone di affermare "Non amo mangiare tanto".
Grazie per la risposta, e scusa se ti leggo solo ora. Interessante quello che dici, di sicuro farò l’esperimento sulla negazione, sono curiosa perché effettivamente non ci avevo mai fatto caso.
Grazie per la dritta, per il resto ti sei spiegato alla grande, grazie ancora del tempo che mi hai dedicato, ne farò buon uso.
Ciao
Ester
@ ester:
Prego.
Fammi sapere come è andata la sperimentazione.