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[Podcast] Il piccolo Johnny e i suoi Guadagni Creativi

Se fai quello che hai sempre fatto, ottieni quello che hai sempre ottenuto!

Quante volte l’abbiamo detto? Se quello che hai non ti soddisfa e vuoi dei risultati diversi, quasi sicuramente devi cambiare il tuo modo di fare e, quindi, di ragionare.

Non dare tutto per scontato. Non credere che la verità sia come quella che conosci. Prova a mettere in dubbio quello che ti circonda, soprattutto se quello che ti circonda non ti piace. A volte bastano pochi cambiamenti per produrre grandi risultati.

Nel podcast di oggi parliamo proprio di questo. Ho scelto per te una storia vera, quella del piccolo Jonny che comportandosi in modo contrario al buon senso incassa molti soldi, mentre gli altri pensano che lui sia un ritardato.

[podcast]http://www.lavoro-casa.com/jonny.mp3[/podcast]

Scarica qui il file MP3!

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8 Comments »

  1. avatar Omar Tringali ha commentato:

    Bella storia Carlo, grazie, io pensavo fosse giusto puntare sulla moneta da 2 dollari, a meno che ci sia la possibilità di arrivarci senza troppa competizione o fatica, o comunque stilare una strategia che permetta di ambire a quella da 2$, e poi eventualmente, cercare la via della moneta da 1 dollaro. Puntare su quella da 1 dollaro non potrebbe inconciamente rappresentare una forma di “accomodamento”, tipo “non voglio puntare in alto nella vita”? Oppure che spiegazione li dai alla storia da te raccontata? Delucidami, grazie!

  2. avatar Omar Tringali ha commentato:

    Scusate l’errore, volevo dire “inconsciamente”.

  3. avatar Stefano Pepi ha commentato:

    Il piccolo johnny è davvero un grande! Lui si che sa cos’è una strategia per fare i soldi.
    Se da grande farà un coaching io mi prenoto subito. Haahaa…

    Bravo Johnny.

  4. avatar Daniele Salamina ha commentato:

    Quella frase che citi mi sembra di averla letta da qualche parte, Robbins forse ?

    Oltre al fare quello che si è sempre fatto, un’altro problema fondamentale e che ho riscontrato personalmente riguarda l’apprendimento.

    Molte persone magari si sforzano tantissimo nell’apprendere qualcosa di nuovo, ma alla fine non mettono in pratica quello che imparano. Quindi alla fine, magari acquisiscono informazioni nuove ma per la “paura di fallire” non applicano niente.

    Ne parlavo qualche tempo fa sul mio blog, quando ancora dispensavo perle di saggezza ;-)
    http://www.danielesalamina.it/impara-larte-e-mettila-in-pratica

  5. avatar Moreno ha commentato:

    Dovremmo impegnarci maggiormente a sviluppare la nostra creatività. E’ grazie ad essa, che saremo in grado di vedere la realtà con occhi diversi, e scoprire le nuove e tantissime opportunità che si celano dietro le spesse lenti delle convenzioni, delle abitudini, dei presupposti inscritti nelle nostre menti.

    Da oggi in poi, di fronte ad un empasse, ad una situazione che non ha soluzioni, potremmo chiederci: “Come vedrebbe questa cosa, il piccolo Johnny?”.

    La creatività è li, dentro di noi. Aspetta solo di emergere, ed esprimersi. Lasciamoci aiutare dal piccolo Johnny. :)

  6. avatar ester ha commentato:

    Ciao Carlo,
    molto interessante questo post. Mi hai costretto a rimurginarci sopra un sacco, e adesso ne subirai le conseguenze!!! ;)
    Anche io “nasco” dalla scuola di pensiero che se fai le cose che hai sempre fatto, otterrai sempre ciò che hai ottenuto,e che quindi è altresì ovvio che se voglio risultati diversi, devo FARE qualcosa di diverso. E qui casca l’asino, come si suol dire. Non hai idea di quanto tempo questa frase mi è ronzata in testa perché se da un lato è molto logica, dall’altra è anche vero che cambiare un comportamento non è simultaneo, nè facile, tantomeno automatico. E allora?? stasera ci sono arrivata GRAZIE A TE. In primis il nocciolo della questione sta proprio nella sola LOGICITA’ dell’afffermazione. Sì, ci manca la parte creativa, è una frase coniata solo da una parte del nostro cervello, quello logico appunto, ma il creativo dov’è? cosa dice? che suggerisce?? Sappiamo tutti quanto sia faticoso e a volte anche doloroso cambiare un’abitudine ( perché è di questo che stiamo parlando, cioè di un comportamento ripetitivo che attuiamo di routine a determinati stimoli esterni)Per cambiare un’abitudine in modo definitivo, dobbiamo lavorare sulla sua natura, e la natura delle nostre azioni, lo abbiamo già imparato, sono le convinzioni, le emozioni, i pensieri che abbiamo creato interpretando a modo nostro, a seconda della nostra sensibilità, la percezione del mondo esterno. A questo punto o abbiamo una volontà di ferro ( col rischio di ricadere prima o poi di nuovo nel vecchio giro) o ci mettiamo lì con santa pazienza ad analizzare a ritroso il perché e il per “come” ci siamo ritrovati innestati queste credenze depotenzianti e le rimuoviamo rimpiazzandole con altre “sane” abitudini. Di solito infatti si dice che bisogna curare la fonte, non l’effetto in sè, eliminare la causa d’origine. Concordo. Ma è anche vero che a volte non si ha disposizione il tempo necessario per fare questo percorso, magari siamo in un frangente di emergenza dove a malapena si ha il tempo di reagire immediatamente, come nel caso di Johnny. E allora? serve il “piano B”. ci vuole qualcosa di estemporaneo, di estroso, di insolito qualcosa che depisti l’”avversario” e che cosa può essere meglio di un gesto irrazionale? come si fa a produrre un gesto irrazionale? basta richiamare il cervello creativo che percepisce il mondo esterno CON UN OCCHIO DIVERSO da quello logico-razionale. Nell’immediato io posso modificare la percezione della realtà, lasciando stare le convinzioni per quel momento, magari, come ha fatto Johnny, cambiare la percezione degli altri ( si è fatto recepire come un ” tontolone” mentre di fatto non lo è) e le sue ” vittime” si sono ” visti” furbi!!!

    In conclusione, per ottenere dei cambiamenti repentini che producano risultati diversi o comunque migliori, in prima battuta possiamo cambiare immediatamente il punto di vista, vederla sotto un’altra ottica e se riusciamo anche ad usare sia la parte logica sia la parte creativa del nostro cervello all’unisono, sarà consequenziale che otterremo una realtà che ci aiuterà a cambiare, di conseguenza, quella determinata abitudine.

    Non so se sono stata chiara e pertinente, ma mi è venuto di getto, come una folgorazione!
    Grazie carlo, mi hai fatto del bene!
    Ester

  7. avatar Ladyvalkan ha commentato:

    Questo podcast mi è piaciuto moltissimo, anche se mi ritrovo a commentarlo in ritardo.

    Magari riuscissimo sempre ad avere la stessa elasticità mentale di Johnny in tutte le situazioni della vita, non solo quando si tratta di guadagnare.

    @Omar e Stefano: voi avete parlato di strategie nei vostri commenti, e tu Omar hai supposto che il bambino in realtà volesse inconsciamente accontentarsi della moneta da 1 euro.

    Ma non mi sembra questo il caso, poichè il bambino, come i suoi compagni hanno iniziato a burlarsi di lui è stato davvero lucido, facendo ricorso all’intuito più che a una strategia programmata in precedenza, per capire che in realtà poteva trarre un enorme vantaggio e prendere loro in giro a sua volta senza che neanche se ne accorgessero!

    Un mito vivente, non c’è che dire! :D
    … piccolo grande Johnny! ;)

  8. avatar Omar Tringali ha commentato:

    @ Ladyvalkan

    Dunque prima l’intuito e poi la strategia vincente; volevo solo ben capire tutte le metafore contenute nel racconto, e poi sapere se esistessero “monete piccole o grandi da 2$”, senza o con poca concorrenza, il mio era tutto tranne un invito a seguire le cose scontate o le pulsioni mediatiche lineari, che portano a fare sempre la stessa cosa. Grazie :-)

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