Smettila di cazzeggiare!

Per quanto tempo ancora vuoi girare a vuoto? Non pensi che sia arrivato anche per te il momento di fare le cose per bene?

 

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Che cos’è la creatività?

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Sul post “Copyblogger Festival, comincia la seconda fase: il voto” si è sviluppata una bella discussione sulla creatività. Diciamo che la cosa è un po’ scivolata lì, involontariamente. Una parola tira l’altra e alla fine ci siano ritrovati a parlare di brain storming e di masse creative primordiali.

Daniele ha posto una domanda ai lettori che io ho voluto esaltare in modo specifico con questo post, perché lo trovo un argomento interessante, ma anche perché sull’altro articolo i lettori sono chiamati a votare la migliore performance del concorso, quindi è meglio lasciarli in pace.

Daniele dice:

Se non sapete da dove incominciare potreste rispondere a questa domanda: “per me creatività vuol dire…” oppure “per me la creatività è…”.

Ebbene, cosa ne pensi? Cosa vuol dire per te “creatività”? La capacità di creare cose nuove? O cose utili? E’ fantasia o pazzia? E’ libertà di pensiero o un pensiero errato che improvvisamente si rivela utile? E’ massa primordiale? Big Bang? Una brezza tiepida di vento? E’ l’odore della schiuma da barba? O della leocrema? E’ luce nell’anima o sofferenza? Che cos’è?

Puoi rispondere con un commento.

Avanti il primo!

_____________________

Tags: creatività

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16 commenti »

  1. avatar angeloweb ha commentato:

    Per me la creatività è linfa vitale, senza di essa è il non vivere.

  2. avatar ester ha commentato:

    wow che bell’argomento!!!
    Non posso distrarmi un attimo che qui si viaggia alla velocità della luce!!! :)
    figuratevi se mi faccio scappare questa opportunità di dire la mia.

    Per me la creatività è il prodotto della sinergia tra le due componenti cerebrali,cioè quella logica-razionale e quella fantasiosa-fanciullesca, tra quella che si “muove in verticale” e quella che viaggia in orrizontale. Il punto in cui le due linee si intersecano è il fulcro della creatività, la sua sorgente.

    Il cervello razionale è quello, si sa, che non ammette fronzoli, che decreta che due più due fanno quattro e non si discute, l’altro è più emotivo, è quello che appena si accorge che la persona che ti piace ti sta guardando ti fa partire a mille il cuore, ti fa sudare le mani. Ci siamo fin qui?
    Purtroppo abbiamo perso, attraverso l’evoluzione, l’attitudine ad usare la totalità delle nostre potenzialità ( e qui ci sarebbe da scrivere per ore)lo dimostra il fatto che siamo pieni di pregiudizi, di credenze limitanti, di convinzioni assorbite dall’infanzia in su e queste hanno, in un certo senso, narcotizzato il nostro istinto, la nostra fantasia. Per farmi capire vi faccio un’altra domanda: che differenza c’è tra un bambino e un adulto? (ovviamente non parlo della fisicità, resto nell’ambito della mente) un bambino, diciamo noi adulti, vive in un suo mondo fantastico,illimitato, dalle mille possibilità. L’adulto è impregnato dalla realtà. (Mamma mia cosa ho toccato! anche qui ci sarebbe da disquisire un tot, ma mi limito ad accennare che la realtà non esiste in quanto è soggettiva, cioè è quello che recepiamo al nostro interno nella maniera in cui lo facciamo, altrimenti non si spiegherebbe perchè la stessa situazione vissuta da 5 persone nello stesso momento verrebbe raccontata in cinque modi diversi)Allora per meglio dire, l’adulto è immerso nelle regole, “ostaggio” della logicità, quindi, a seconda del punto in cui ci troviamo nel nostro viaggio terreno, passiamo da uno stadio all’altro senza però che le due aree si mescolino. Ecco l’arcano, il nodo che blocca il fluire naturale delle IDEE.
    QUAND’è CHE ABBIAMO BISOGNO DI UN’IDEA?
    quando la “normalità” la consuetudine non ci fa progredire, non ci fa raggiungere i nostri obiettivi.

    A questo punto se non ti fai venire un’ispirazione fuori dalle righe, un pensiero inusuale o addirittura pazzesco, ristagni. Ma da solo non basta, ecco allora che ci vuole anche la parte logica, quella che attinge dall’esperienza, dalla conoscenza.

    Se il nostro “avo delle caverne” non avesse avuto sia la fantasia di inventarsi la ruota sia le conoscenze acquisite per modellare la materia prima per realizzarla… noi oggi avremmo ancora le ruote quadrate!

    lo so, è puerile come ragionamento, ma rende bene l’idea, appunto! :)

    Concludendo, solo perchè non saprei come svegliarvi tutti, mi sento di dire che la creatività è logica con un pizzico di follia oppure fantasia ragionata, prendete quello che vi piace di più!
    Ciaooooo

  3. avatar Moreno ha commentato:

    La creatività è un’abilità, e come tale può essere appresa e sviluppata.
    Considerando però, che tutti siamo dotati di creatività, indipendentemente dal fatto di esserne consapevoli o meno, la frase precedente si trasforma in:
    "La creatività è una abilità, e come tale può essere sviluppata ulteriormente".
    Concordo con Ester quando afferma:

    "Purtroppo abbiamo perso, attraverso l’evoluzione, l’attitudine ad usare la totalità delle nostre potenzialità ( e qui ci sarebbe da scrivere per ore) lo dimostra il fatto che siamo pieni di pregiudizi, di credenze limitanti, di convinzioni assorbite dall’infanzia in su e queste hanno, in un certo senso, narcotizzato il nostro istinto, la nostra fantasia".

    Alcuni elementi fondamentali della creatività infatti, sono gli stessi che danno la possibilità di vivere una vita piena, appagante, e in linea con il nostro "essere". Creatività, ed espressione piena di se stessi, e delle proprie potenzialità, possiamo considerarle strettamente dipendenti, se non addirittura, la stessa cosa.
    Ad esempio, come ho sottolineato in Trova Soluzioni Alle Difficoltà, Sviluppando la Creatività, la creatività può aiutarti ad uscire da un’empasse, usandola per trovare soluzioni originali e nuove, a tutte quelle situazioni critiche, che ti creano difficoltà nella vita. Ho elencato le 8 caratteristiche fondamentali che, sviluppate, non solo possono migliorare la tua professione di blogger, ma tutta la tua vita.

  4. avatar Ernesto Carlo ha commentato:

    Bel commento, Ester!!!

    La Creativita’ e’ quell’ispirazione, quella scintilla, quell’energia, quel pensiero che fa scaturire un qualcosa di diverso dal convenzionale, un qualcosa che noi riconosciamo come sorprendente, emozionante, originale, differente, utile.

    Dalla Creativita’ può nascere ogni cosa: un progetto, un pensiero, un’immagine, un suono, un’opera… Ma cosa fa che tutte queste cose vengano ritenute “Creative”? Quando riconosciamo che un’idea, un disegno, una composizione sia realmente frutto di Creativita’?
    Quando prevalentemente queste ci stupiscono, quando ci rendiamo conto che sono differenti da ciò che conosciamo o quando ci emozionano in modo particolare.

    Difficile pensare alla Creativita’ andare a braccetto con la razionalità. La razionalità viene dopo, giunge nel momento in cui dobbiamo fare ordine alle cose. Le nostre abitudini ci portano a dover inserire tutto in uno schema ed in un qualcosa di logico. L’uomo pero’, nel passato, viveva in un modo più spontaneo dove si dedicava del tempo anche per dare sfogo alla Creativita’.
    Oggi siamo abituati a rendere tutto piatto, logico, schematico e più ci abituiamo a fare questo tanto meno siamo recettivi nel riconoscere che un qualcosa ci stupisca davvero e quindi ad accettare la Creativita’ di coloro che ci stanno intorno. Siamo altresì abituati a vedere la Creativita’ in ciò che noi facciamo, magari in quelle cose che anche altri hanno realizzato ma che “non ci devono” stupire.

    La Creativita’ e’ spontaneità, e’ capacita’ di lasciare un commento senza dover necessariamente dover architettare a quanti visitatori questo dovrebbe o potrebbe piacere.
    La Creativita’ non può e non deve essere racchiusa in logiche e razionali, deve essere libera: con la libertà della mente ecco il fiorire della Creativita’ e da questa il nascere delle nuove idee, dell’emotivita’, della poesia, della passione…

    La Creatività e’ anticonformista, e’ fare qualcosa un po’ al di fuori dagli schemi che noi e gli altri siamo soliti utilizzare. Da questo punto di vista, la Creativita’ e’ anche soggettiva. Quello che posso ritenere io come frutto di Creativita’ può non esserlo per qualcun altro…

    La Creativita’ e’ anche innovazione, miglioramento, cambiamento e mutazione…

    La Creativita’ e’ un’ammaliatrice, e’ colei che questa mattina mi ha catturato facendomi compagnia mentre mi sto recando al lavoro e sono fermo in tangenziale…
    ;-)

  5. avatar damu71 ha commentato:

    Con il permesso di Carlo vorrei proporvi di seguirmi in un sorta di “gioco delle definizioni”.

    Per cercare di approfondire tutti insieme la nostra conoscenza sulla creatività.

    Vi riporto un breve elenco e vi chiedo di dirmi secondo voi cos’è che in questo elenco richiede creatività e cosa no assegnando ad ogni voce un valore da 0 (no creatività) a 10 massima creatività.

    1) Mangiare una mela
    2) Portare il cane a passeggio
    3) Cucinare un piatto di pasta al pomodoro
    4) Preparare una relazione di bilancio
    5) Costruire un’amaca
    6) Dipingere i muri di casa
    7) Scegliere la dispozione dei tavoli per il matrimonio della zia Adele
    8) Dormire
    9) Scoprire la cura per l’AIDS
    10)Scattare una foto per la cresima del cuginetto Francesco

    Non c’è una risposta giusta o sbagliata. Ci sono solo risposte :-) !!!
    Quindi non abbiate paura di sbagliare…

    Buona notte a tutti.
    Daniele

  6. avatar ester ha commentato:

    Ciao Daniele,
    ma che bel giochino.

    Non trascrivo la lista perchè io metto un 10 a tutto per il semplice motivo che, secondo il mio modesto parere, non c’è un’unità di misura per la creatività: o la usi o non la usi.
    Mi viene da fare anche un’altra considerazone in proposito e cioè che in definitiva ognuno di noi ogni giorno usa la creatività, ma… non ne siamo consapevoli, quindi pensiamo di non essere creativi. Forse, proprio perché non ci siamo mai soffermati a ragionare su come ragioniamo,ci siamo creati la falsa convinzione di non essere creativi.(anche questo è un creare, però!)

    Prima che qualcuno chiami la neuro, mi spiego.

    In ogni istante della nostra vita noi pensiamo, pensiamo in continuazione, a volte inconsapevolmente, cioè siamo “assorti” nei nostri voli mentali. Anche adesso che leggi stai pensando. ( magari: che cavolo si è inventata stamattina Ester? si è bevuta la birra al posto del caffè? :) )
    Cosa succede nel momento in cui capita un imprevisto? Supponiamo mentre stai andando al lavoro, percorri il tragitto con la tua auto, ascolti la radio, con la mente sei per i fatti tuoi, arrivi al solito incrocio dove trovi le transenne per lavori in corso: devi tornare in te in men che non si dica e pensare ad un percorso alternativo, altrimenti che fai, stai fermo lì fino a fine lavori? Certo che no! Ecco, a questo punto, anche se non te lo dici chiaramente e/o non ne sei connsapevole, tu stai usando la tua creatività per trovare una soluzione un’alternativa. Se applichi la stessa modalità a qualsiasi altra cosa, ecco che stai sviluppando la tua parte creativa.

    se dovessi coniare una definizione per “creatività”, riassumendo, direi che è l’antidoto alle abitudini, l’eccitante per la mente, l’inizio del benessere.

    Non so se sono stata chiara, ma comunque sia, almeno mi sono divertita!
    ciao

  7. avatar damu71 ha commentato:

    Sei stata molto chiara Ester.
    Sono d’accordo con te sul concetto di creatività, ma permettimi di fare insieme a un ragionamento sulle abitudini. O meglio un ragionamento su come funziona il nostro cervello.

    Prova a dare un valore da 0 a 10 a:

    1) abitudini
    2) creatività

    dove 0 è assenza di necessità nella propria vita e 10 è assoluta necessità.

    Chiaramente anche questa parte è estesa a tutti.

  8. avatar Moreno ha commentato:

    Come ho espresso nel commento precedente, e confermando quanto afferma Ester, tutti siamo creativi, solo che alcuni, non pensando di esserlo, si “autoboiottano”, e non permettono a loro stessi di accedere alle loro “parti creative”.

    Giocando al “test” che hai sottoposto, io voglio fare un distinguo fra le attività che richiedono creatività (come fosse una prerogativa essenziale), e quelle che possono essere fatte in modo creativo.

    Nel secondo caso, aggiudico un 10 a tutte quelle che hai elencato, ma potrei estendere a lista a TUTTE le attività umane.

    Nel primo caso invece, quelle che richiedono creatività in quanto esigenza intrinseca per ottenere dei “risultati migliori”, va da se che ci sono delle attività che ne richiedono di più. Nel caso di quelle che hai elencato questa è la mia “personale” valutazione:

    1) Mangiare una mela – 0
    2) Portare il cane a passeggio – 0
    3) Cucinare un piatto di pasta al pomodoro – 8 (soprattutto se lo fai di professione)
    4) Preparare una relazione di bilancio – 2
    5) Costruire un’amaca – 3
    6) Dipingere i muri di casa – 5
    7) Scegliere la dispozione dei tavoli per il matrimonio della zia Adele – 4
    8) Dormire – 0
    9) Scoprire la cura per l’AIDS – 8
    10)Scattare una foto per la cresima del cuginetto Francesco – 6

    Ora però mi sorge una domanda? Quale sono i “metri di valutazione” per deciderne il punteggio?

    Su questo dovrò rifletterci sopra … magari li descriverò al prossimo commento, ma solo se riuscirò a farlo in modo creativo! ;)

  9. avatar Moreno ha commentato:

    @ damu71:

    1) abitudini – 5 solo perché pur riconoscendone l’importanza, come modus per agire con il minor (non sempre è così) dispendio di energia e attenzione, considero le abitudini come un grosso ostacolo al miglioramento personale.

    2) creatività – 10 quando lavoro, si è formato dentro di un segnale ben chiaro, che mi avverte che sto “lavorando” ripetendo sempre le stesse cose, ho in pratica generato una abitudine. Per mia natura, quando sono in questa situazione, inizio ad essere insofferente, ad annoiarmi, a non avere più stimolo a fare ciò che in realtà, amo fare. In questa situazione, non faccio altro che cambiare qualcosa, in modo creativo, e ritrovare lo spirito iniziale.

    Questo è uno dei motivi che mi hanno spinto verso il blogging business: ci sono tantissime variabili, modalità, che possono essere utilizzate, combinate, in modo da stimolare la cratività, ogni giorno, in ogni momento.

  10. avatar damu71 ha commentato:

    @ Moreno :
    Non c’è un metro di valutazione. Lascia semplicemente che la tua mente di dia la risposta che gli viene da dare. Senza troppe riflessioni, senza troppi ragionamenti.

    Quindi va benissimo quello che hai scritto.
    Come dicevo non c’è una risposta giusta o sbagliata. C’è solo una risposta che rappresenta una convinzione personale.

    Per te per esempio portare a passeggio il cane è un’attività che non richiede creatività. Mentre per Ester si.

    La questione è: “da dove nasce questa differenza di visione?”

    Voi che ne pensate?

  11. avatar ester ha commentato:

    Ué! sono qui eh!!!
    secondo me la differenza di visione può derivare dal come ognuno guarda, vive e si aspetta la propria vita.
    ( ma io le cose semplici mai?? :) )

    prendiamo per esempio la passeggiata del cane.

    1) la vedo come un semplice dovere da assolvere, allora ci può andare bene uno 0 di creatività
    2) il cane è il mio, ci sono affezionata, partecipo anche io al suo momento “ricreativo”, uso un pò di creatività, diciamo un 5, così unisco l’utile al dilettevole, faccio un pò di esercizio fisico mentre lo accompagno.
    3) Comunque è un momento della mia vita, della mia esistenza che sta passando e non tornerà più, allora perchè viverlo passivamente, o quasi? meglio usare un 10 di creatività e vedere se ho abbastanza tempo di portarlo in un luogo dove posso lasciarlo libero anche dal guinzaglio, di rilassarmi con lui, giocando con lui, trasformando quel tempo in un’occasione per rinsaldare il nostro legame, perchè sia archiviato nella mia memoria come un bel momento sereno passato col mio cane.

    Insomma, sarà perchè per diverso tempo ho vissuto una vita che non era la mia, che ora CHE POSSO vivo intensamente e al massimo ogni momento, ogni istante della mia vita perché essa è unica e irrepetibile, perché è una parte inscindibile di me.
    Per questo il mio motto è “vivo ciò che sento e sento ciò che vivo”, che sembra un giochino di parole, ma non lo è.

    Per lo stesso motivo, per la consapevolezza che ho del mio vivere quotidiano, non posso dare un valore meno del massimo alla creatività applicata ad ogni situazione.

    Paradossalmente, anche dormire è un prolificare di creatività, ovviamente non conscia, perché so che quando i miei occhi si chiudono per riposare il fisico, le mie cellule ( come quelle di chiunque altro essere vivente del resto) si rigenerano, si curano, si rettificano,si ripuliscono, si riproducono e se io durante lo stato di veglia, nel tempo che esse lavorano per me, per i miei tessuti ed organi, io le nutro con sensazioni positive, con emozioni stimolanti, loro, mentre io dormo, tramandano questo patrimonio alle cellule nuove.
    E’ un interscambio di energia che per forza mi fa trasbordare di voglia di imput nuovi, di stimoli che mi fanno crescere e progredire e credo che la strada su cui viaggiano sia proprio quella della creatività che sorpassa di gran lunga quella della monotonia.

    ragass, bona lè! ho il fumo che mi esce dalle orecchie… ma davvero sta roba l’ho scritta io??… sento un fischio in lontananza… non è che qualcuno davvero ha telefonato alla neuro? :)

    Mi sto esercitando a scrivere più concisa, non se ci sto riuscendo facendo comunque arrivare il mio pensiero. D’altra parte questa è una scuola, e dove meglio di qui fare pratica?
    grazie anche per questa opportunità.

  12. avatar Ladyvalkan ha commentato:

    Cavoli, fantastico… che discussione interessante e stimolante si è venuta a creare!
    Visto che non ho potuto rispondere in tempi brevi, cercherò di rispondere in questo commento un pò a tutte le questioni che si sono sollevate riguardo alla creatività, cominciando innanzitutto a definire che cos’ è e che cosa rappresenta per me.

    La creatività, come avrete capito anche dal mio precedente commento che includeva nozioni sul Big Bang, :D è per me energia allo stato puro. ;)
    Che cosa, se no? Io la vedo e la sento in questo modo!
    Sia che venga generata ed invocata appositamente, diciamo così, da metodi come il brainstorming, sia che si presenti all’improvviso come un fulmine , è comunque un potenziale enorme che può successivamente essere impiegato e plasmato per uno scopo artistico fine a se stesso, per portare una ventata di novità o applicato a qualcosa di utile, o entrambe le due cose insieme, se possibile.

    E’ inoltre un’amica fidata che può venire in nostro soccorso nei momenti più disparati, anche se spesso viene associata, dal parere comune, esclusivamente alla parola “arte”.
    Col tempo ho imparato che non è affatto così!
    Ci sono ancora persone che sono convinte di non essere creative solo perchè non sono artisti o non vanno in giro vestiti come fenomeni da baraccone! :D
    E’ ora di abbandonare certi stereotipi, che purtroppo sono duri a morire…
    La creatività è veramente applicabile a tutti gli aspetti della vita, non solo all’arte, e su questo mi riaggancio ai commenti precedenti di Ester e Moreno.
    E’ adattabilità, elasticità mentale, che tiene conto delle situazioni in cui ci troviamo e che ci permette di ricavarne il meglio più che possiamo.

    In sole quattro parole:

    è amore per la vita.

    E qui non ho avuto paura a lanciarmi a definirla così. E’ stato un flash che ho dovuto assolutamente trascrivere.

    Purtroppo, in questo senso, trovo che una grande nemica della creatività sia la paura, intesa in un senso molto ampio.

    E’ grazie ad essa che, purtroppo, non sempre si riesce a trarre nella propria vita il meglio da sè stessi, dagli altri e dalle nostre vite.
    La paura può essere generata da eventi traumatici di qualsiasi tipo o per riallacciarmi ad Ester nei commenti precedenti, dalle credenze limitanti che ci vengono instillate fin da piccoli, mettendoci magari paura di cose che non abbiamo nemmeno provato o vissuto… il che (escludendo logicamente le raccomandazioni che ci vengono date per sottrarci a pericoli reali) se ci si pensa, logicamente non ha senso.
    Il timore dei cambiamenti, la sfiducia in noi stessi che talvolta colpisce davvero duro, e tanti altri fattori possono incidere negativamente, almeno per un certo periodo, sulle nostre capacità creative.
    Ma il trucco sta, una volta passato il peggio, nello sfruttare ciò che ci è successo e farne tesoro per trarre nuovi spunti dai quali creare e trovare nuovi stimoli per ricominciare a vivere pienamente.

    E’ proprio in questi momenti che la nostra creatività (e la nostra forza d’animo) vengono messe veramente alla prova! Per poi tornare nuovamente a dare il meglio di noi stessi, e di conseguenza anche agli altri!

    Per quel che riguarda l’elenco delle 10 azioni, mi associo pienamente al parere di Ester, che mi ha preceduta e rispecchia esattamente il mio.
    Può succedere, infatti, che un’azione che in genere non è per noi fonte di creatività improvvisamente la diventi, perchè si crea il contesto giusto, o al contrario, che una situazione o un’evento che solitamente è fonte per noi di buone ispirazioni possa in taluni casi non sortire su di noi il solito effetto, temporaneamente o in maniera permanente. Per questo personalmente non mi sento di dare un valore da 0 a 10 in nessuna di queste situazioni. Ognuna di queste infatti, a mio parere può diventare creativa oppure no a seconda dei fattori che man di mano si presentano.

    Per il momento ho finito, vedo che sono saltate fuori altre questioni nel frattempo, essendo rimasta un pò indietro per via dei miei impegni risponderò gradualmente, man mano che la discussione procede.
    :)
    Bye, Lady

  13. avatar damu71 ha commentato:

    Una riflessione in merito a tutto quello che avete scritto (e che ritengo estremamente interessante).

    Secondo voi che differenza c’è tra fantasia, immaginazione, creatività, intuito? Sono in relazione reciproca?

    A volte ho l’impressione che si tenda a confondere la creatività con tutto ciò che fa parte della “mente immaginifica”.

    Voi che ne pensate?

    Ciao
    Daniele

  14. avatar Carlo D'Angiò ha commentato:

    @ damu71:
    Visto Daniele?
    Pensavi di far succedere qualcosa? Di mobilitare qualcuno? Di confrontarti con i miei “nobili” lettori?

    Niente da fare! E’ gente che non spreca un pensiero così facilmente. Sono parsimoniosi, oculati e accorti. Accorti a non prendere freddo. Eh già, perché ovunque ti affusoli, fosse pure uno stagno, alla fine senti calore.

    Sembra che persino l’ipotermia faccia percepire del calore nella postura che assume l’uomo prima di morire.

    Ora tu con le tue domande vuoi che cambino posizione? Ma sei pazzo?

  15. avatar damu71 ha commentato:

    E io che pensavo a tempi lunghi dovuti ad un’attenta ed oculata investigazione della propria interiorità al fine di meglio trovare risposta agli spunti di riflessione proposti :-) .
    O forse il trauma di scoprire che la creatività non è tutto nella vita gli ha “congelati”?. In questo caso oltre alla coperta propongo anche un grappino! :-)

    Comunque visto che almeno tu sei beatamente disteso nei caldi mari tropicali a goderti e puoi spendere tempo “e calore” per leggere e rispondere :-) ti giro una riflessione che spesso pongo durante i miei corsi di tecniche di comunicazione creativa.

    ***

    Uno dei grandi problemi dell’uomo (e delle sue società) è la radicazione del “giudizio” nelle proprie convinzioni. Il giudizio non è semplicemente un punto di vista, tende sempre ad assurgere come assoluto . In generale dovremmo imparare a non dare giudizi, ma a porre pareri ed opinioni. La ragione? Un parere non è un assoluto, è l’esplicitazione di un punto di vista soggettivo, e in tal senso quello di uno vale quanto quello di un altro. Sembra un dettaglio, ma può fare la differenza tra un mondo proiettato in avanti, piuttosto che annichilito su sé stesso.
    Il giudizio limita la nostra libertà.
    Il giudizio ci incatena ad una visione parziale del mondo assurgendola a rappresentazione di un tutto che non esiste.
    Siamo talmente “addestrati” a giudicare fin da piccoli, che non ce ne accorgiamo più.
    Ester dice giustamente: “tutti usano la creatività ma non ne sono consapevoli, dunque si convincono di non averne”.
    Ecco il giudizio che noi facciamo (su noi stessi) e che ci limita.
    A volte siamo convinti di sapere cos’è una certa “cosa”. Perché?
    Perché abbiamo dato un giudizio. A volte basta una laurea per far credere ad un medico di essere un buon medico… Ma non è così! A volte basta una buona recensione di un libro perché l’autore si senta investito di una “dottrina” e competenza che, in realtà, non possiede.
    Il giudizio è come scattare una foto e dire che quello che vi è rappresentato è l’intero mondo e vale per sempre.
    Niente di più sbagliato!
    Il giudizio non accetta revisione; non ammette altro da sé.
    Vi starete chiedendo :” Ma che c’azzecca sta filippica con la creatività?”; è semplice, a volte siamo così certi di sapere cosa sia le creatività che la confondiamo con la fantasia, con l’intuizione, con l’immaginazione. Mischiamo le carte della conoscenza.
    Ma riprendiamo il concetto delle abitudini, (e anche una cosa molto giusta che afferma Ester: “non ci siamo mai soffermati a ragionare su come ragioniamo”).
    Ma come ragioniamo?
    Come funziona il nostro cervello?
    Capire questo è fondamentale.
    Gli studi di neuroscienza ci dicono che il cervello è strutturato per “aree funzionali”; poi ci dice che funziona secondo una logica che potremmo semplificare con il concetto di rete neuronale.
    La psicologia parla di mente cosciente e inconscia (di io ed ego), quindi scompone la mente in più strutture funzionali ognuna adibita a certi compiti.
    Un’altra distinzione che possiamo fare è tra mente analitica e immaginativa.
    Queste suddivisioni però non indicano mai il prevalere di una sull’altra.
    Tutte servono al miglior funzionamento delle nostre attività di pensiero.
    L’abitudine è una delle grandi “scoperte” della natura (o di chi volete voi).
    La routine è una delle funzioni fondamentali del nostro cervello, senza di essa noi per alzarci alla mattina dal letto ci impiegheremmo un tempo indefinibile.
    Un ballerino che esegue una coreografia lo fa grazie alla sua capacità di memorizzare e di ripetere schematicamente quello che ha imparato.
    I muscoli reagiscono a schemi mentali imparati in migliaia di ore di esercitazioni.
    Ma quanto stupore quelle “routine” ci danno. Quante emozioni sanno suscitare quando quei movimenti accompagnano la musica in una fusione d’arte che solo la parte creativa o immaginativa del nostro pensiero ha saputo produrre?
    E questo vale anche per la pittura, la scultura, la musica.
    L’arte ha sempre una fase creativa ed una fase analitica.
    Senza l’una non esisterebbe l’altra.
    O meglio per essere manifesta l’arte necessita di entrambe queste qualità della mente umana.
    La capacità creativa della mente immaginativa non è sempre necessaria per ottenere qualche cosa di bello, di emozionante, di artisticamente valido.
    La fase creativa serve quando c’è la necessità di “creare” qualche cosa di innovativo, quando per qualche ragione dobbiamo percorrere una strada mai battuta.
    Ma l’interpretazione personale di una tecnica pittorica studiata a scuola, richiede più fase analitica che creativa. Non per questo un artista che propone oggi un quadro con stile impressionista può essere considerato meno valido.
    La mente immaginativa possiede altre facoltà da metterei in campo per ottenere risultati eccezionali, ad esempio l’immaginazione, la fantasia, di cui non sento più parlare da nessuna parte. E come per la creatività esistono metodi e tecniche di potenziamento e sviluppo, altresì esistono per l’immaginazione, la fantasia e l’intuizione (altra componente immaginativa che prima ho dimenticato di citare).
    Oltre a ciò se non sappiamo far interagire correttamente la mente immaginativa con quella analitica, tutto il nostro lavoro artistico, ma non solo, perde di valore.
    Ecco, dunque, che certe attività non dobbiamo per forza volerle intendere in termini creativi. Non perché non sia giusto, ma perché è inutile.
    Sarebbe come voler tradurre un testo inglese con un vocabolario di spagnolo. Chi lo farebbe?
    Forse un comico. E otterrebbe un gran successo. Perché in questo caso avrebbe utilizzato la sua creatività per proporre un paradosso che potrebbe risultare esilarante. Ma questa è un’altra storia :-) !

    Saluti.
    Daniele

  16. avatar Ladyvalkan ha commentato:

    Eccomi qui a rispondere dopo qualche giorno… in questo periodo sono purtroppo costretta dai miei impegni a seguire il blog ” a fisarmonica”, nel senso che

    per qualche giorno mi capita di dare solo un’occhiata veloce ad articoli e commenti, per poi ritagliarmi un pò di tempo per recuperare i post e commentarli

    laddove il commento scaturisce spontaneamente.

    Accidenti, inizio subito col dire che mi dispiace davvero che questa discussione sulla creatività abbia finito per arenarsi così.
    Io spero sinceramente che si riprenda, c’è davvero molto da imparare l’uno dall’altro da questo dibattito che si è venuto a creare!

    Tutto ciò mi fa tornare in mente la questione che si era sollevata qualche mese fa, e cioè che tra i lettori di lavoro casa non sono poi tanti quelli che

    commentano, oppure alcuni lo fanno assiduamente per un periodo per poi sparire nel nulla per lunghi periodi, per le più svariate ragioni.

    In effetti viene da chiedersi come mai!

    E’ anche vero che per vedere nuovi commenti a volte è necessario aspettare un pò di più, ma certo dispiace vedere una bella discussione come questa quasi del

    tutto congelata…

    Mi viene anche da pensare a quando avrò il mio nuovo blog attivo al 100%: il commento lasciato in calce al post è comunque sinonimo di un riscontro, può

    essere positivo come negativo, ma è comunque un riscontro che dà soddisfazione, come è giusto che sia, al blogger di turno e anche alla community che lo

    segue, che ha così l’occasione di confrontarsi sul tema del post del giorno.

    Ecco, il confronto: questa è un’occasione davvero preziosissima per tutti e irripetibile! Se viene a mancare il confronto è un vero peccato, si perde,

    perdonate la ripetizione, l’occasione di arricchirsi come persone: che ci si venga incontro oppure ci si scontri, proseguire per poi concludere degnamente

    una discussione come questa ci lascerebbe alla fine tutti un pò più ricchi di come eravamo partiti. Ci farebbe davvero del bene. A me personalmente me ne sta

    facendo, e molto anche!

    Per il resto mi complimento con te Daniele: per il discorso sul giudizio che hai postato sopra (non potrei essere più d’accordo) e anche per la seconda

    parte del tuo commento, che afferma che il voler essere creativi anche dove questo non è effettivamente necessario possa, in alcuni frangenti, allontanare

    dal risultato desiderato anzichè favorirlo. Interessantissima poi la questione sulla differenza che ci può essere tra fantasia, immaginazione, creatività e intuito e su come si relazionano tra di loro.
    E’ vero in effetti che la mente immaginifica e la fantasia da sole possono ad un certo punto impantanarsi e ripetersi, paradossalmente, in un meccanismo

    sempre uguale a se stesso… ma le nostre capacità creative possono darci un aiuto prezioso in questi frangenti, e vanno potenziate anche con le conoscenze giuste il più possibile.

    Sono tutti davvero ottimi spunti sui quali non mancherò di riflettere.

    Concludo qui rinnovando la mia speranza che questo post torni ad essere discusso vivacemente come prima.

    Un saluto a tutti ;) !

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