Poche ore fa è terminata la prima fase del Copyblogger Festival. Sono arrivate molte prove scritte e alcune disegnate.
Ma prima di passare all’elencazione e alla votazione delle prove, devo dire che sono successe delle cose che non mi aspettavo. Per esempio, ho visto che una buona parte del gruppo storico di lavoro-casa.com non ha partecipato. Potevo fare finta di niente, è vero! Ma chi mi conosce sa come sono fatto. E, sinceramente, mi è dispiaciuto.
Poi è successo pure che mi aspettavo qualche critica. E invece, tranne uno dei partecipanti che ha espresso una piccola nota di disappunto – che peraltro condivido – in calce alla sua meravigliosa attestazione di stima, ho letto solo belle parole che mi hanno commosso e che mi hanno fatto capire come sia importante il contributo umano in tutto quello che facciamo.
Si scrive per gli altri, mai solo per se stessi. Si scrive sempre per raccontare qualcosa a qualcuno, perché la scrittura è una forma di comunicazione, non di solitudine. Può essere un amico, il partner, un collega. Può essere chiunque all’inizio. Poi, però, man mano che si prende coraggio, quel qualcuno smette di avere un volto e diventa una moltitudine indistinta. A quel punto ti accorgi di essere un tutt’uno con le parole. E ti accorgi pure che le parole sono te stesso.
Si scrive per gli altri dunque. Ed è questa la molla che ci spinge a farlo. Cominciare da questo punto è fondamentale, perché scrivere per gli altri vuol dire innanzitutto farsi capire.
Grazie. Grazie a tutti voi. Grazie di cuore.
Le prove
E ora vediamo chi sono i partecipanti del Copyblogger Festival e cosa hanno scritto o disegnato. Le prove sono arrivate nell’ordine seguente:
- Il Blogging Business Avanzato di Erneso Carlo – Prova 1
- BLOGGING questo sconosciuto di Ester Ventura – Prova 2
- Cosa penso di Carlo D’Angiò di Lorenzo De Santis – Prova 3
- Prova disegnata di Omar Di Martino – Prova 4
- Considerazioni in scioltezza di Emanuela Montico – Prova 5
- www.lavoro-casa.com di Sergiobi – Prova 6
- Blogging Freedom (prova disegnata) di Lady Valkan – Prova 7
- Lavorare da casa: come un figlio, un problema di salute… di Adele Falcetta – Prova 8
- Il blogging business fa per te? di Marco GMetti - Prova 9
Ti consiglio di valutarle attentamente una per una prima di passare al voto qui sotto.
Ricordo pure che il vincitore avrà diritto di ricevere subito il link per scaricare gratuitamente l‘ebook “Come Guadagnare i tuoi primi 100.000 euro con un blog” + altri 4 ebook sull’infomarketing + 15 video corsi sul blogging business avanzato. Il tutto per un valore attuale di 476,00 €.
Se il vincitore è già in possesso di questo prodotto con tutti i suoi bonus ha il diritto di commutare il premio in 12 mesi di partecipazione gratuita al gruppo premium.
Che cosa dovrà votare il pubblico
I lettori dovranno votare l’articolo o il manifesto (prova disegnata) che meglio di chiunque altro riesce – secondo loro – a comunicare i pregi e i difetti del blog di lavoro-casa.com. Sono liberi di adottare i criteri di valutazioni più consoni al loro modo di interpretare il blogging e la comunicazione online.
È normale che ci si aspetti che il lettore tenga conto sia dei contenuti che della qualità delle performance. Un articolo sgrammaticato, per esempio, forse non meriterebbe di vincere. Ma come sempre avviene sul web, l’opinione del lettore è completamente libera da ogni forma di controllo. Per questo, ci si può aspettare di tutto.
Le votazioni si chiudono alla mezzanotte del 22 ottobre.
Vota qui
Le votazioni sono chiuse
______________



Ciao Carlo, ti devo dire che anche io mi aspettavo più partecipazione. Pensa che mi sono organizzata per aver più tempo a mia disposizione proprio per poter leggere e vedere disegni…
Poi mi son ripresa subito “Che diamine di pensiero! è ovvio che Carlo sia Carlo e io sia io! siamo due persone distinte, diverse e anche se il mio stile non è alla sua altezza,…è sempre il mio stile!” cioè il primo moto dell’animo è stato di timore, di paura del confronto e non solo con te, ma anche con tutti gli altri blogger che ti seguono e che io seguo a mia volta. Poi mi son ripresa e mi son detta che se non avessi partecipato non avrei colto al volo l’opportunità di mettermi in discussione. Quante volte mi capita, nella quotidianità di dare il link di questo blog a degli amici che stanno cercando un’alternativa? e allora qui cosa cambia? così mi son buttata.
Non so quale possa essere la motivazione… se vuoi sapere la prima cosa che ho pensato quando ho letto il tuo post/invito te la scrivo subito.
“Accipicchia! come si fa a recensire il sito di Carlo, SUL sito di Carlo?uno che è qui, sulle sue pagine e poi legge il mio potrebbe avere la sensazione di essere catapultato giù da un burrone!”
Ebbene sì, lo ammetto, a questo punto sarei curiosa di sapere cosa ha fatto da freno!
Poi un’altra cosa.
Hai perfettamente ragione quando dici “si scrive per gli altri”. E’ vero, la scrittura è comunicazione, anche quando è un “diario segreto”. Lo sai che non mi ci ero mai soffermata su questo dettaglio? Perché si scrve un diario segreto? perché, segratamente, inconsciamente, si ha la speranza che qualcuno, trovandoselo tra le mani… lo legga e rompa il segreto. Ieri ascoltavo l’intervista di uno scrittore di cui nn ricordo il nome, che ha appena pubblicato il suo ultimo libro la cui storia prende spunto da un fatto reale accadutogli.
Stava camminando nel parco della sua città, quando il suo sguardo è stato attratto da un quaderno abbandonato sul prato. Guardatosi attorno, non ha visto nessuno, l’ha raccolto e lo ha sfogliato: conteneva le vicessitudini molto travagliate di un’adolescente. Con i dettagli del manoscritto l’autore ha trovato la ragazza e l’ha aiutata ad uscire dalle brutte situazioni in cui era intrappolata. Ma il fatto singolare è stato che questa ragazza, di proposito, ha disseminato altri sei diari in altrettanti punti della città nella speranza che qualcuno li trovasse e venisse in suo soccorso.
Cosa c’entra tutto questo con quello che hai scritto? è semplicemente la riprova che è vero,che effettivamente si scrive per gli altri, solo che io non ci avevo mai pensato a questa cosa!.. come vedi, è proprio vero che non si finisce mai di imparare!
Grazie anche per questo.
Ciao Carlo,
!
ho raccolto il tuo invito a leggere i lavori dei nove partecipanti al Copyblogger Festival.
Ottima iniziativa!
Dopo aver letto i nove lavori e aver votato (non dico per chi chiaramente!). Volevo condividere con te, con tutti i partecipanti al concorso e con i lettori del tuo blog alcune considerazioni.
Innanzitutto i miei complimenti ai partecipanti per essersi messi in gioco.
Una parte della mia attività come esperto in comunicazione (visual e copy) la dedico alla formazione per CFP ed aziende pubbliche/private. Una delle maggiori difficoltà che risconto in aula è quello di convincere le persone a mettersi in gioco. A volte anche la semplice richiesta di presentarsi risulta problematica. Forse è in questi termini che si spiega la scarsa adesione al concorso. Sono certo che la prossima edizione che Carlo proporrà avrà molto più seguito. Grazie anche a voi!
Detto questo vi scrivo le mie osservazioni/impressioni in merito a quanto letto/visto:
1) I titoli dei post! Come sicuramente Carlo vi avrà raccontato fino allo sfinimento il titolo è fondamentale. Deve essere d’impatto, emozionante, coinvolgente. Poche parole dritte al cuore!
2) Gli errori/orrori ortografici e/o morfo-sintattici. Capisco l’errore di battitura, magari quando si scrive per rispondere a qualcuno: si è di fretta, magari avete 10/20 mail/post a cui rispondere e non si ha il tempo di ricontrollare tutto. Ma quando scrivete per il vostro blog (o come in questo caso per partecipare ad un concorso di copywriting) ritengo sia penalizzante non rileggere attentamente e anche più volte ciò che state per pubblicare.
3) Per un blogger, soprattutto se ha intenzione di fare business con quest’attività, scrivere bene è un must. Saper comporre un testo utilizzando il giusto registro linguistico non è solo un “di più”. È di fondamentale importanza. Il lettore deve essere “trascinato” dalle vostre parole all’interno della storia che state raccontando. Se non riuscite in questo, dovete impararlo
4)Quanti secondi occorrono perché il visitatore del vostro sito si trasformi in una statistica negativa? L’accoglienza è fondamentale. Un sito deve essere graficamente accogliente. Alcuni mi hanno accolto, altri no!
Quello che mi è piaciuto è stato l’approccio differente che ognuno dei partecipanti ha posto nel rispondere alla richiesta del concorso: raccontando una storia, spiegando un concetto, divertendo.
Vorrei condividere con voi un concetto che spesso mi ritrovo a fare durante i miei corsi di scrittura creativa, business writing e di progettazione grafica. Quando si propongono esercitazioni (da svolgere a casa) sulla composizione di brevi racconti, piccoli testi pubblicitari o progetti grafici di comunicazione (come un invito ad un evento culturale, piuttosto che un poster per un film in uscita), spesso risulta difficile far comprendere a tutti che per ottenere un buon prodotto di comunicazione è necessario costruire la struttura comunicativa di un messaggio, attraverso una griglia compositiva. Ovvero prima di scrivere o disegnare, bisogna lavorare su una scaletta concettuale. La scaletta puntualizza alcuni fattori essenziali indispensabili per una corretta stesura del progetto: che cosa voglio dire? A chi mi rivolgo? Quale registro linguistico voglio adoperare? Quale forma espressiva darò al mio messaggio?
Facciamo un esempio pratico:
Vi è stata richiesta una recensione del sito casa-lavoro.it
1) Che cosa volete esprime è la prima questione da definire!
Cercate di riassumere in una frase ciò che volete dire.
Ad esempio qualcuno potrebbe dire: “il blogging-business è libertà”. Allora partite da questo concetto per costruire la scaletta del vostro pensiero. Potete utilizzare uno schema classico tipo: premessa – sviluppo della premessa – conclusione.
Quale è il vantaggio di costruire prima la scaletta di ciò che volete dire, anziché scrivere di getto il soggetto che avete in mente? È semplice, la scaletta offre alla vostra mente (e alla vostra creatività) la possibilità di plasmare quel concetto in più forme, senza fissarvi sul concetto stesso. Le idee sono come un liquido. Se vi concentrate troppo su di esse rischiate di non vedere come si possono plasmare sulla forma del contenitore che le contiene.
2) A chi vi rivolgete?
Altra questione essenziale. Se scrivete o “disegnate” per un pubblico di bambini (per esempio), dovrete adottare un certo stile, un centro linguaggio espressivo, il vostro vocabolario dovrà essere meno forbito e più amichevole.
3) Il registro linguistico sarà in questo caso più efficace se di tipo colloquiale.
4) La forma espressiva potrà essere, ad esempio una storia in cui dei personaggi fantastici scoprono come il bb possa liberarli dalle catene dell’opprimente società del lavoro in ufficio…
Definita questa scaletta sarà più facile comporre un articolo avvincente, che catturerà l’attenzione del vostro pubblico e non gli farà staccare gli occhi dallo schermo fino alla fine del vostro post.
Spero che questi spunti vi saranno utili.
Ancora complimenti a tutti per il lavoro svolto ed in particolare a Carlo per avervi dato questa bella opportunità.
Saluti
@ ester:
Condivido: anche un diario si scrive perché prima o poi sarà letto da qualcuno!
Grazie Ester di avere partecipato al concorso.
@ damu71:
Daniele, hai detto proprio bene.
Speriamo che il fascino della scrittura possa colpire anche i blogger.
Non aggiungo altro per il momento.
Ciao Damu,
non so se mi son persa qualche altro tuo commento seminato tra questi post, ma certamente per essere la prima volta che ti “incontro” su questo blog, mi tolgo tanto di cappello! intanto mi hai tenuta incollata fino alla fine e quello che dici è molto profondo, oltre che molto vero!
Mi rendo conto che ho ancora molto da imparare, ma questo non è un problema. Sono qui, no?
Due cose mi hanno colpito: “il pensiero è come un liquido” e la scaletta.
La prima frase mi ha colpita a getto, adesso la devo elaborare perché mi si son aperti un pò di “sportellini” nella testa.:)
La seconda la trovo molto pratica da usare insieme alla “griglia” che Carlo ci ha ampiamente esposto e spiegato all’inizio del percorso, oltre che in un suo e-book.
Queste sono le prime impressioni a pelle, certo che sei da rileggere e da tenere in considerazione.
@ Carlo
… possiamo sperare su una tua “recensione” a nostra volta sui nostri lavori?
adesso posso anche dirlo: ho fatto un esperimento! ( non è il termine più appropriato, ma rende l’idea) che però non ha dato i rultati che speravo. Al di là di questo, devo dire che è stata un’esperienza positiva perché ho potuto riflettere su molte cose che mi stanno facendo crescere, e questo è già di per sè un bel premio.
Mi riservo di spiegare l’arcano a “giochi” finiti
… un pò per uno in braccio a mamma!
Ciaooooo
Sono rimasto anche io un po’ deluso dalla bassa partecipazione all’evento!
Per me questo Concorso ha rappresentato un’occasione divertente ed insolita per raccontare le mie impressioni su di te, Carlo, e sul tuo lavoro.
Sono un novizio del Blogging e riconosco che la mia capacità di coinvolgere e catturare attraverso la scrittura di un post abbia ampi margini di miglioramento.
Proprio per questo ho voluto partecipare al concorso: più per il desiderio di ricevere un giudizio, un pensiero o una critica che mi permettesse di maturare e di fare esperienza, che non tanto la voglia di “Vincere”.
Il confronto aiuta sempre e solitamente, se fatto in modo costruttivo, lascia a tutti gl’interlocutori uno spunto per la riflessione.
Peccato non vi sia stata la partecipazione di decine o centinaia d’interessati.
Riguardo alla trovata del Concorso, Carlo, ti rinnovo i miei più sentiti Complimenti.
Ciao a tutti e alla prossima.
Beh, forse qualcosa la dirò. Ma solo dopo che si sono chiuse le votazioni!
@ Ernesto Carlo:
Sono daccordo con quello che dici. Del resto, è vero pure quello che dice damu71: le persone non vogliono esporsi. Hanno paura del giudizio degli altri. Poi ci sono quelli che non trovano stimolante la cosa, che non trovano un motivo valido per partecipare. Chi lo sa!?
Cmq, dopo di questo ce ne sarà un altro. Non dico il tema e la prova, ma sono convinto che coinvolgerà molto di più.
Sarà più divertente, più semplice e il premio… una vera figata!
@ ester:
!
Ti ringrazio Ester per il tuo apprezzamento.
Fortunatamente tutti abbiamo sempre da imparare qualche cosa. Altrimenti ti immagini che noia sarebbe la vita?
La scrittura è uno strumento per comunicare. Come la musica, la fotografia, la pittura, la scultura, l’arte in genere. Come tale segue delle regole di composizione. Ha una sua “logica” di funzionamento. È fondamentale conoscere queste regole, soprattutto se vogliamo comunicare qualche cosa ad altri.
Ma la comunicazione (e in generale le relazioni umane) è talmente complessa che a volte si fatica a comprenderne tutte le sfumature.
Perché amiamo scrivere e leggere?
Per comunicare qualcosa (lo scrivente) e per imparare qualcos’altro (il lettore). Scrivere e leggere sono attività che hanno come centro d’azione la sostanza, ovvero il concetto, il pensiero, che vogliamo scrivere o leggere.
Eppure, il più delle volte, è la forma con cui tale concetto viene espresso che attira la nostra attenzione: la forma più del contenuto. E questo è un dato di fatto.
Quante volte ti sarà capitato di leggere parole meravigliose che risuonavano nella testa come una sinfonia, eppure prive di significato (o quasi!). Mentre in altre occasioni avrai dovuto rileggere un pensiero più volte prima di riconoscergli il giusto valore, al di là dell’orrendo suono che quelle parole messe insieme producevano.
Mi spiego con un semplice esempio (magari due)!
Se ti scrivo: “L’eloquenza della figura manzoniana nel contesto letterario internazionale ha conferito, indiscutibilmente, un valore gergale alla parola scritta come mai prima si era visto. La capacità evocativa del poeta e romanziere è indiscutibilmente vivificante e capace di attrarre a sé tutta la potenza espressiva della cultura settecentesca […]”
Un testo magniloquente, ma se andiamo al “succo” del discorso che cosa volevo dire? Si può capire, forse, che apprezzo la figura manzoniana? Forse, ma non oltre!
Un po’ come quando si parla dello stile incomprensibile del “politichese”. Hai mai letto una legge? A me solitamente viene da chiedermi: “ma che stanno a di’?!?!” Eppure mai parole dovrebbero essere più chiare! (anche se in questo caso credo che l’intento doloso sia più che voluto!).
Prova invece a leggere questo:
scrittura=comunicare e arte=comunicare, scrittura e arte esigono regole soprattutto per condividere
con poche parole ho espresso lo stesso concetto iniziale di questo post. E se avessi usato qualche semplice simbolo (come si fa in matematica) la sintesi sarebbe stata anche migliore.
La mente, o meglio la sua struttura neuro-logica predilige questo modo di scrittura al primo. Ma la nostra mente psico-logica (qualcuno potrebbe dire la nostra anima) preferisce di gran lunga la prima.
Come al solito mi dilungo in interminabili soliloqui. Perdona la mia indole chiacchierona tipica di chi fa per tanto tempo formazione
@ Carlo D’Angiò:
Il blogger deve preoccuparsi della scrittura ed imparare ad “arrivare” con le parole. Altrimenti più che un blogger rischia di essere un blobber
.
Uno dei tuoi punti di forza è la tua scrittura: chiara, diretta, fascinosa, tant’è che risulta piacevole lascirsi condurre sul filo dei tuoi racconti.
E questo non lo dico io, ma gli utenti del tuoi blog, che sono di gran lunga i “giudici” più importanti.
Saluti e buon lavoro.
Daniele
@ damu71:
Grazie Daniele.
Direi che anche tu non scherzi. Mi piace molto la tua prosa. Perché non provi a scrivere qualcosa qui, su lavoro-casa.com?
Non si sa mai!!!
@damu
ma di che ti preoccupi…almeno tu, nei tuoi soliloqui, come li definisci, sai di cosa stai scrivendo… io a volte no!
scherzo!
Personalmente sono contenta che ci sia qualcun altro che commenta corposamente, mi da coraggio e mi consola di non essere l’unica.
Certamente mi rendo conto dei miei limiti, ma è proprio perché li sto identificando, che continuo a commentare come mi viene dal cuore, anche se forse sono un pò a rischio di non essere letta. Il fatto è che senza riscontri, ti devi arrangiare, sperimentare, quindi ovvio che da sola non sei obiettiva.
Per me commentare, oltre che una condivisione o meno a ciò che leggo, è un altro modo per apprendere. E’ lo stesso movente che ha esposto ERNESTO.
A volte provo anche la tattica dell’assurdo, cioè tiro fuori dal cilindro qualcosa un pò fuori dalle righe per sbloccare la situazione, ma… MACCHE’, niente da fare… continua a non muoversi nemmeno una foglia, nemmeno per dire “Dai Ester, oggi non avresti dovuto assolvere delle questioni off line?? Vai , per favore, cammina che viene tardi!” niente, nada de nada, calma piatta!
E va bhè! si vede che c’è un’altra lezione nascosta che devo imparare…
Per favore… ora che ci sei non sparire.
Grazie!
@Damu71:
Condivido le tue considerazioni in merito alle varie prove del concorso, sul titolo da dare al post e sugli errori grammaticali e di forma da correggere, se ce ne sono … ma per quanto riguarda il resto del primo commento e il secondo, sono d’accordo solo in minima parte con quello che dici.
Capisco che sicuramente tu avrai anni di esperienza professionale alle spalle per affermare ciò che dici sulle tecniche di scrittura e sui processi creativi, e questo non si discute, ognuno ha la propria esperienza alle spalle e segue il percorso che ritiene più giusto.
Ma da quello che scrivi ricavo l’impressione (puoi sempre correggermi se sbaglio) che tu abbia una concezione della creatività e dell’idea che scaturisce da un progetto come fosse uno schema logico e mentale precostituito da seguire sempre e comunque.
La mia esperienza invece (che sicuramente è diversa dalla tua) mi ha insegnato che la logica posta PRIMA dell’atto creativo uccide la creatività anzichè darle una forma ben definita.
Trovo l’IDEA in sè per sè troppo legata all’intuito e all’interiorità della persona per poter essere concepita come una questione esclusivamente mentale. E questo anche quando si tratta di scrivere l’articolo di un blog, pure a scopo didattico.
Io più che come un liquido sfuggevole la vedrei come una materia dotata di una vita propria dalle consistenze più disparate, ma comunque da addensare e definire solo in un secondo momento, ed ecco che allora qui le regole ci forniscono un aiuto davvero prezioso per fare risaltare al meglio il nostro lavoro.
Insomma, hai presente il big bang, l’esplosione primordiale che ha dato origine a tutto l’universo?
Ecco… in seguito all’esplosione iniziale, col passare delle ere i corpi celesti si sono disposti automaticamente in maniera tale che il più piccolo ruotasse sempre intorno a quello più grande, come in una sorta di gerarchia comunque da rispettare, secondo delle leggi naturali già preesistenti.
Quindi attenzione, non sto affermando che essere creativi (anche nel blogging business) significhi anarchia più totale!
Ma semplicemente che, almeno secondo il mio punto di vista, le regole nell’atto creativo sarebbero da far entrare in gioco DOPO e non anteposte, in ordine cronologico, prima di esso, pena l’annichilimento della sostanza e della vivacità dei nostri progetti.
Insomma, personalmente trovo il tuo metodo e il tuo punto di vista sulla creatività eccessivamente razionali, sicuramente ben applicabili ad un contesto esclusivamente lavorativo e commerciale di un certo tipo ma soffocanti e restrittivi se estesi anche all’arte in tutte le sue forme.
Aspetto con ansia una tua risposta in merito alle mie considerazioni!
Anticipo solo che potrei eventualmente risponderti con un pò di ritardo, dati i miei impegni di questi giorni.
Un saluto e a presto!
@ Carlo >/b>:
Ti ringrazio. E accetto volentieri il tuo invito!
@ ester:
A me piace il tuo stile. C’è molta energia e calore quando ti leggo. Qui, ma anche sul tuo blog che ho letto.
!!!
Molto dipende dalla passione che si ha quando si fa qualche cosa.
Tu ne hai certamente.
Poi c’è l’esercizio.
Leggere, leggere, leggere e
scrivere scrivere scrivere …
Penso che il tuo approccio Ester sia giusto…
Rompi lo schema e desta il dormiente
@ LadyV :
!!!
. Che ne dici? Sarebbe un momento di grande interesse per tutti i partecipanti del gruppo.
Ciao LadyV,
ho letto il tuo post e con piacere rispondo alle considerazioni che poni.
Ho trovato molto interessante l’esempio del Big Bang, come atto creativo di incontrollabile potenza e il gioco delle leggi universali della fisica come strumento di regolazione capaci di ridare equilibrio nel caos. Ma questo è un po’ quello che affermo nel mio primo post.
Il discorso, molto filosofico, richiederebbe una sede di dibattimento più opportuna. Almeno per me che necessito di molto più tempo per elaborare un pensiero scritto rispetto ad uno orale
Secondo me siamo molto più d’accordo di quanto tu non abbia trovato, ma il punto LadyV è un altro: hai mai provato una seduta di brainstorming prima di iniziare un lavoro? Oppure a plasmare la tua idea (una volta che l’hai messa a fuoco) seguendo una scaletta compositiva?
Te lo chiedo perché hai fatto un’affermazione che non ho compreso: “la logica posta prima dell’atto creativo […]”. Non è una questione di logica o di mente razionale, tanto meno di porre qualcosa prima o dopo qualcos’altro. Lla creatività è una componente essenziale del nostro logos. Nulla può uccidere la creatività. La creatività o c’è o non c’è. La puoi evocare, la puoi favorire, la puoi allenare, rafforzare, ma se in un dato momento manca (e puoi succedere per mille ragioni), non è perché adotti una qualche regola che essa muore.
Sono convinto che solo chi conosce bene una regola, possa permettersi di infrangerla riuscendo ad ottenere un effetto migliore!
Ma ti chiedo: per te Leonardo, Giotto, Raffaello, Michelangelo, Mozart, Monet, Beethoven (e posso continuare all’infinito) erano artisti?
Se per caso la risposta è si, allora credo che riconsidererai presto la tua opinione nei confronti di quanto affermato nei miei post. Alcuni di questi personaggi crearono nuovi teoremi compositivi, nuove regole, nuove strutture paradigmatiche. Senza che ciò limitasse la loro creatività. Anzi, queste regole hanno attestato la loro genialità.
Precisazioni a parte, i miei erano dei suggerimenti, delle tracce di lavoro. Qualche cosa da sperimentare qualora uno avesse la sensazione di non riuscire a trovare una strada diretta. Potresti provare. Magari scopriresti qualche cosa di utile ed interessante. Potresti, poi, anche raccontarci, magari in un tuo post (che certamente Carlo sarebbe lieto di pubblicare anche qui) quale approccio hai durante la fase di ideazione e stesura di un tuo lavoro. Insomma potresti raccontarci un po’ del tuo lavoro
Un saluto a tutti.
Buona notte.
Daniele
Anche io penso che ci sia un malinteso. Non ho letto nelle parole di Daniele uno schieramento della “logica” contro la “creatività”.
Egli parla di “scaletta concettuale”; LadyValkan di “materia primordiale”. Forse l’unica differenza sta proprio nel valore che si attribuisce al metodo e non al concetto.
Attenzione, perché ora mi lancio in un volo difficile. Non capita spesso che lo faccio in pubblico. Ma può essere divertente (e speriamo anche decoroso).
Dunque, il “brainstorming” è indicato come il metodo per far nascere delle idee. Si dice “tempesta di cervelli”, ovvero, un gruppo di persone che con le dita nel naso si fanno uscire il fumo dalle orecchie a sparare minchiate senza senso che poi vengono riviste e selezionate in funzione dell’obiettivo da raggiungere.
E’ creatività? Forse! Ma c’è metodo!
Solo che il brainstorming oggi somiglia molto di più a un impegno creativo intenzionale che non al pensiero creativo puro.
C’è differenza!
Quando segui intenzionalmente “l’idea di un’idea” soffochi la fase dello sviluppo sregolato, alla cieca, che più propriamente si addice al brainstorming di tipo primordiale. Inoltre, che da un fermento di osservazioni possa emergere un’idea utile è una nozione valida, ma è molto meno valida laddove la novità non è, di per se stessa, un valore sufficiente.
Ci serve la novità? O l’idea utile?
Si potrebbe chiedere ugualmente se vale ancora la pena di parlare di brainstorming allo stato puro o di “brain-sailing” (veleggiare col pensiero) per indicare un processo intenzionale controllato in base al quale possiamo cambiare rotta quando vogliamo, anziché essere sbattuti qua e là in una tempesta (storm) o da un’esplosione (big bang).
Ho esagerato! Lo ammetto. Ma questa discussione mi piace. Era da tempo che non se ne faceva una così.
Chissà che i concorrenti del Copyblogger Festival non vogliano aggiungere qualcosa di interessante.
@ Carlo :
Bello il tuo intervento. Molto stimolante, ricco di suggestioni e spunti.
Piacerebbe anche a me sapere cosa pensano i partecipanti al concorso Copyblogger sul concetto di creatività; e se, e come hanno utilizzato la creatività durante questo concorso.
Cosa ci raccontate Ester, LadyV, Ernesto, Lorenzo, Omar, Marco, Adele, Sergio, Emanuela? Vorremmo sapere cosa ne pensate.
Se non sapete da dove incominciare potreste rispondere a questa domanda: “per me creatività vuol dire…” oppure “per me la creatività è…”.
Rimaniamo in trepidante attesa
Saluti.
Daniele
@ damu71:
Ottima domanda.
Ma facciamone una discussione completa su un post a sé. Eccolo: “Cos’è la creatività?”
Continuiamo dall’altro lato.
Ora si’ che la cosa diventa divertente!
I vari commenti hanno pian piano fatto nascere un qualcosa di piacevole, una condivisione di punti di vista ed un sano scambio di opinioni…
Ora sono catturato dal tema “Creativita’”.
Stavo uscendo per andare al lavoro ma a questo punto… decido di dedicarmi un po’ di tempo.
Come posso astenermi da questa occasione?
Come posso fingere di non essere trascinato, coinvolto, interessato,
imbarazzato ed incuriosito da un argomento come questo?
Corro a leggere il nuovo post…
Eccomi qui a rispondere, seppur con un pò di ritardo come avevo anticipato, dati gli impegni di questi giorni che mi costringono a connettermi poco.
@damu71: a quanto pare ho frainteso il senso del concetto che intendevi esprimere, e cioè avevo inteso che tu volessi anteporre la logica alla creatività più allo stato brado… a volte si vogliono esporre gli stessi concetti e ci si fraintende perchè lo si fa in modi differenti!
E in questo senso Carlo è riuscito a fare chiarezza tra i due nostri punti di vista, facendoli avvicinare come per magia.
Ti dirò, ho usato nel corso del tempo diversi metodi per dare la giusta forma alle mie idee, a volte me ne sono inventata di miei, altre volte usando cio che mi era stato insegnato, e i risultati sono variati a seconda del tentativo e del momento.
Ad esempio, il brainstorming, a cui ho peraltro fatto ricorso diverse volte, è una tecnica davvero straordinaria che permette
di incanalare i processi creativi nella direzione e con la forma giusta.
Anche se, come dice giustamente Carlo, col brainstorming creiamo intenzionalmente ponendoci un obbiettivo, rispetto a quando
ci viene un’idea, una sola, improvvisa, a cui poi dobbiamo dare una forma successivamente con metodi differenti.
Più volte infatti mi sono ritrovata a pensare “se ce l’avessero insegnato a scuola il brainstorming…” eh si, avrei
certamente eseguito più volentieri i compiti di progettazione che mi assegnavano all’istituto d’arte.
La scaletta compositiva mi trovo molto meglio ad usarla per scrivere gli articoli che ho postato qui in passato (e di sicuro
la userò per gli articoli che scriverò sul mio futuro blog) piuttosto che per un disegno, una composizione musicale o un
progetto dal taglio più grafico.
In questo caso mi troverei parecchio a disagio, perchè trovo che il disegno richieda un approccio più immediato alle proprie risorse creative. Qui trovo sufficiente individuare il fulcro centrale dell’idea (es. appunto il blogging business è libertà, come ho fatto per il lavoro di questo concorso) e da lì aspettare l’ispirazione, e in genere per me funziona.
Credo anche che i metodi da applicare in questi frangenti siano, alla fine, adattabili alla personalità di ciascuno di noi.
E’ giusto essere elastici in questo senso! Quello che conta, infatti, è il risultato finale.
@Carlo:trovo che tu non abbia affatto esagerato, anzi, hai fatto si che la discussione si sviluppasse in maniera molto più ampia, ponendo addirittura la domanda sotto forma di post e spingendoci a riflettere su cosa sia la creatività per ognuno di noi.
Per quanto riguarda la mia risposta in merito, risponderò dall’altra parte entro domani, purtroppo ho dovuto riscrivere
e ora devo proprio scappare.
questo commento ben 2 volte perchè mi si era spento il computer,
Nel frattempo saluto calorosamente tutti e a presto!
Ps: Damu, per quanto riguarda l’articolo che mi hai consigliato di scrivere sul mio approccio alla creatività… ci penserò seriamente su!
Grazie ancora e alla prossima!