
A.S.: leggi attentamente. Quello che ti sembra di capire all’inizio non è quello che avrai capito alla fine.
Quante volte hai pensato al Natale e hai provato una grande gioia all’idea di quello che avresti fatto durante quei giorni? E quante volte quei giorni sono passati lasciandoti dentro una specie di disincanto?
Mi riferisco a quella sensazione di felicità che comincia a crescere nei primi giorni di dicembre e che ti gira intorno come un turbinio immaginifico di piccole emozioni, ma che non è la felicità. È piuttosto un desiderio o un’attesa di felicità, qualcosa che speri possa succedere. Ma non è la felicità.
Milioni di persone ogni anno ripetono questa liturgia del disincanto. All’inizio ci credono. Ci vogliono credere, cazzo! Si lasciano coinvolgere dal vischio e dalle note di jingle bell e confidano nel fatto di essere parte di quelle immagini di gioia proiettate dalla pubblicità, dalle vetrine e dalle strade addobbate riccamente.
Ma il Natale passa, e tranne per le abbuffate di dolci e di frutta secca, quelle persone si accorgono che non è successo proprio nulla, che la loro vita non è cambiata di un millimetro e che le luci, i colori e tutto il resto sono decisamente più belli nella pubblicità.
Ora ti chiedo di prestare più attenzione, perché mi rendo conto che questo tipo di premessa potrebbe farti credere che io non sia felice del Natale o che voglia dissacrare la magia di questo momento. Ma non è così!
Al contrario, penso che il Natale, indipendentemente dalle sue connotazioni religiose e dal grande compromesso storico da cui è nato, rappresenti un’occasione formidabile per recuperare un po’ di pace autentica e portare alla luce quella parte sana e spirituale che ognuno di noi è costretto a bistrattare per ragioni di sopravvivenza.
Il Natale esiste, ma pochi hanno la fortuna di cogliere la magia che si compie al di là delle luci e degli addobbi. Pochi arrivano a gennaio portandosi dietro una gioia ancora più grande di quella che si alimenta confusamente durante l’attesa del Natale.
Ecco il senso del mio discorso. Esiste una felicità vera e una immaginata. La prima rimane, perché si impregna nel cuore e nella mente e lascia un segno indelebile di crescita. La seconda, invece, svanisce insieme alle luminarie delle strade e dei negozi, perché è solo un’immagine, spesso incoerente con il sistema di vita e di valori di chi la percepisce.
Io quest’anno ho avuto la fortuna di vivere forse il Natale più bello di tutta la mia vita. Un Natale indimenticabile, ricco di emozioni nuove e di esperienze straordinarie di cui farò tesoro per tutti i giorni della mia vita.
A cominciare dai miei figli, che sono diventati più grandi e che mi hanno permesso di esplorare un nuovo modo di comunicare con loro e di accedere a un livello superiore del nostro rapporto.
Sembrava il mio primo Natale. Tutto era inebriante. Le luci, i colori e gli addobbi erano molto più belli di quelli della pubblicità e facevano da sfondo alla magnifica esperienza dei piccoli gesti, di uno scambio di auguri, di un momento per stare insieme anche con una telefonata, una chat o un messaggio di posta elettronica.
Ma forse, per alcuni versi, è stato veramente il mio primo Natale. Quello con i lettori del gruppo premium, per esempio, che mi hanno chiamato o che mi hanno scritto per gli auguri e per condividere un momento sincero di amicizia.
Non lo hanno fatto con i messaggi automatici. Non hanno usato le frasi fatte. E non hanno scelto un broadcast come quelli che mi sono arrivati dai colleghi e che – non me ne vogliano – facevano letteralmente vomitare per l’ipocrisia del gesto e del messaggio di cui si facevano portatori.
Niente di tutto questo. Niente di costruito. Ma solo la genuina voglia di prendere il telefono e di dire
“Carlo, questi pochi secondi sono per me e per te. Sono per noi. Tanti auguri di buon Natale”.
Ecco, porto nel mio cuore questi ricordi. Sono ricordi semplici, come quello di quando ero seduto vicino al camino con mio padre e mi hanno chiamato almeno un paio di amici del gruppo premium.
Eravate voi. Eravate con me e con mio padre che ha chiesto di voi. Eravate lì per pochi minuti, in quella stanza, sotto quelle luci e quegli addobbi. Eravate con me. Ed è stato grande.
Vi ringrazio, perché con voi sono cresciuto e ho imparato che se anche il Natale dovesse essere solo questo, ovvero, un momento per sentire la voce emozionata di un amico, allora vale veramente la pena di aspettare un anno intero perché tutto questo possa succedere.
_______________
|
Come Guadagnare i tuoi primi 100 mila € con un blog In allegato altri 4 eBook + 14 video training sul blogging business Acquista oggi la tua copia |






Carlo Carissimo, ho letto con emozione ed un senso di “sintonia” il tuo post. Il Natale, quello vero, è questo. Non mi faccio sentire da un pò, perchè sto lavorando molto, molto intensamente ai progetti che già conosci. Ma credimi, ti penso spesso perchè il tuo ruolo nella mia crescita personale è stato determinante. Un cordiale abbraccio a te ed agli altri iscritti al Gruppo Premium, con l’augurio di continuare a vivere con questo spirito l’intero periodo natalizio, l’inizio del nuovo anno, e (perchè no?) le piccole grandi cose della vita di tutti i giorni, quando le luci del Natale si saranno spente.
Adele
Non è molto che ci “conisciamo”, ma più leggo i tuoi articoli e più ho voglia di leggerne degli altri perchè, oltre ai contenuti di inestimabile valore qualitativo, riesci a farmi emozionare.
Auguro di cuore a te ed alla tua famiglia un 2010 “favolastico”, un po’ favoloso ed un po’ fantastico.
Andrea
Grazie Carlo per questo post davvero stupendo… questo è davvero capire e comprendere a fondo il vero senso del Natale.
E’ fare degli auguri fatti col cuore, al di là delle solite sterili ipocrisie di facciata, rivolgere il proprio pensiero (per davvero) alle persone a cui si vuole bene…
Ma io vorrei aggiungere una cosa (una riflessione personale in base a come io ho vissuto questi giorni): è anche l’occasione per riflettere su se stessi e su come ci comportiamo con gli altri, e se alcuni dei nostri peggiori difetti possono o meno aver ferito le persone che amiamo di più, più o meno intenzionalmente…
Non fraintendere, questo al di là dei soliti moralismi andrebbe fatto tutti i giorni; ma io in particolare questo Natale, mi sono resa conto di come a volte agiamo sconsideratamente senza pensare a come potrebbero prenderla gli altri… quindi il mio messaggio è questo: amare se stessi e gli altri sempre e il più possibile…
Perchè a volte, dopo certe nostre azioni, una volta che ci rendiamo conto di quello che abbiamo fatto, potrebbe essere troppo tardi e la fiducia dei rapporti già minata.
Detto questo… Un caro saluto a tutti e ancora tanti auguri per il proseguimento di questo periodo di feste,
Lady
we caro!


Spero che tra i messaggi ipocriti dei colleghi non ci fosse anche il mio!
Anche se non ci siamo sentiti, penso che tu sappia che ti voglio sempre bene!
Io apprezzo molto quando mi chiamano o mi messaggiano per gli auguri, ma so anche che non c’è bisogno di queste manifestazioni per sapere che qualcuno mi vuole bene!
Comunque sto sempre aspettando una tua telefonata in un momento in cui “sei meno impegnato”!
1abbraccio forte e tanti auguri, amico mio!

Josè
@ Jose’ – Laboratorio InfoProdotti:
Perché ti sei sentito chiamato in causa? I tuoi messaggi non mi hanno mai dato fastidio.
Ma indipendentemente da questo, il mio è un consiglio che ciascuno è libero di prendere in considerazione o meno.
Ci sono dei momenti in cui è meglio deporre le armi del marketing e dare spazio solo ai sentimenti veri. Il Natale mi sembra uno di questi momenti.
Tanti auguri anche a te Josè. Un abbraccio forte.
PS: ci sentiremo presto.