Negli ultimi tempi è aumentato il numero delle persone che mi chiedono di aiutarle a mettere in piedi un valido sistema di blogging business avanzato.
All’inizio erano solo quelli più giovani, privi di qualsiasi esperienza lavorativa, ma decisamente bravi a capire il modello e a metterlo in pratica. Poi sono arrivati i lavoratori, quelli da stipendio, stanchi di fare le corse per arrivare a fine mese. E da ultimo i professionisti e gli imprenditori tradizionali.
Così, la gamma degli utenti di lavoro-casa.com in meno di due anni si è estesa fino al punto da avere insieme giovani studenti, blogger, padri di famiglia, artigiani, impiegati pubblici, consulenti, avvocati, commercialisti, ingegneri, imprenditori del terziario, musicisti, formatori di PNL etc. etc..
L’idea di lavorare da casa, di avere più tempo libero per sé e per la famiglia e di generare profitti in modo automatico o semiautomatico, non solo piace, ma comincia a essere un obiettivo visibile e concreto, da prendere in considerazione come passo imminente.
E il fatto di sfruttare il blogging business avanzato, ovvero, un sistema che non punta semplicisticamente al guadagno, ma alla creazione di una struttura sostenibile a basso costo basata su una community di lettori/clienti, rende l’idea ancora più intrigante.
Ma perché sto parlando di questo? Per il semplice motivo che diversi lettori mi hanno chiesto di sapere se è possibile e quanto costa un mio coaching a domicilio.
Cosa?
Anche io all’inizio sono rimasto basito. A domicilio significa che devo venire a casa tua, ovunque essa sia. E messa così su due piedi questa cosa mi ha spiazzato.
Poi però ci ho pensato. E l’idea di prendere un camper e di andare a conoscere i miei lettori in giro per l’Italia mi piace moltissimo.
Del resto, si sposa perfettamente con il mio modello di lavoro da casa e con i miei obiettivi, perché si tratta di fare quello che voglio, ciò che mi piace, e nel contempo di aiutare fisicamente la mia community a impadronirsi delle strategie e delle tecniche di blogging business avanzato.
L’idea dunque è quella di offrire un servizio di coaching a domicilio, di andare direttamente a casa delle persone che ne fanno richiesta, di addestrarle sul campo (sul loro campo) e di trasformare contemporaneamente quello che hanno in una potente struttura di blogging business avanzato, installando, implementando, modificando e in-formando.
Non ti devi spostare, non devi sostenere costi di pernottamento e non devi limitarti a seguire un seminario che offre contenuti per tutti. Il coaching a domicilio è solo per te, direttamente a casa tua, con contenuti esclusivi e personalizzati.
Un giorno, due, forse tre. Non importa. Il camper di lavoro-casa arriva fin sotto casa tua. E se ne va solo quando il tuo blog è completamente pronto a generare guadagni automatici.
A me sembra un’idea strepitosa, decisamente originale, perché nessuno lo ha mai fatto. Ma prima di organizzare il calendario e i dettagli di questo servizio, vorrei sapere tu come la pensi.
Ecco perché ho preparato un piccolo sondaggio. Se ne hai voglia, lascia pure il tuo voto qui sotto.
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Photocredit: l’immagine è stata presa da Google e fotoritoccata
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Bellissima idea Carlo! Ma ciò non ti ruberebbe un sacco di tempo e costi?
@ krikko1989:
No, perché con un portatile e una connessione io posso lavorare ovunque, a casa mia, nel camper o mentre faccio coaching a domicilio. E’ fantastico!
Ciao Carlo, bentornato! Cavoli che idea eccezionale…
Ti ci vedo col camper a fare blogging business in giro per l’Italia! 
Da un cliente all’altro… Swooosh!
non ci credo!!!



alla fine te lo sei preso!!!
GRANDE!!!
L’idea per me è STRA-ORIGINALISSIMA!!!
Il solo ritorno di immagine per essere il primo al mondo a fare una cosa del genere ti ripagherebbe qualsiasi sforzo (anche se inizialmente le richieste dovessero essere pochissime), quindi hai il mio placet!
Hai una delle menti + fervide che girano sull’etere, complimenti!
1abbraccio
Josè
@ Josè
No, non l’ho ancora preso, ma ci manca poco.
In ogni caso, lo noleggerei volentieri per avviare un tour di coaching a domicilio.
Ma se diffondiamo troppo i segreti del blogging business avanzato e tutti lo utilizzeranno, non è che poi tornerà ad essere più remunerativo ed interessante il lavoro tradizionale?
Scherzo, naturalmente!
l’idea del camper è veramente eccezionale!
io in passato avevo pensato ad un camper per i servizi che offro..
ah!

malandrino!
mi avevi ingannato con un fotomontaggio!
Cmq sembra il camper del Dr Stranamore!
Ciao Carlo!
Come sempre sei avanti!
Io l’ho visto quel pezzo di carta datato 7 Aprile, giorno del tuo compleanno!
Prima o poi riuscirai a prendertelo, e io sarò un tuo cliente a domicilio.
Un abbraccio!
e quando cominciamo??????
@ mario santostefano:
Se, come vedo, i miei lettori sono interessati a questo servizio, cominciamo presto. Penso a giugno.
@Josè
Ma non ti ho ingannato io, forse è stata la tua fiducia verso di me. Vedere quel camper è ciò che ti aspetti, perché sai che sto lavornado su questo.
Un abbraccio
Caro Carlo,
)))
che fosse un fotomontaggio me ne ero accorto… ma l’idea è eccezionale!!!
Sei un genio!
Visto però che non mi chiami mai, mi sa che dovrò essere il primo a usufruire del servizio!
Sei veramente geniale hai una creatività mostruosa!!!!Stai avanti anni luce complimenti per il coraggio e l’iniziativa non come noi che barattiamo il nostro tempo e la libertà per pochi spiccioli!!Occorre una rieducazione totale delle nostre vite specie quelle di noi giovani!!!!sono gli esseri come te che mi danno fiducia anche se servono le palle (scusate il francesismo) per cambiare veramente la nostra vita
Semplicemente fantastica l’opportunità….
mi rimane una sola domanda prima di urlare “prenotami una sessione di coaching”… quali saranno icosti previsti per il servizio?!?…
Da bravo genovese
A presto
@ zio71:
Beh… ci saranno dei costi, questo è certo. Ma francamente non ci ho ancora pensato.
Prima voglio tracciare l’area geografica di spostamento e individuare il numero dei coaching vendibili (max 7/8) in rapporto alla durata del tour .
Qui ho voluto solo capire se il servizio interessa ai miei lettori. Dopodiché studierò un’offerta equa per tutti.
Caro Carlo, credo di essere l’unica voce fuori dal coro, ma nonostante la geniale idea (davvero stile “Stranamore” che tanto ebbe successo negli anni 90) io, per dirla alla Venditti in Bomba o non bomba “disapprovo il passo”
Questa mossa andrebbe clamorosamente a sconfessare tutto quello che stai predicando: evangelizzare il lavoro da casa in pantofole e tuta da jogging mentre, al contrario, si è in giro su un camper a sbattersi facendo centinaia di chilometri, vivere in autogrill e dormire in branda è un po’ contraddittorio.
La vedo difficile poi a livello di costi: benzina, intervento a domicilio, vacazione, insomma, verrebbe a costare davvero un patrimonio a chi ne fosse il fruitore per consentire a te di NON rimetterci. Per non parlare poi della famiglia (se prendesse piede la cosa vivresti da nomade!). E poi sorrido quando dici “se ne va solo quando il tuo blog è completamente pronto a generare guadagni automatici”: è una promessa assai rischiosa! Se ci volessero solo 3 giorni per rendere un sito una macchina da soldi la vita sul web sarebbe facilissima. Se pensi che solo con il SEO per avere risultati di un cambio di strategia te ne accorgi dopo una settimana..
Insomma, dopo questa abbondante “pars destruens” veniamo alla “pars costruens”: perché non proponi invece l’installazione di un client di TEAM VIEWER (vado a memoria, mi pare si chiami così) alle persone interessate ed instauri un bel coaching ONE2ONE con possibilità tua di poter intervenire sul pc del tuo cliente come se stessi lì? In questo modo avresti la possibilità che ti offre già Skype del riscontro visivo ma avresti l’enorme valore aggiunto di poter smanettare sul computer remoto.
Riflettici, caro Carlo, siamo nell’era di Nicholas Negroponte.. SPOSTIAMO BIT, NON ATOMI!!!
Con affetto
Alessio
@ palmy69:
A volte non so se il tuo spirito di contraddizione sia autentico e, come tale, genuino, cioè da prendere così come viene, come una sorta di reflusso spontaneo della tua mente; oppure, sia la risultante artificiosa di una serie di sovrastrutture di ragionamento in cui si perde la visione più semplice delle cose.
Proviamo a dissertare sulle tue considerazioni. Cominciamo da quella secondo cui questa mossa andrebbe “clamorosamente” a sconfessare il mio modello di vita.
Il camper non è scelta sacrificale. E la vita da camper non è quella di un soldato di leva. Al contrario, si tratta del mio sogno più grande, mio e della mia famiglia. E andare in giro per l’Italia (o per il mondo) a visitare luoghi e a conoscere persone e culture nuove credo che sia tra le più elevate forme di libertà che un uomo possa conoscere durante la sua breve permanenza su questa terra.
E se fosse solo questo ciò che riesco a ottenere dal mio blogging business, mi riterrei pienamente soddisfatto e ringrazierei il cielo ogni giorno per avermi dato la forza di cambiare la mia vita da professionista tradizionale a blogger che se ne va in giro col suo camper.
Ma anche sul concetto del “lavoro da casa”, la tua visione è molto diversa dalla mia. Infatti, se per te si tratta (solo) di stare a casa in pantofole o in tuta, riducendo il tutto a un’immagine e confinando il modello nello spazio fisico della casa, per me significa godere della libertà e del comfort dell’ambiente domestico e familiare, valori che vanno al di là dell’abbigliamento e che attengono al benessere che ne ricavi ogni volta che fai semplicemente quello che ti piace fare, ovunque accada questa magica liturgia della libertà.
Vuoi un’immagine diversa ma ugualmente rappresentativa del lavoro da casa? Eccola, è la mia.
Sono sulle rive di un lago nel mezzo delle montagne. Tutt’intorno gli uccelli che cinguettano tra i rami degli ontani maestosi e dei pini. È primavera. E il sole rischiarisce le tinte ambrate dei peschi che si intravedono tra le colline. Nell’aria si respira il profumo della lavanda e dei mirtilli, e si possono riconoscere, portate dal vento, le voci starnazzate degli aironi che approdano per la buona stagione nelle prossimità degli stagni e dei laghi. Mia moglie prepara il caffè, mentre io, seduto all’ombra del camper, continuo a scrivere sul mio portatile, anche se ogni tanto devo dare un occhio ai ragazzi che giocano insieme a Rovigio (il mio cane) nella brughiera antistante.
Ti piace?
Riguardo ai costi, quelli ci sono a prescindere. Ma vedrai che la mia offerta saprà accontentare tutti.
Poi c’è quella che tu consideri una “promessa rischiosa”. Cosa è rischioso? Dire che in tre giorni metto in piedi il tuo blog bello e pronto per generare guadagni? Non lo consideri possibile? Non credi che io possa in tre giorni installarti un WordPress con un template estremamente professionale e con tutti i plugin di cui hai bisogno, compresi quelli delle aree riservate per la tua membership, e formarti nel contempo su tutto quello che devi fare e che oggi non sai fare? Davvero non ci credi? E allora mettimi alla prova.
E lascia stare il SEO, è solo una nostalgica citazione di chi ancora cerca negli acronimi un modo per dire qualcosa.
Infine, riguardo all’help desk con TEAM VIEWER, è una soluzione che già pratichiamo da anni con ottimi risultati. Ma una cosa è l’help desk, un’altra cosa è stare insieme per tre giorni. Il plusvalore del coaching a domicilio è dato proprio dal fatto di condividere momenti ed esperienze che non passano da Skype o da TEAM VIEWER.
Spero di averti risposto, anche perché noi spostiamo idee e risorse e niente altro.
Un abbraccio.
Carlo D’Angiò ha scritto:
Caro Carlo, non ho alcun motivo per non essere “autentico” con te.. non me ne viene niente, anche perché (volutamente e, aggiungo, differentemente da altri tuoi lettori che evidenziano molto bene il proprio sito web) non è possibile risalire a nulla che mi riguardi attraverso il tuo sito e perché detesto le persone che creano polveroni solo al fine di convogliare traffico verso “casa propria”.. (della serie “vediamo un po’ chi è questo qua) quindi già su questa tua affermazione mi sento un po’ offeso perché non credo di meritarla.
Carlo D’Angiò ha scritto:
Se è un tuo sogno è un conto. Ma non puoi dire, in generale che sia una scelta di vita “comoda”.. per me ad esempio, vivere in un camper costituirebbe una punizione:-) ma qui ognuno è libero di pensarla come crede. Non voglio accendere un inutile e sterile flame su questo punto.
Carlo D’Angiò ha scritto:
Ecco, qui fraintendi completamente quello che intendevo dire. Ho usato il termine pantofole perché tu stesso lo hai adoperato in tantissimi post (basta digitare questa parola sul tuo sito e premere “cerca”) ma lungi da me dargli una valenza DECLASSANTE! Per cui anche qui non capisco la tua frecciata.. pensa che io la considero UNA FORZA e non una debolezza quella di poter stare comodamente a casa e lavorare addirittura in mutande!!
Carlo, su questo siamo sulla stessa lunghezza d’onda, non vedo il motivo di una difensiva e non ho bisogno della metafora del lago e della montagna perché (RIPETO) la penso come te!
Carlo D’Angiò ha scritto:
Diciamo che ho forti dubbi che bastino solo tre giorni anche perché puoi avere tutta la strategia vincente che vuoi in testa ma poi devi fare i conti con i contenuti (scusa il gioco di parole) da inserire nel blog e con la faticosa creazione di una lista di fan disposti a seguirti (lo scrivi tu stesso nel tuo libro “The Gold is in the list”, a pagina 42). Bastano solo tre giorni per ottimizzare un sito in grado da attirare l’attenzione di 50-60 Premium Members disposti a darti un tot al mese per seguirti?! Secondo me non è solo una questione di template vincente, di grafica accattivante e di plugin fico che ti permette di gestire le iscrizioni a pagamento. E’ tutta una strategia di “confezionamento” che puoi si, insegnare, ma che poi ciascuno deve digerire con le proprie tempistiche e con la quale deve “sbatterci” la testa per tanto tempo prima di raccogliere frutti duraturi..
Carlo D’Angiò ha scritto:
Beh, sottovalutare il SEO oggi (nota bene: non sto parlando di Adwords..), in un business che abbia a che fare con il web (e quindi con Google ed i social network, che piaccia o meno) significa, a mio modesto avviso, non aver alcuna chance di successo. Puoi avere i contenuti migliori del mondo ma se non li strutturi in modo da renderli indicizzabili e far loro risalire la difficile china dei motori di ricerca, non potrai mai renderli fruibili alle persone che li cercano. “Nostalgica citazione”? E’ QUANTO MAI DI ATTUALITA’! E’ il presente, con cui oggi si devono fare i conti, caro Carlo!!
Mi premeva questa replica, anche perché, a parte la questione del SEO su cui siamo abbastanza distanti, mi sembrava un po’ eccessiva la tua reazione rispetto ad una mia amichevole presa di posizione contraria alla tua. D’altra parte se non ti stimassi semplicemente smetterei di seguirti e non perderei tanto tempo a scrivere no?
Salutissimi
Alessio
@ palmy69:
Non me la sono presa. Mi meraviglia che lo stia facendo tu.
Il camper piace a me, appunto! Perché ne stiamo parlando come un’imposizione a qualcuno?
Le pantofole sono una mia immagine; ne aggiungevo delle altre per farti capire quanto amo il camper. Tutto qui!
Non è rischioso per me dirti che ti “impianto” tutto quello che ti serve per fare blogging business. Contenuti, liste e quant’altro… penso che nessuno abbia capito che li facevamo in tre giorni.
Il SEO rimane una nostalgica citazione di chi ancora cerca negli acronimi un modo per dire qualcosa. E, aggiungerei, di chi non conosce il blogging business di lavoro-casa.com, che – attenzione – non sottovaluta l’indicizzazione e il posizionamento, ma che non ci perde molto tempo, perché ci sono gli strumenti che lo fanno per te.
Per concludere, non te la prendere se a seguito di tue affettuose provocazioni a volte non si ha il tempo per scrivere tutto quello di cui c’è bisogno per farti capire senza offenderti.
Il tuo commento meritava una replica. Perché hai aperto questioni che non potevano rimanere lì, senza un approfondimento. Poi però capita che per rispondere nel merito, non si abbia lo spazio e il tempo per salvare il protocollo.
Lo so che mi sei vicino. E anche io lo sono a te. E credimi, non volevo affatto offenderti. Anzi, mi scuso se l’ho fatto.
Un abbraccio
Carlo
Nessun problema Carlé:-) Tanto lo sai che mi dovrai far mangiare un bel po’ di mozzarelle di bufala quando passerò dalle tue parti:-)
Basta capisse..
Cià
Ale
@ palmy69:
.
Vuol dire che quando comprerai il mio servizio di coaching a domicilio, te le porto col camper… le mozzarelle