Idee per Fare Soldi

Un ebook di 48 pagine che ti aiuta a capire molto semplicemente come fare soldi con internet. Puoi scaricalo subito sul tuo PC.

 

picture

[Politics Blog] Come vincere le elezioni

Anche se i politici non leggeranno mai questo blog post, perché pensano che ciò di cui hanno bisogno non lo trovano su internet o perché affidano ad altri la rassegna stampa che li riguarda, non possiamo ignorare il fenomeno del blog marketing applicato alla politica e, quindi, tacere sulla possibilità di dare un contributo importante  alla complessa dinamica delle relazioni elettorali e della costruzione e della promozione dell’immagine del candidato, prima, e del deputato o consigliere eletto, dopo.

Il successo elettorale del movimento di Beppe Grillo ha fatto riflettere molto sull’uso del web come strumento di promozione. Ma il dato più significativo delle elezioni amministrative di marzo 2010 è rappresentato dai non votanti.

La defezione ha sfiorato il 40% a livello nazionale. Il che significa che mentre le coalizioni vantano un consenso più o meno importante, l’unico partito ad avere la maggioranza sugli altri è stato quello del non voto.

E anche se i giornali interpretano il fenomeno sempre in chiave nostalgica, parlando ora di un’astensione attiva dei militanti, ora di una protesta proclamata e consapevole, l’unico dato veramente importante è che il rapporto tra la politica e i cittadini si sta completamente annientando.

Il 40% diventerà presto 45 e poi 50 e così via. Gli esperti continueranno a parlare di elettori disillusi che protestano con il non voto. Ma la verità è che la quota degli astensionisti è formata in gran parte da una nuova generazione che non ha la minima idea di cosa sia un partito o la politica.

Quanti ragazzi dai 18 ai 25 anni hanno mai sentito parlare di De Gasperi o di Berlinguer o hanno fatto militanza nelle sezioni di partito, a discutere sul titolo di un volantino o a raccogliere le firme per la presentazione delle liste?

Quanti di loro comprano il giornale la mattina per saperne di più sulla manovra finanziaria del governo o per conoscere gli ultimi dati in materia di PIL (Prodotto Interno Lordo)? Quanti di loro sanno cos’è il PIL?

Quello che voglio dire è che siamo di fronte a una nuova generazione di cittadini, una nuova classe di persone che non ha alcun interesse per la politica, semplicemente perché la politica non ha alcun interesse per essa.

I nuovi elettori amano il progresso come fattore di benessere e di trasparenza, i politici non amano la trasparenza. I nuovi elettori usano la rete per comunicare, i politici usano ancora il pulpito di Porta a Porta, di Matrix, di Ballarò o di Anno Zero. I nuovi elettori cercano informazioni su internet… e non trovano quelle dei politici.

Essere di questa nuova generazione non significa essere da meno di chi legge La Repubblica o Il Corriere della Sera. Non sapere cosa sia una manovra finanziaria non riduce il valore delle persone. Significa solamente che il rapporto con la politica è a livelli minimi e che del PIL non se ne frega niente nessuno.

Di chi è la colpa? Di chi non sa? O di chi non vuole far sapere? Dei cittadini o della politica?

Il vero dramma del nuovo decennio è che non esiste più una politica di rappresentanza. Quello che vogliono gli elettori non è quello che fanno i deputati e viceversa. E questo è un male.

I politici e il web

Con internet si vincono le elezioni. E Beppe Grillo ne è la prova. Ma l’influenza che la rete esercita sulle campagne elettorali è stata ampiamente sfruttata ancora prima da Barack Obama. La sua strategia ha fatto la storia. Più di cinque milioni di voti attinti dalla rete. Profili aperti su Facebook, Blackplanet, Myspace e altri. Una vera forza della natura.

Se vuoi saperne di più, ti consiglio di leggere “Presentation: Barack Obama’s Internet Strategy”. È in inglese, ma vale la pena di tradurselo.

Ora però diamo un’occhiata alla situazione in Italia. Proviamo a vedere cosa offrono i nostri politici di spicco ai lettori che vogliono avere con loro un rapporto diretto.

Cominciamo dal premier. Se scrivo blog di Berlusconi su Google mi compare una sfilza di siti satirici, ma nessuno, dico nessuno, che sia realmente curato dal premier o da suoi collaboratori. Forse lui non ne ha bisogno, è vero! Possiede le televisioni. Ma, oltre al fatto che avere le televisioni non significa necessariamente comunicare, questo era comunque  un dato da valutare ai fini del nostro ragionamento.

Andiamo avanti e proviamo adesso con Gianfranco Fini. Stessa cosa. A parte il sito ufficiale di Alleanza Nazionale (che oggi non so a che cazzo serve) e tolti i siti satirici dedicati, che a quanto pare se li prende tutti Berlusconi, non c’è una sola pagina web per mezzo della quale sia possibile, anche solo illusoriamente, comunicare con lui o condividere il suo pensiero.

È evidente che non stiamo cercando i siti ufficiali della Camera o della Presidenza del consiglio. Quelli sono istituzionali e appartengono al ruolo e non alle persone che lo ricoprono.

Stesso discorso per Schifani, presidente del Senato.

Mentre ho scoperto con stupore che i ministri sono più attrezzati. È il caso di Angelino Alfano, guardasigilli, di Ignazio La Russa, ministro della difesa, Renato Brunetta, ministro per la pubblica amministrazione etc..

E poi ancora, tra gli altri, Maurizio Gasparri (con un dominio di terzo livello), Massimo D’Alema, Pier Luigi Bersani, Italo Bocchino, Dario Franceschini etc..

Tra quelli citati, tranne Brunetta e Bocchino, nessuno permette di lasciare un commento a ciò che scrivono. Non si capisce perché molti politici hanno paura di dare voce ai cittadini, di confrontarsi sui temi più caldi, di coinvolgere la base nella scelta delle soluzioni o delle proposte che potrebbero aiutare il Paese.

Forse è a causa dell’esperienza Mastella, che sulla falsariga di Grillo tentò di avviare un dialogo con gli internauti, ma ne ricavò solo una valanga di insulti e anonimi vaffanculo.

Questo timore patologico appartiene anche ai giornalisti che sguazzano nello stesso guado della politica, sia di destra che di sinistra. Non amano il blog proprio per questa ragione. Troppo democratico. E se lo usano, bloccano i commenti per default, nel timore di dover dare delle spiegazioni su quello che fanno o che dicono.

Ma se le persone che votano non hanno il diritto di domandare, di informarsi e persino di lamentarsi, perché dovrebbero votare?

Il web è libertà di informazione. È partecipazione paritaria alle discussioni. È condivisione di idee, ma anche di critiche, di scontri, di prese di posizioni. Vince chi è onesto, anche quando soccombe a una singola discussione, perché i lettori apprezzano la franchezza, la lealtà, e sanno distinguere la mera diffamazione dalle polemiche fondate o dal qualunquismo anonimo.

Fin quando i politici non capiranno questa semplice regola di trasparenza, non avranno mai un voto da quella generazione di astensionisti che nelle amministrative del 2010 hanno formato il partito di maggioranza.

Come vincere le elezioni

Se oggi venisse da me un politico e mi dicesse: “Carlo, voglio vincere le prossime elezioni con l’aiuto di internet. Cosa dobbiamo fare?”

Direi che le cose da fare sono tante, ma solo per avere un’idea potremmo riassumerle in questo modo:

  • Blog, è la prima cosa da fare. Deve essere professionale, tecnologico, funzionale e soprattutto aggiornato. I commenti devono essere aperti, al massimo moderati. Non servono siti vetrina. Il consenso elettorale non arriva dalla pubblicità, ma dal dialogo.
  • Un addetto al blog. Se il politico non ha tempo di postare personalmente, ci deve essere chi lo fa per lui, ogni giorno, e anche più volte al giorno, non solo per informare i lettori su ogni notizia o per discutere su idee e proposte, ma anche per essere indicizzato dai motori di ricerca che, come sappiamo, si nutrono di contenuti testuali.
  • Subito. Bisogna cominciare subito, adesso, tre anni prima. Non ha senso aprire un blog solo durante la campagna elettorale. Non funziona, non produce alcun risultato utile. Anzi, compromette il marketing e rende l’immagine tipica del politico che ti saluta per strada solo quando ha bisogno del voto. Il politico di successo è colui che è sempre in campagna elettorale.
  • Idee innovative e concrete. Le persone sono abituate a sentire discorsi vaghi e noiosi. Non è mai piacevole sentire un politico. Troppo fumoso. Servono idee innovative, capaci di interpretare il cambiamento e di dare il senso pratico delle cose da fare. Esempio, togliamo i fondi alle testate giornalistiche e offriamo formazione ai giovani su come crearsi un lavoro da casa con un blog. Diamo altresì un contributo di 10 mila euro a ogni blogger che decide di mettersi in regola, ovvero, di aprirsi la partita iva e di avere una regolare contabilità.
  • Trasparenza. Il ruolo del politico non è un mestiere privato (o almeno non dovrebbe esserlo). Quello che fa un politico è sempre per conto e nell’interesse degli elettori. Tutti devono sapere quello che fai e perché lo fai.
  • Piattaforma per i lettori. Il blog deve essere una piattaforma per i lettori e non un luogo per accattivarsi le simpatie degli elettori. Le persone devono avvantaggiarsi dal fatto di frequentare il blog. Info, news, contatti tra gli iscritti, opportunità di lavoro, download di leggi, ebook, consulti specialistici con avvocati, ingegneri etc.. Tutte queste cose devono stare sul blog a disposizione dei lettori.
Conclusioni

Le competizioni elettorali sono sempre molto intense. Non è facile prendere voti, soprattutto quando in ogni famiglia c’è un candidato, come avviene alle comunali. Per giunta, non tutto l’elettorato usa internet e ha quindi la possibilità di entrare in sintonia con il candidato blogger.

Ma una cosa è certa: internet conferisce popolarità e permette a quelle persone (che non sanno cos’è il PIL) di valutare le tue proposte e di farle girare con il passaparola online, se le trova interessanti.

Internet non basta, da sola, a far vincere le elezioni, ma può fare una grande differenza.

Se ami la politica e con essa l’idea di fare qualcosa per gli altri, il blog è senza dubbio una leva importante che ti aiuta a vincere.

______________

Come Guadagnare i tuoi primi 100 mila € con un blog
Da zero a 100 mila € in due anni con un blog!

In allegato altri 4 eBook + 14 video training sul blogging business

Acquista oggi la tua copia

1 Comment »

  1. avatar [Politics Blog] Come vincere le elezioni | Lavoro Casa – Carlo D … ha commentato:

    [...] Per approfondire consulta articolo originale: [Politics Blog] Come vincere le elezioni | Lavoro Casa – Carlo D … [...]

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.