Già altre volte nella mia vita mi sono trovato di fronte all’urgenza del cambiamento. Ho dovuto prendere decisioni immediate, fulminee, senza potermi affidare al tempo e alla riflessione.
Non mi riferisco alle scelte istintuali, quelle che si compiono per carattere o per una naturale predisposizione ad assecondare gli impulsi emotivi, perché qui il tempo per decidere non manca, e nessuno, tranne l’istinto, ci obbliga a comportarci in un modo o nell’altro.
Sto parlando, invece, di scelte obbligate, di circostanze improrogabili che emergono improvvisamente sul tuo percorso di vita e ti costringono a optare, a scegliere e a scartare.
Negli ultimi mesi, per esempio, ho sofferto di una devastante nevralgia del trigemino. Anche in passato mi era capitato di avere dei fastidi, ma niente che andasse oltre i 5/10 minuti di dolore sopportabile.
Quest’anno, invece, si è scatenato l’inferno. Per circa 70 giorni di fila (da febbraio a metà aprile), senza una sola dannatissima tregua, con crisi acute che in alcuni casi hanno raggiunto le 12/14 ore di durata, sono stato in preda a un dolore martellante e impietoso del trigemino.
Il trigemino, per chi non lo sapesse, è un nervo facciale che dalle tempie arriva al mento.
Ecco dunque l’urgenza. Quando cominci a pensare al suicidio come unica soluzione liberatoria, ti accorgi di essere in una fase straordinaria della tua vita in cui vanno prese decisioni rapide e altrettanto straordinarie.
Sia chiaro, non sono stato con le mani in mano. Ma se in condizioni normali puoi aspettare i tempi della burocrazia sanitaria (2 mesi per una risonanza magnetica), quando convivi con un dolore allucinante tutto diventa urgente.
Se ci sono due strade, non valuti quale sia la migliore. Devi cominciare subito, magari con la prima, oppure con la seconda. Ma devi cominciare, perché non c’è più tempo.
Ora è tutto passato, fortunatamente. E devo ringraziare per questo il mio amico Francesco L’Erario, che un giorno – tomo tomo, cacchio cacchio – mi disse:
“Carlo, hai provato a farti controllare i denti? Anche io ho sofferto con il trigemino. E nel mio caso il problema era un dente”.
Ho pensato che era la solita cosa detta per confortare un amico e che di sicuro non poteva essere così, visto con non avevo alcun dolore ai denti. Ma quando per scrupolo sono andato dal dentista (perché bisognava provarle tutte) ho scoperto che Francesco aveva ragione.
Da non crederci. Si trattava proprio dell’ultimo molare di sinistra, il famoso dente del giudizio. Non mi faceva male, non mi dava alcun fastidio. Eppure, era proprio lui la causa dei miei terrificanti dolori del trigemino. Mi stava distruggendo in silenzio il bastardo. L’ho estratto – vaffanculo! – ed è passato tutto.
Ora, però, torniamo al motivo di questo post. Perché sto parlando di urgenze e di cambiamenti?
Perché la nostra vita è fatta di questi momenti. Ce ne sono continuamente e possono riguardare la salute, la famiglia, gli affetti, il lavoro etc.. E quando capita, bisogna decidere subito, su due piedi, senza remore. Altrimenti sei fottuto.
È il caso di questo blog e di tutta la struttura che lo mantiene in piedi (server, piattaforma WP, plugin etc.).
Qualche settimana fa ho appreso che lavoro-casa.com ha un valore economico che va ben oltre i 200 mila euro. E questo mi inorgoglisce. Vuol dire che in questi anni è stato fatto un buon lavoro e che le decisioni prese hanno ripagato ampiamente le aspettative e il coraggio che le ha originate.
Ho scoperto che i giornali parlano di me e del mio blog. Prima Millionaire, poi Il Messaggero, poi ancora L’Unione Sarda. Chissà cosa ci riserva il futuro. Ma una cosa è certa. Tutta questa popolarità genera traffico. E in queste ultime settimane il mio server ha accusato il colpo.
Sembra assurdo, ma più aumenta il traffico e la popolarità, più diminuisce la funzionalità del mio blog. Si è appesantito, non solo dal lato utente, ma anche da quello dell’amministratore.
Sono insorti problemi tecnici che non si riescono a risolvere, in nessun modo. E più passano i giorni e più ce ne sono di nuovi. I plugin sembrano drogati. La piattaforma risponde male. L’autorisponditore fa di testa sua.
Che succede? Alla fine abbiamo capito. È il server (più in là vi racconterò questa storia nel dettaglio).
Siamo in stato di emergenza. Allarme rosso. Backup dei dati, della root e di tutto quello che ci appartiene. È arrivato il momento di cambiare.
Servono nuove macchine, nuove strutture e, visto che ci troviamo, serve una maggiore usabilità e un nuovo interfacciamento per gli utenti.
Siamo pronti a raccogliere la sfida. Lavoro-casa è una realtà importante, destinata a crescere e a diventare un punto di riferimento etico e di qualità del business online e dell’homeworking.
Siamo alle soglie del 3.0. E la rivoluzione ci riguarda direttamente. Forse avrei aspettato ancora. Ma il cambiamento è dettato dall’urgenza. E l’urgenza, a sua volta, è dettata da un fattore di crisi del vecchio impianto.
Via il vecchio, avanti il nuovo!
Allora, amici lettori, ecco la novità: stiamo lavorando al nuovo lavoro-casa. È solo una questione di giorni. Penso che al massimo la settimana prossima riceverete l’invito a visitare e a sistemarvi nella nuova struttura.
Vi chiedo di pazientare ancora qualche ora e di perdonarmi se negli ultimi giorni è calata la pubblicazione dei miei post. Vi assicuro che riprenderemo con il ritmo di sempre. Lo faremo su un impianto completamente nuovo e – credo – decisamente più usabile e seducente.
Tenetevi sintonizzati. Il cambiamento è urgente, ma è anche salutare.
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Attento che chi lascia il server vecchio per quello nuovo sa che uptime perde ma non sa che uptime trova
Io se posso darti un consiglio disinteressato ti faccio un solo nome: servint.net
@ frederick:
Grazie, ma ho già fatto. Ora siamo nella fase di esportazione, importazione e caricamento dei contenuti.
Figurati se non abbiamo pazienza! Non vedo l’ora di vedere il nuovo sito!
A presto!