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	<description>Infomarketing, risorse premium a costo zero</description>
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		<title>Infomarketing: quello che nessuno ha voluto mai dire</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 13:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[infomarketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ho conosciuto l&#8217;infomarketing nel giugno del 2007. È stato amore a prima vista. Ho divorato centinaia di libri e eBook. Ho comprato corsi e DVD. Ho letto, blog, forum, report e tutto quello che mi si apriva davanti man mano che avanzavo nella scoperta di un mondo incredibilmente meraviglioso. E più leggevo, più cambiava la [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/infomarketing-quello-che-nessuno-ha-voluto-mai-dire/">Infomarketing: quello che nessuno ha voluto mai dire</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-661" title="Infomarketing: quello che nessuno ha voluto mai dire" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/02/infomarketing.png" alt="" width="625" height="311" /></p>
<p>Ho conosciuto <strong>l&#8217;infomarketing</strong> nel giugno del 2007. È stato amore a prima vista. Ho divorato centinaia di libri e eBook. Ho comprato corsi e DVD. Ho letto, blog, forum, report e tutto quello che mi si apriva davanti man mano che avanzavo nella scoperta di un <strong>mondo incredibilmente meraviglioso</strong>. E più leggevo, più cambiava la mia prospettiva sulle scelte del mio futuro. Non ci volle molto per capire che avrei dovuto far parte di questo mondo.<span id="more-647"></span></p>
<p>Ma cos&#8217;è l&#8217;infomarketing? E perché ha avuto un&#8217;influenza così positiva e travolgente sulla mia vita e su quella di altre migliaia di persone?</p>
<h2>L&#8217;infomarketing è&#8230;</h2>
<p>Un mondo che sembra uscito da un libro di favole, dove le persone possono vivere in libertà e ricchezza, a patto però che si adoperino per<strong> aiutare le altre persone a vivere meglio</strong>.</p>
<p>Grazie alla rete e all&#8217;accesso rapido all&#8217;informazione si è creato <strong>un mercato ecologico e antistress</strong> dove il <em>know how</em> e l&#8217;esperienza sono diventati una preziosa merce di scambio. Non ci sono mezzi su strada, pacchi da imballare, uomini sudati e fumo inquinante. C&#8217;è solo un esperto (in pantofole) che dice come fare una determinata cosa e alcune centinaia o migliaia di persone che l&#8217;ascoltano per imparare.</p>
<p>Alla fine è di questo che stiamo parlando: <strong>aiutare gli altri a vivere meglio</strong> e averne in cambio piccoli riconoscimenti economici, che sommati tra di loro (essendo migliaia di piccoli riconoscimenti) formano<strong> ingenti entrate di denaro</strong>.</p>
<div class="pullquote_right">
<p>Chiunque abbia una spanna di conoscenza in più su un determinato argomento rispetto a un certo numero di persone ha tutte le carte in regola per mettersi in gioco nell&#8217;infomarketing </p>
</div>
<p> Come si può non rimanere affascinati da questo modello? Chiunque abbia una spanna di conoscenza in più su un determinato argomento rispetto a un certo numero di persone ha tutte le carte in regola per mettersi in gioco nell&#8217;infomarketing. Non servono mercati sterminati, folle infinite o grandi masse. Bastano 50 persone per fare un mercato di nicchia. Che poi possono diventare 100, 200, 3000 e così via.</p>
<p>Nel 2008 ho scritto un eBook dal titolo &#8220;<strong>Fai soldi online disegnando</strong>&#8220;. Ne ho venduto più di 1000 copie in due anni. E se devo essere sincero, nemmeno immaginavo di avere un mercato così ampio. Mi sarei accontentato di 100 vendite per poi passare a un nuovo infoprodotto. Per di più, c&#8217;è da dire che non sono un <em>top seller</em>, poiché ci sono casi molto più singificativi del mio che confermano <strong>il grande valore di questo modello di business</strong>.</p>
<p>Ma è qui che volevo arrivare. Il <strong>grande valore di questo modello di business&#8230; che fine ha fatto</strong>? Cosa è diventato realmente l&#8217;infomarketing negli ultimi anni? È veramente un modello orientato ad aiutare il prossimo? O si limita a fare leva su questa affermazione per macinare più facilmente i soldi e le speranze di quelli più ingenui?</p>
<p>Io credo che si debba provare a rispondere a queste domande. Il business e il mercato non sono semplici parole che possiamo usare solo quando ci fanno comodo. Sono realtà che si alimentano di quello che facciamo. Sono i nostri comportamenti, le nostre regole non scritte, il nostro modo di fare più o meno etico. E in giro c&#8217;è veramente troppo <em>ciarpame</em> per pensare di aver fatto un buon lavoro negli anni passati.</p>
<h2>Quello che nessuno ha voluto mai dire&#8230;</h2>
<p>Aiutare il prossimo a fare meglio e poi averne un beneficio economico è un ottimo affare. Ma avere un beneficio economico sulla promessa di aiutare il prossimo senza mai farlo concretamente è un pessimo affare. Lo capiscono anche i consumatori. E ciò che poteva essere un modello di riferimento anche sociale ed etico, diventa una brutta pagina di storia a cui fanno riferimento le persone per biasimare quello che sta diventando l&#8217;Infomarketing in Italia e nel mondo.</p>
<p><strong>I guru di prima generazione</strong> (in quest&#8217;ambito) hanno spremuto il mercato come un limone, preoccupandosi più di sfruttare il <em>momento propizio</em> che di formare nuovi esperti con cui interagire sui mercati emergenti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ci sono migliaia di persone che hanno creduto nelle promesse, hanno investito molti soldi e oggi sono al punto di partenza.</p>
<p>Questo circolo vizioso di promesse non mantenute e<em> sfruttamento barbaro delle parole chiave</em> si ripete con gli stessi studenti che provano a riversare agli altri ciò che loro hanno subito. Pensano:</p>
<blockquote><p>bè, se ha funzionato con me, che ho comprato questa ciofeca di prodotto, funzionerà anche con gli altri</p></blockquote>
<p>Ed è evidente che così non funziona. Quando si arriva a formulare questo tipo di approccio non stiamo parlando più di infomarketing, ma di <strong>truffa</strong>, una truffa diversa, forse, più leggera, più sopportabile di quelle previste dal codice penale, ma ugualmente ingannevole e odiosa.</p>
<p>L&#8217;infomarketer che copia i contenuti da altri siti o autori e li raccoglie in un suo eBook commette svariate operazioni illecite. Ma peggiora la sua situazione quando decide di rivendere quegli stessi contenuti in formati o programmi diversi. Più di una volta alcuni personaggi noti dell&#8217;infomarketing hanno venduto a caro prezzo e agli stessi clienti informazioni già vendute in offerte precedenti.</p>
<p>Persino il report (o risorsa) che viene offerto in omaggio sui siti e sulle squeeze page dei marketer è diventato uno strumento emblematico della ciralataneria degli ultimi anni. E la ragione è facilmente comprensibile:</p>
<ul>
<li>se offro un pdf con dei contenuti di valore in cambio di una mail o di una iscrizione alla newsletter, lo scambio è equo</li>
<li>se offro un assemblato sconnesso e obsoleto di informazioni copiate dal web in cambio di una mail o di una iscrizione alla newsletter, lo scambio non è più equo</li>
</ul>
<p>Per giunta, il fatto di nascondere i propri intenti con elucubrazioni e promesse che fanno credere ad altro è assolutamente riprovevole.</p>
<p>Se chiediamo a un infomarketer smaliziato di scriverci perché regalare un report ai propri lettori, quasi sicuramente ci parlerà della community, della passione per l&#8217;argomento e della voglia di aiutare gli altri. Ok. È questo lo spirito giusto. Ma se la stessa domanda la facciamo in <em>camera caritatis</em>, per esempio, o in una sessione <em>one-to-one</em> su skype, probabilmente sentiremo parlare più genuinamente di <strong>opportunità personale</strong>, di liste che si devono formare e di strategia per rivendere a quelle stesse persone prodotti a pagamento.</p>
<div class="pullquote_left">
<p>Se non c&#8217;è niente di male, perché lo stesso infomarketer rilascia dichiarazione diverse a seconda delle circostanze in cui si trova? </p>
</div>
<p> Lo so, forse non c&#8217;è niente di male nel sistema. Ma non possiamo negare che forse c&#8217;è qualcosa di sbagliato nella<em> doppia facciata</em>, quella delle apparenze e quella della verità. Se non c&#8217;è niente di male, perché lo stesso infomarketer rilascia dichiarazione diverse a seconda delle circostanze in cui si trova?</p>
<h2>La trasformazione dell&#8217;infomarketing</h2>
<p>Il mercato in cui operano gli infomarketer sta subendo una profonda trasformazione. Vuoi perché il livello di esperienza degli utenti è aumentato, vuoi perché la tecnologia di settore avanza a ritmi impressionanti (si pensi agli ePub 3 e ai nuovi canali aperti da Apple), <strong>persino i marketer più leggendari stanno invecchiando e andando in pensione</strong>.</p>
<p>Non è un problema di età, ovviamente. Si tratta piuttosto della <em>resistenza culturale</em> di una certa parte della vecchia guardia ad aprirsi a una <strong>ristrutturazione seria di questa professione</strong>. Eh sì, perché l&#8217;infomarketing (indipendentemente da come lo si chiami) è una professiona a tutti gli effetti. Ma per essere considerata tale anche dal mercato e dai consumatori serve che i leader di questo settore si confrontino su temi molto delicati, come la deontologia e il rispetto sia dei consumatori che di noi stessi.</p>
<p>Argomento sul quale ho già espresso la mia preoccupazione nel 2010, scrivendo una <a title="lettera aperta ai grandi del web" href="http://www.lavoro-casa.org/2010/11/lettera-aperta-appello-ai-grandi-del-web-italiano/" target="_blank">lettera aperta ai grandi del web</a>. Ma non ha prodotto nulla di fatto.</p>
<p>Fino a oggi l&#8217;infomarketer è stato un<em> solista</em> (o un solitario) che grazie all&#8217;indipendenza del suo computer e della sua connessione ha potuto fare di testa sua. Questo non vuol dire che d&#8217;ora in avanti ci si debba sottoporre all&#8217;approvazione di qualcuno, ma solo che<strong> il confronto potrebbe migliorare le prospettive comuni</strong>.</p>
<p>Operare da soli e in segretezza sulle proprie informazioni e sulle proprie pratiche commerciali (è questo l&#8217;atteggiamento tipico dell&#8217;infomarketer) ha prodotto quale unico risultato tangibile il fatto di <strong>reinventare la ruota</strong>. Ogni marketer reinventa di continuo tecniche già trovate in passato da altri o ripete all&#8217;infinito metodi scadenti, sperando che prima o poi funzionino o che non siano così tanti i <em>consumatori svegli</em>.</p>
<div class="pullquote_left">
<p>Sperare di conquistare il mercato degli ingenui è vergognoso </p>
</div>
<p> Sperare di conquistare il mercato degli ingenui è vergognoso. Ma è comprensibile avere paura che altri possano scoprire le proprie idee. Tuttavia, questo modo di fare ha danneggiato tutta la categoria, perché <strong>non si può pensare di far progredire il nostro settore senza condividere apertamente ciò che sappiamo</strong>. Con il web funziona così. E non si può solo dirlo agli altri senza metterlo in pratica in prima persona.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Il settore dell&#8217;infomarketing è disconnesso e obsoleto. Oramai offre più ciarpame che <em>aiuto vero</em> alle persone che ne hanno bisogno. Tutto perché molti guru della vecchia guardia non hanno voluto guardare al di fuori di se stessi verso il futuro di questo settore. Si sono arroccati nelle loro tenute con i ponti levatoi e hanno sempre e solo lavorato sulla medesima strategia: fare leva sul bisogno della gente per rifilare prodotti più o meno utili ma costosi.</p>
<p>In Italia, terra di creatori autentici, di gente capace e di talento, l&#8217;infomarketing potrebbe fare la differenza. Ma le persone hanno rinunciato a intraprendere una carriera in questo settore (o addirittura hanno scelto di non farlo per <em>sfiducia</em>) perché <strong>non esiste una consapevolezza collettiva condivisa</strong> riguardo a ciò che serve per avere successo.</p>
<p>Cosa fare? Non è facile individuare una soluzione unica. Ci sono molte strade che si possono percorrere per arrivare a un confronto serio su questi temi. Alcune azioni vanno fatte insieme. E per quelle serve un&#8217;organizzazione (obiettivo molto difficile). Altre, però, possono essere compiute individualmente. Per esempio, la qualità e l&#8217;etica dell&#8217;informazione è un obiettivo a cui ciascuno marketer può puntare senza dipendere da nessuno. Perché non lo facciamo?</p>
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		<title>Voglio cambiare, voglio sorridere</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 00:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ho chiesto a mia moglie se in tutti questi anni che mi conosce sono cambiato. Mi ha sorriso e ha detto di si. Cambiare, secondo me, non è una virtù, una figata o uno status symbol. Cambiare è una necessità che si impone alla coscienza quando la stessa interiorizza nuovi valori e nuovi schemi di [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/voglio-cambiare-voglio-sorridere/">Voglio cambiare, voglio sorridere</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-635" title="Occhio da sparviero" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/02/carlo-occhi.png" alt="" width="625" height="311" /></p>
<p>Ho chiesto a mia moglie se in tutti questi anni che mi conosce sono cambiato. Mi ha sorriso e ha detto di si.<span id="more-633"></span></p>
<p>Cambiare, secondo me, non è una virtù, una figata o uno<em> status symbol</em>. <strong>Cambiare è una necessità che si impone alla coscienza quando la stessa interiorizza nuovi valori e nuovi schemi di vita</strong>. È la conoscenza del nostro piccolo pezzettino di mondo che ci porta a riconsiderare vecchie posizioni e a dare importanza a fatti o a rapporti o a questioni che prima non ne avevano&#8230; e viceversa.</p>
<p><strong>Chi non cambia è un pazzo. Oppure è masochista.</strong></p>
<p>Quando ho scoperto, letto, studiato quelle che sono le conseguenze di una certa alimentazione non ho potuto fare a meno di cambiare. <strong>Sono diventato vegano</strong> (con un regime non rigidissimo) e i risultati sono arrivati in un battibaleno. Basta mettere al confronto gli esami del sangue fatti nel 2011 con quelli fatti nel 2012. Tutti i valori sono scesi in un <em>range</em> da fare invidia.</p>
<p>Ma non voglio parlare di alimentazione. Non intendo convincere nessuno a non mangiare carne e formaggi e schifezze varie. Ognuo fa come vuole. Solo che prima di dire &#8220;questo è ciò che voglio&#8221; si dovrebbe <strong>conoscere ciò che non si conosce</strong>.</p>
<p>Il 29 dicembre 2012 è cominciata la mia sfida più impegnativa, faticosa e attesissima dai miei figli: quella<strong> contro il fumo</strong>. Da 40 sigarette al giorno sono sceso a 7/8 sigarette al giorno. Il mio obiettivo è fumare zero sigarette al giorno entro l&#8217;inizio dell&#8217;estate. Ma sono soddisfatto, perché prima del 29 dicembre nemmeno ci pensavo a togliermi il vizio.</p>
<p><strong>Il lavoro va alla grande</strong>. A gennaio ho siglato un importante accordo di collaborazione e mi sono tuffato con tutto me stesso in questo nuovo progetto, cambiando nuovamente il mio campo d&#8217;azione.</p>
<p>Che dire!? Il cambiamento, per quanto mi riguarda, è diventato una costante.</p>
<p>C&#8217;è solo una cosa che ancora voglio e devo imparare: <strong>sorridere di più</strong>. Mi porto avanti da anni un piglio serioso, a tratti antipatico. Che poi, con questo naso mezzo aquilino e lo sguardo da sparviero, rischio di dare sempre una prima impressione non buona ma <em>rapace</em>. Non è quello che voglio. Non è quello che sono.</p>
<p>Ho capito che se sorrido di più, tutto funziona meglio. Mia moglie è più felice, i ragazzi pure. E persino i clienti o le persone con cui collaboro percepiscono dall&#8217;altro lato del telefono che c&#8217;è una buona ragione per fare meglio ed essere felici.</p>
<p>L&#8217;altro giorno ho provato a sorridere a un cliente con cui abitualmente litigo. E all&#8217;improvviso era diventato più sopportabile e simpatico. Non abbiamo litigato. E tutta la giornata è stata uno splendore.</p>
<p><strong>Ma chi me lo fa fare a non sorridere?</strong></p>
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		<title>5 passi per creare la TUA mailing list (4/5)</title>
		<link>http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list-45/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2013 11:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[infomarketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Siamo arrivati al 4° articolo della serie dedicata alla creazione della TUA mailing list. Nei primi tre abbiamo già parlato di: Risorsa di grande valore al passo coi tempi Pagina di rilascio e video bloccato Blog e call to action Oggi, invece, affrontiamo un argomento curioso e interessante: i commenti di tipo CMI, ovvero, critici [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list-45/">5 passi per creare la TUA mailing list (4/5)</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-629" title="Commenti di tipo CMI" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/02/commenti-cmi.png" alt="" width="625" height="328" /></p>
<p>Siamo arrivati al 4° articolo della serie dedicata alla creazione della <strong>TUA mailing list</strong>. Nei primi tre abbiamo già parlato di:<span id="more-621"></span></p>
<ol>
<li><a title="5 passi per creare la TUA mailing list (1/5)" href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list/" target="_blank">Risorsa di grande valore al passo coi tempi</a></li>
<li><a title="5 passi per creare la TUA mailing List (2/5)" href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list-25/" target="_blank">Pagina di rilascio e video bloccato</a></li>
<li><a title="5 passi per creare la TUA mailing list (3/5)" href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list-35/" target="_blank">Blog e call to action</a></li>
</ol>
<p>Oggi, invece, affrontiamo un argomento curioso e interessante: i <strong>commenti di tipo CMI</strong>, ovvero, <em>critici ma intelligenti</em>.</p>
<h2>Commenti improduttivi</h2>
<p>Che il commento lasciato ai contenuti di altri fosse uno strumento utile per convogliare un pò di traffico sul proprio sito/blog non è una grossa novità. Ma ciò che si conosce rispetto a questo strumento non corrisponde al modo in cui viene utilizzato.</p>
<p>Al di là dello spam vero e proprio, la stragrande maggioranza dei <em>commenti interessati</em>, quelli che puntano ad avere un pò di visibilità dal blog di altri, è inefficace. Non riesce, cioè, a <strong>suscitare l&#8217;attenzione del lettore</strong> e a trasformarla in un <em>clic</em> verso il proprio sito/blog.</p>
<p>Le cause di questo fenomeno sono da imputare a una serie di fattori fisiologicamente improduttivi. Alcuni di quelli più rilevanti sono:</p>
<ul>
<li><strong>brevi lusinghe/apprezzamenti</strong> (es. ottimo articolo, complimenti) &#8211; Non aggiunge valore ai contenuti. È solo un elogio all&#8217;autore e come tale non scalfisce l&#8217;attenzione del lettore.</li>
<li><strong>giri di parole autoreferenziali</strong> (es. condivido quello che hai scritto. Infatti anche io sul mioblog.it&#8230;) &#8211; Se sei d&#8217;accordo su tutta la linea e fai un lungo giro di parole solo per inserire un link al tuo sito, il tuo commento non solo non aggiunge valore, perché non arricchisce la mia conoscenza più di quanto abbia già fatto l&#8217;articolo appena letto, ma appare<em> tout court</em> come un tentativo patetico di farsi pubblicità. Personalmente, ritengo che non sia sbagliato farsi pubblicità. Ciò che è veramente sbagliato è credere di poter manipolare i lettori (e l&#8217;autore dell&#8217;articolo) nascondendo la pubblicità in un finto ragionamento.</li>
<li><strong>polemiche e aggressioni</strong> (es. perché non la smetti di scrivere sciocchezze?) &#8211; Tutti hanno diritto alla propria opinione. Ma qui stiamo parlando del commento come strumento di visibilità. Se il tuo scopo è catturare l&#8217;attenzione del lettore, e per farlo inneschi una polemica senza fine su ciò che hai letto, sui contenuti del blog o addirittura su questioni off topic, senza mai indicare un&#8217;alternativa credibile o fonti oggettive che smentiscono l&#8217;autore e avvalorano il tuo punto di vista, non funziona. Il lettore non è attratto da futili discussioni. E se lo fosse, sarebbe fuori target rispetto al tuo scopo di convogliare traffico utile.</li>
</ul>
<h2>Commenti CMI</h2>
<p>I commenti <em>critici ma intelligenti</em> sono la strada migliore per portare traffico utile sulle pagine del tuo sito/blog. Catturano l&#8217;attenzione perché sono critici e aggiungono nuovi flussi di conoscenza al lettore. Ma come deveno essere?</p>
<p>Ecco un elenco delle sue caratteristiche. Il commento CMI deve essere:</p>
<ul>
<li><strong>critico</strong>, deve cioè analizzare i contenuti, confrontarli con altre esperienze e offrire al lettore una soluzione di sintesi.</li>
<li><strong>intelligente</strong>, deve reggere il confronto con il background tecnico dell&#8217;autore e apportare valore all&#8217;esperienza della lettura. Se non hai le giuste competenze per commentare in modalità CMI, meglio astenersi.</li>
<li><strong>senza link o riferimenti autopromozionali</strong>, è sufficiente il link al tuo nome come autore del commento. Non aggiungere altro, salvo che non si tratti di link a risorse o ad approfondimenti a Wikipedia o ad altre fonti non autopromozionali.</li>
<li><strong>user friendly</strong>, deve cioè offrire un contributo genuino alla discussione, aiutando il lettore a fare meglio. Non deve invece ostentare conoscenze e abilità superiori. Sarebbe inutile e fastidioso.</li>
</ul>
<h2>Conslusioni</h2>
<p><strong>I commenti di tipo CMI funzionano</strong>, portano traffico utile, perché sono <em>critici, intelligenti e disinteressati</em>. Il lettore viene attratto dal <strong>punto di vista indipendente</strong> di chi lascia il commento, un punto di vista <em>autorevole</em>, quando è possibile (o comunque utile), e disinteressato, che non mostri cioè alcun legame con scopi nascosti di autopromozione.</p>
<p>Nel commento non ci deve essere nessuna promozione e nessun link (salvo quello legato al nome). Ma solo un <strong>contributo di qualità</strong> all&#8217;argomento sviscerato dall&#8217;autore. Il clic sarà come un gesto naturale del lettore veramente interessato all&#8217;argomento. E non dovrà portare alla landing page. Mostrerebbe, anche qui, una certa faziosità del commento. Avrebbe il sapore di un livello più nascosto di manipolazione. Deve invece puntare al tuo blog.</p>
<p>Saranno poi gli <em>strumenti di visibilità</em> <em>e di orientamento</em> a guidarlo passo-passo fino ad entrare nella tua mailing list.</p>
<p><em>PS: nel prossimo articolo vediamo come creare una pagina Facebook con contenuti virali.<br />
</em></p>
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		<title>Il lavoro è morto. Evviva il lavoro!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 10:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lo so che non sarà facile far passare quest&#8217;idea. Ma il lavoro, come lo abbiamo sempre conosciuto, è morto. Ed è ora di parlarne. Posso discutere con molte persone e accorgermi che abbiamo opinioni diverse. Ci sta. E la mia opinione non è migliore di quella di altri. Ma le opinioni sono una cosa e [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/il-lavoro-morto/">Il lavoro è morto. Evviva il lavoro!</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-617" title="La fine di un sistema" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/02/lavoro-morto.png" alt="" width="630" height="361" /></p>
<p>Lo so che non sarà facile far passare quest&#8217;idea. Ma <strong>il lavoro, come lo abbiamo sempre conosciuto, è morto</strong>. Ed è ora di parlarne.<span id="more-597"></span></p>
<p>Posso discutere con molte persone e accorgermi che abbiamo opinioni diverse. Ci sta. E la mia opinione non è migliore di quella di altri. Ma le opinioni sono una cosa e i fatti ne sono un&#8217;altra. E non si può discutere sul fatto che l&#8217;attuale sistema di vita (scuola, lavoro, mutuo, pensione etc.) esiste solo da pochi anni e non rappresenta niente di veramente significativo sul piano dell&#8217;esperienza umana.</p>
<h2>L&#8217;intraprendenza e lo scontro culturale</h2>
<p>Quando parlo con i miei figli del loro futuro mi viene spontaneo descrivere scenari di <strong>grande libertà e indipendenza</strong>. Non li immagino a svolgere mansioni <em>pre-costituite</em> da altri per una paga giornaliera. Li immagino invece come padroni responsabili della loro vita, impegnati a raggiungere obiettivi e traguardi in cui credono fortemente.</p>
<p>E questo non lo dico perchè sono coinvolto emotivamente nella valutazione del loro talento, ma solo perché non riesco a scorgere una scelta, che sia intelligente, diversa da quella dell&#8217;<strong>intraprendenza</strong>.</p>
<p>Ed è qui che nasce lo <strong>scontro culturale</strong> con chi crede nel lavoro così come ce l&#8217;hanno spiegato dal 1948 in avanti, con l&#8217;entrata in vigore della nostra Costituzione e del suo famoso <em>articolo 1</em>.</p>
<p>C&#8217;è una parte ampia &#8211; maggioritaria &#8211; della nostra società che non vede alternativa all&#8217;industria (sistema di vita e di lavoro) concepita come un luogo in cui le persone vanno per eseguire quello che viene detto loro e guadagnano uno stipendio.</p>
<p>Ed è così radicato questo modo di pensare che persino le scelte di orientamento di uno studente universitario non sono dettate &#8211; come dovrebbe essere &#8211; dall&#8217;ambizione di cambiare coraggiosamente un pezzettino di mondo, ma dall&#8217;ineludibile priorità di <em>trovarsi un posto</em>, qualunque esso sia, purché fisso e garantito.</p>
<p>Si compiono lunghi percorsi di studio, con esami e costi impegnativi, per arrrivare a scrivere curricula o a concorrere per un posto nella pubblica amministrazione. Si baratta la bellezza di un futuro libero e di successo con l&#8217;orrore del poco ma sicuro. Quello che ne viene fuori è un <strong>sistema di mediocrità generale</strong> che si riflette su ogni settore della nostra società.</p>
<p>Ma non voglio spingermi in queste valutazioni. Almeno, non adesso. Ora, voglio solo far riflettere sul fatto (e non sull&#8217;opinione) che questo sistema è al collasso.</p>
<h2>Benigni come l&#8217;oppio</h2>
<p><em>Roberto Benigni</em> è un grande artista, un uomo di un&#8217;intelligenza e di una sensibilità al di sopra della media. Ma la sue performance televisive sul lavoro e sull&#8217;<strong>art. 1 della Costituzione</strong> (V. <a title="La più bella del mondo - Roberto Benigni" href="http://www.youtube.com/watch?v=nzzOa5u4x8c" target="_blank">La più bella del mondo</a>), inserite in un contesto populista di mala politica e corruzione pubblica, non possono legittimare ciò che è tecnicamente finito, superato dalla tecnologia e dai nuovi mercati.</p>
<p>L&#8217;Italia, finché sarà fondata sul lavoro inteso come sistema di ingranaggi e uomini conformati, resterà legata al dopoguerra. E sarà sempre meno competitiva, subendo le conseguenze di un&#8217;arretratezza profonda.</p>
<p>Non ci aiuta la nostalgia verso ciò che è stato l&#8217;art. 1 della Costituzione sul piano della interpretazione dei bisogni di un popolo. La retorica di Benigni &#8211; e del sistema che rappresenta &#8211; impedisce il risveglio collettivo, ostacola la crescita di una nazione che non ha più bisogno di catene di montaggio e sindacati, ma di idee e innovazione autentica.</p>
<p>Benigni è come l&#8217;oppio dei popoli: serve al sistema per legittimare se stesso. Ma purtroppo è finita. Game over. Il sistema è al collasso.</p>
<h2>La pila dei quarti</h2>
<p>Voglio concludere questa riflessione con un testo straordinario di <em>Seth Godin</em>, estratto dal suo libro &#8220;La chiave di svolta&#8221;, che semplifica la percezione di grandezza di questo sistema.</p>
<blockquote><p>Immagina una pila di quattrocento quarti di dollaro. Ogni quarto rappresenta 250 anni di cultura umana e l&#8217;intera pila equivale ai centomila anni trascorsi da quando ci siamo organizzati in tribù. Prendi il quarto di dollaro che sta in cima. Rappresenta gli anni in cui la nostra società è stata imperniata sulle industrie, il mondo come lo conosciamo oggi. Le altre trecentonovantanove monete costituiscono una concezione del commercio, dell&#8217;economia e della cultura completamente diversa.</p>
<p>Forse il nostro punto di vista può essere considerato la nuova norma, ma quella passata è durata per moltissimo tempo.</p></blockquote>
<p><strong>Il lavoro è morto. Evviva il lavoro!</strong></p>
<div class="divider_basic"></div>
<p>Tempo fa pubblicai un video su quest&#8217;argomento. Lo intitolai &#8220;Svegliatevi&#8221;. Eccolo:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/8uA2cUshn3U" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Quando stai per morire e tutta la vita ti scorre davanti</title>
		<link>http://www.lavoro-casa.com/quando-stai-per-morire-e-tutta-la-vita-ti-scorre-davanti/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 13:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Devo essere sincero. Non ero certo di voler condividere ciò che stai per leggere. E infatti ho aspettato qualche giorno. Poi, però, ha prevalso quella parte di me che cerca, quando è possibile, di tirare fuori il significato di un&#8217;esperienza, anche quando ci sembra (oppure è) oggettivamente una brutta esperienza. Ma vediamo cosa è successo. [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/quando-stai-per-morire-e-tutta-la-vita-ti-scorre-davanti/">Quando stai per morire e tutta la vita ti scorre davanti</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-578" title="Pistola Puntata" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/02/pistola-puntata.png" alt="" width="623" height="381" /></p>
<p>Devo essere sincero. Non ero certo di voler condividere ciò che stai per leggere. E infatti ho aspettato qualche giorno. Poi, però, ha prevalso quella parte di me che cerca, quando è possibile, di tirare fuori <strong>il significato di un&#8217;esperienza</strong>, anche quando ci sembra (oppure è) oggettivamente una brutta esperienza.</p>
<p>Ma vediamo cosa è successo.<span id="more-574"></span></p>
<h2>Mercoledì scorso (30 gennaio 2013)</h2>
<p>Mercoledì scorso (30 gennaio 2013), verso le 18.30, ho accompagnato i miei figli in palestra. Al ritorno verso casa ho fatto il solito percorso. Sempre la stessa strada da anni, oramai. Ma questa volta il destino (o il caso o l&#8217;universo, qualsiasi cosa possa incidere sugli accadimenti della nostra vita) aveva in serbo per me <strong>una brutta sorpresa</strong>. Davvero una brutta sorpresa.</p>
<p>Arrivo subito al dunque, ma voglio fare una premessa velocissima. È necessaria. Da quando sono padre (da 20 anni oramai. E ho tre figli), la mia guida si può tranquillamente definire come <em>guida attenta e non pericolosa</em>. Mi sono così abituato a non oltrepassare certi limiti e a mettere in conto gli imprevisti autostradali, che anche quando sto da solo ho la tendenza ad allungare il braccio destro per impedire al trasportato di andare a sbattere sul cruscotto in caso di frenata. È assurdo, lo so. Ma è per capire <em>il mio livello di prudenza</em>.</p>
<p>Torniamo a mercoledì sera. Camminavo su una strada secondaria per immettermi sulla statale. All&#8217;incrocio, da guidatore attento, prima di immettermi sulla strada e andare a occupare la mia carreggiata, guardai da entrambi i lati. A sinistra non c&#8217;era nessuno. A destra si vedeva un&#8217;auto in lontananza. Occhio e croce poteva stare a circa 600/700 metri. Distante abbastanza per fare la manovra e mettermi sulla statale. Svoltai a sinistra, quindi andai a occupare la carreggiata su cui proveniva l&#8217;altra auto.</p>
<p>Dallo specchietto retrovisore mi accorsi che quell&#8217;unica auto che pochi istanti prima stava a circa 600/700 metri, ora <strong>mi stava per travolgere</strong>. Era dietro di me. Impressionante. A dire il vero, nonostante l&#8217;altissima velocità con cui sopraggiungeva, aveva tutto il tempo e lo spazio per mettersi sulla corsia di sorpasso e procedere senza intoppi. Ma non so per quale motivo, non si spostava. E quei fari li vedevo sempre più vicini, a ridosso della mia auto.</p>
<p>All&#8217;ultimo secondo fece <strong>una brusca manovra di deviazione</strong> (lasciandomi capire che il conducente non mi aveva proprio visto), riuscendo ad evitare lo scontro, che a quella velocità sarebbe stato forse mortale.</p>
<p>Ma non è questo ciò che ha messo in pericolo la mia vita, anche perché gli incidenti stradali sono violentissimi e orrendi, ma avvengono in così poco tempo che a volte non te ne rendi nemmeno conto.</p>
<h2>La parte peggiore della storia arriva adesso</h2>
<p>Colui che era alla guida di quell&#8217;auto, dopo avermi scansato all&#8217;ultimo secondo, decide di fare retromarcia (mettendo in pericolo altri automobilisti che sopraggiungevano) e di fiondarsi su di me. Scende dalla sua auto. Si scaraventa sulla mia. Comincia a colpire con le mani la mia portiera e a inveire contro di me. <strong>Dice che sono una merda e che devo scendere dall&#8217;auto perché mi vuole uccidere</strong>. L&#8217;uomo, sulla quarantina o giù di lì, sudato ed estremamente fuori controllo, parlava in stretto dialetto napoletano.</p>
<p>Io cercai di dire qualche parola, soprattutto per calmarlo. Ma fu completamente inutile. Il suo attacco verbale era incessante. E la sua voce prevaricava di molto la mia. Rimasi in silenzio con le mani in allerta, perché nel frattempo mi aveva aperto lo sportello e aveva tentato più volte di colpirmi e afferrarmi per tirarmi fuori dall&#8217;auto.</p>
<p>C&#8217;è stato un momento in cui ho pensato di assecondarlo.Del resto, non potevo mica farmi picchiare passivamente. <strong>Mi sarei difeso</strong>. Ma proprio mentre stavo per muovere le gambe e portarmi fuori, vedo che lui mette una mano in tasca e<strong> tira fuori una pistola</strong>.</p>
<p><em>Ragazzi</em>, mi si è gelato il sangue! Si, perché una pistola puntata fa paura. Ma ciò che mi spaventava di più era la sua <em>escalation di violenza</em>. Il tizio era fuori controllo. Aveva la schiuma alla bocca, occhi sgranati. Penso che fosse <strong>sotto l&#8217;effetto di una qualche droga</strong>. Forse cocaina. Questo mi ha fatto veramente paura. Non si trattava di una rapina in banca, dove se stai fermo e non cerchi di fare l&#8217;eroe, forse non succede niente. Si trattava di un esaltato, drogato, pazzo che nella sua mente perversa stava realizando di spararmi. E lo avrebbe fatto.</p>
<p>In quel momento, per la prima volta in 40 anni, ho potuto verificare che un solo istante, un solo piccolissimo istante, è sufficiente a farti <strong>scorrere davanti agli occhi tutta la tua vita</strong>. Era come se quel singolo momento si fosse <em>dilatato all&#8217;infinito</em>. Una specie di moviola, per gli altri, per il mondo esterno, in cui la tua mente passa in rassegna ogni cosa. Mi sono ritrovato persino a pensare ai miei cani. E poi ancora alla famiglia, a mia moglie, ai miei figli (che meno male non erano in macchina con me). E anche al lavoro, ai progetti che stiamo sviluppando, a ciò che avrei dovuto realizzare quest&#8217;anno. E alle tante cose che non ho ancora fatto:</p>
<ul>
<li>il corso di tiro con l&#8217;arco</li>
<li>la scuola di tango con mia moglie</li>
<li>le vacanze in Toscana</li>
<li>i viaggi in treno con i miei figli</li>
<li>la <em>Route 66</em> da percorrere con mio figlio in sella a due harley davidson</li>
<li>una crociera intorno al mondo</li>
<li>il viaggio in Tibet</li>
<li>tutti i libri che voglio ancora leggere</li>
<li>l&#8217;addestramento dei cani</li>
<li>l&#8217;estate con gli amici</li>
<li>una partita a poker (che rimando da 20 anni)</li>
<li>il gruppo di musica d&#8217;autore da mettere in piedi</li>
<li>le notti d&#8217;amore</li>
<li>il  libro della mia vita da scrivere&#8230;</li>
</ul>
<p>Ripensandoci adesso mi viene da ridere, ma la conclusione di questa rassegna velocissima di pensieri è stata: <strong>no, non ho tempo per morire</strong>.</p>
<p>La mente è tornata a viaggiare a velocità normale. Sono stato come <em>scaraventato fuori nella realtà</em>, in quella terribile realtà in cui mi trovavo terrorizzato alle 18.35 circa di mercoledì scorso. Lui era ancora lì che imprecava contro di me e tentava di tirarmi fuori dall&#8217;auto. Il mio braccio sinistro era nella sua mano. Ma il motore era acceso e la mia mano destra era sul cambio delle marce.</p>
<p><em>Vaffanculo, coglione!</em> Ho gridato questa frase, in un guizzo di incoscienza, mentre riportavo dentro il mio braccio, facendo sbattere il suo corpo sulla carrozzeria. Nello stesso momento <strong>ho ingranato la retromarcia e sono partito di scatto</strong>. La portiera aperta lo ha spinto forse a terra. Non ne sono sicuro. Non ho visto. Ho messo la prima e sono scappato via, verso il centro urbano della mia città. Ho dato uno sguardo allo specchietto. Era in piedi. Guardava verso di me.</p>
<p>Poi ho svoltato in una traversa&#8230; ed è finita.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>È successo davvero. E la notte faccio fatica ad addormentarmi. Mi tornano in mente le sue parole, il suo sguardo, la sua pistola. Sono arrabbiato per l&#8217;inaudita violenza che esiste sulle nostre strade, spaventato per quello che poteva succedere, spaventato per quello che questa esperienza può comportare nella mia vita e nelle mie scelte.</p>
<p>Ma ho anche capito una cosa: <strong>lavorare di meno per godersi di più la vita</strong>, ciò che predico da tempo, non è una bella frase per attirare l&#8217;attenzione dei lettori. È un&#8217;urgenza per tutti noi. Si può morire da un momento all&#8217;altro per la più assurda delle ragioni. <strong>E ciò che abbiamo fatto è sempre poco rispetto a quello che volevamo fare</strong>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>5 passi per creare la TUA mailing list (3/5)</title>
		<link>http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list-35/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 15:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[infomarketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavoro-casa.com/?p=549</guid>
		<description><![CDATA[<p>Nel primo articolo di questa serie dedicata alla creazione della TUA mailing list abbiamo parlato della risorsa omaggio e di come realizzarla. Nel secondo. della pagina di rilascio. Oggi parliamo del blog e di alcuni strumenti che possono aumentare la visibilità e il successo di una call to action senza grandi sforzi. Il blog Intanto, [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list-35/">5 passi per creare la TUA mailing list (3/5)</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-568" title="Call to action" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/01/call-to-action.png" alt="" width="625" height="328" /></p>
<p>Nel <a title="5 passi per creare la TUA mailing list (1/5)" href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list/" target="_blank">primo articolo</a> di questa serie dedicata alla creazione della <strong>TUA mailing list</strong> abbiamo parlato della <em>risorsa omaggio</em> e di come realizzarla. Nel <a title="5 passi per creare la TUA mailing List (2/5)" href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list-25/" target="_blank">secondo</a>. della pagina di rilascio.<span id="more-549"></span></p>
<p>Oggi parliamo del blog e di alcuni strumenti che possono <strong>aumentare la visibilità e il successo di una call to action</strong> senza grandi sforzi.</p>
<h2>Il blog</h2>
<p>Intanto, precisiamo subito che in questa sede rileva come <strong>uno dei 5 step per crearsi una mailing list</strong>. Voglio dire, sono tante le sfumature di strategia che possono essere colte da una buona gestione del blogging, ma qui ci limitiamo a capire solo come può <strong>aumentare il numero dei lead</strong>.</p>
<p>Perché avere un blog? E come gestirlo? Sembrano domande di un&#8217;altra epoca, nel senso che non è più una grande scoperta che il blog fa bene all&#8217;economia. E&#8217; entrato a far parte degli strumenti di <strong>visibilità aziendale</strong> già da alcuni anni, trasformandosi da semplice diario personale a vero e proprio <em>salotto di studio e di speculazione delle esperienze professionali</em>.</p>
<p>Tuttavia, oltre a tenere conto del fatto che in Italia ci sono ancora milioni di imprenditori che ignorano le potenzialità di sviluppo e di crescita insite nella tenuta di un blog, c&#8217;è anche la sua cattiva gestione che rimarca la cogenza di questo argomento, dove per &#8220;cattiva gestione&#8221; intendo una serie di <em>atteggiamenti svalutativi</em>, più o meno coscienti, posti in essere da blogger sfiduciati o infedeli al mezzo.</p>
<p>Ma torniamo ai lead. Perché avere un blog? <strong>In che modo agevola il formarsi di una mailing list</strong>?</p>
<p>Partiamo dal semplice presupposto che ogni articolo pubblicato è una pagina web a sé che gira sulla rete con i suoi contenuti specifici e indicizzati. Ora, se i navigatori chiedono a Google tutto ciò di cui hanno bisogno, il fatto di avere delle risposte (i tuoi post) pertinenti aumenta la possibilità di essere tra i risultati di ricerca e, di conseguenza, di portare traffico organico sul tuo sito.</p>
<p>Se ne ricava che maggiore è il numero delle risposte, ovvero, degli articoli pubblicati su temi specifici, maggiore è il numero delle volte che i navigatori cerchino proprio argomenti correlati o pertinenti con i tuoi contenuti e trovino il tuo sito tra i risultati di ricerca.</p>
<p>Avere un blog, dunque, significa in prima battuta <strong>avere più occasioni di essere pescato dai navigatori come sito potenzialmente interessante per i contenuti che offre.</strong></p>
<p>C&#8217;è poi l&#8217;opportunità offerta dai social media di poter <strong>condividere i propri contenuti</strong>, catturando altro traffico e fidelizzando quei lettori maggiormente in linea con il tuo blog.</p>
<p>Ma non è solo questo. L&#8217;eventualità che un contenuto possa corrispondere al reale bisogno di informazione del lettore e poi soddisfarlo per qualità di scrittura, profondità di indagine o altro, <strong>pone le basi per una community</strong> di persone che quotidianamente, e senza invito alcuno, decidono di farti visita per continuare a leggere ciò che scrivi.</p>
<p>Alora, i vantaggi di un blog cominciano a essere numerosi:</p>
<ul>
<li>ti rende reperibile nei luoghi in cui si cercano le tue informazioni (motori di ricerca)</li>
<li>ti offre l&#8217;alibi di una condivisione, per richiamare l&#8217;attenzione sulle tue pagine (social media)</li>
<li>ti permette di formare un gruppo di lettori fedeli che a loro volta possono condividere i tuoi contenuti sulle proprie bachece, innestando un meccanismo positivo di <em>viral marketing</em> del tuo blog (community)</li>
</ul>
<p>Ma come interferisce tutto questo con la tua mailing list?</p>
<h2>Strumenti di visibilità e cattura-nomi</h2>
<p>Per fare <strong>lead generation</strong>, ovvero, per catturare nomi e incrementare il numero degli iscritti alla tua mailing list, serve nell&#8217;ordine:</p>
<ol>
<li>traffico sulle tue pagine</li>
<li>traffico incolonnato e orientato verso le tue call to action strategiche.</li>
</ol>
<p>Il primo obiettivo è raggiunto dal blog. Sia nei motori che sui social, o attraverso il traffico di ritorno della community, il blog serve a portare gente sulle pagine.</p>
<p>A questo punto, il navigatore che abbia trovato le risposte soddisfacenti (ma anche quelle <em>parizialmente soddisfacenti</em> rispetto alla pertinenza dei contenuti di atterraggio), deve essere catturato da una specie di <strong>loop strategy</strong> e orientato a compiere determinate azioni finalizzate alla lead generation.</p>
<p>Facciamo degli esempi:</p>
<ul>
<li>google/social/email → post blog → call to action su sidebar (widget)</li>
<li>google/social/email → post blog → call to action in top bar</li>
<li>google/social/email → post blog → call to action a piè di post (box)</li>
<li>google/social/email → post blog → post blog correlato → call to action a piè di post (box)</li>
<li>google/social/email → post blog → post blog consigliato → call to action a piè di post (box)</li>
<li>google/social/email → post blog → next post blog → call to action a piè di post (box)</li>
</ul>
<p><strong>Dalla fonte al risultato e dal risultato all&#8217;azione</strong>. Ma come si intuisce dagli esempi, in alcuni casi il lettore può essere utilmente <em>guidato</em> nel blog nella fruizione di contenuti pertinenti o complementari rispetto al primo risultato di ricerca o di interesse. Se un articolo offre una buona parte dell&#8217;informazione desiderata, ci può essere un altro titolo che la completa. Ed è opportuno non lasciare che il lettore esca dal sito senza avere completato il suo percorso.</p>
<p><strong>Due o più articoli messi in follow up</strong>, come un loop che si muove con i link di fine testo,<strong> formano uno schema</strong>. Ed è ciò che aiuta il blogger a orientare l&#8217;attenzione del lettore verso un&#8217;<em>azione di optin</em>. Ottenuta l&#8217;attenzione e suscitata la motivazione, serve l&#8217;azione.</p>
<p>Top bar, sidebar, footer bar, box, etc. sono strumenti di grande utilità in questo senso, capaci di raddoppiare il numero degli iscritti a una maling list, soprattutto quando compaiono al <strong>posto giusto nel momento giusto</strong>.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Vogliamo formare una mailing list. E vogliamo farlo in modo pulito e veloce (o quanto meno il più veloce possibile). Abbiamo visto negli articoli precedenti che il primo punto di una buona strategia di lead generation è quello che riguarda la risorsa.</p>
<p>Poi serve una <strong>optin page</strong>, un pagina dove l&#8217;utente, avendo maturato la decisione di iscriversi e di scaricare la risorsa, lascia i suoi dati (mediante form).</p>
<p>Ma come e quando matura la decisione di iscriversi? <strong>Leggendo contenuti di suo interesse sul tuo blog</strong>. Di qui saranno poi gli <em>strumenti di visibilità</em> <em>e di orientamento</em> a guidarlo passo-passo fino ad entrare nella tua mailing list.</p>
<p><em>PS: nel prossimo articolo vediamo cosa sono i commenti di tipo CMI (critici ma intelligenti)</em></p>
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		<title>C&#8217;è bisogno di un reset totale</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 15:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questi giorni, se sei solo minimamente sensibile alle vicende politiche e sociali che ci circondano, non puoi fare a meno di notare la sofferenza della gente e, con essa, la direzione di marcia in cui sta andando un grande Paese come il nostro. La politica non è mai stato un affare pulito, benché la [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/la-politica-non-e-mai-stato-un-affare-pulito/">C&#8217;è bisogno di un reset totale</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-541" title="bandiera d'Italia" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/01/bandiera_Italia.jpg" alt="" width="600" height="344" /></p>
<p>In questi giorni, se sei solo minimamente sensibile alle vicende politiche e sociali che ci circondano, non puoi fare a meno di notare la sofferenza della gente e, con essa, la direzione di marcia in cui sta andando un grande Paese come il nostro.<span id="more-533"></span></p>
<p><strong>La politica non è mai stato un affare pulito</strong>, benché la retorica nei salotti televisivi faccia pensare alla possibilità di avere un contesto impeccabile, se solo ci fosse Tizio o Caio o se solo si adottasse un modello piuttosto che un altro.</p>
<p>La verità è che non esiste una storia politica senza la corruzione e le angherie dei potenti. Dal cianuro di Socrate alle coltellate di Cesare, fino alle più recenti guerre mondiali, la buona politica, quella che si invoca come modello di riferimento per avere sempre una parola di biasimo per i governanti di turno, è un&#8217;utopia, un <em>non-luogo</em> che si realizza per un tempo limitato al solo scopo di contenere idealmente il prevaricare della cattiva politica.</p>
<p>In parole povere, quando il gioco si fa duro, tutti ci ricordiamo dell&#8217;etica e dei valori. E&#8217; come se la nostra memoria &#8211; del resto è proprio questo il punto &#8211; funzionasse solo a fasi alterne e soprattutto quando subisce lo stress di immagini o congetture che provocano un certo disagio alla nostra coscienza egoistica.</p>
<p>Se la nostra coscienza non viene stressata, se nessuno ci mostra l&#8217;immagine di un bambino che piange con un carroarmato sullo sfondo, la memoria dimentica e il cervello ragiona su altro. Dimentica la buona politica, il bisogno che ha di essa, e convive con tutto quello che gli capita intorno, compresi i raggiri, i soprusi e il dispregio della democrazia.</p>
<p><strong>La storia del mondo è scritta su una prevalenza di pagine di cattiva politica</strong>, perché nonostante il ripetersi ciclico delle crisi, la gran parte del tempo è passata in condizioni di ordinaria amministrazione delle coscienze. Ci sono stati più giorni ordinari che giorni di crisi. E quindi più dimenticanza che prese di coscienza. Non so se ho reso l&#8217;idea.</p>
<p>Ora, stiamo attraversando un momento di forte crisi. Anche grazie a internet, le immagini di abusi e soprusi fanno il giro del mondo in pochi minuti. Le verità emergono, i complotti si svelano per quello che sono e gli imbrogli di un sistema che oramai è al collasso sono sotto il naso di tutti.</p>
<p>Dalla politica al lavoro, ai sindacati, all&#8217;alimentazione e alla sanità, non c&#8217;è un solo settore della nostra vita che non sia stato progettato per sfruttare la gente, calpestando diritti di persone e popoli.</p>
<p>E&#8217; un sistema vigliacco, perché non opera in contraddizione con i dettami della legge, come più o meno avviene con i criminali di tipo comune, ma li plasma e li modella a suo uso e consumo. Si occupano posti di potere per legiferare a proprio vantaggio. E questo non riguarda la destra o la sinistra. Riguarda tutti i partiti che si sono avvicendati dal dopoguerra a oggi.</p>
<p><strong>E&#8217; un sistema vigliacco</strong>. I vaccini (nocivi e letali) sono imposti dalla legge. L&#8217;alimentazione insalubre con cui ci nutriamo è prescritta dai medici di base. Le sigarette sono vendute dallo Stato in regime di monopolio. I giochi d&#8217;azzardo sono un business dello Stato e sono fortemente promossi. Più del 50% dei reati previsti dal codice penale sono <em>ufficiosamente non perseguiti</em>, perché le procure non hanno i mezzi per occuparsi di tutto. Le case sono costruite con materiali obsoleti. Gli appalti pubblici sono eseguiti con il massimo ribasso e con una conseguente carenza di qualità.</p>
<p>I politici rubano, ma anche i dirigenti e i burocrati di cui nessuno parla. E in ogni ufficio, dall&#8217;ASL all&#8217;INPS, dalla motorizzazione civile agli uffici di Equitalia, dal nord al sud ne è piena l&#8217;Italia di questi porci.</p>
<p>Nella mia precedente carriera di <em>Consulente del lavoro</em> (dal 1996 al 2008) ne ho viste di cotte e di crude. Impiegati e dirigenti che arrotondavano gli stipendi con mazzette e altre attività illecite.</p>
<p>Ricordo che ero ancora un praticante e mi scandalizzai quando un impiegato dell&#8217;ufficio IVA di allora a Caserta chiese al mio magister  50 mila lira di mazzetta. Poi ho scoperto che più si saliva lo stivale, più aumentava il <em>dazio illecito</em>. A Roma, per lo stesso tipo di intervento, chiedevano 500 mila lire. E a Milano non meno di 1 milione.</p>
<p>Ma di cosa stiamo parlando, amici miei!!??</p>
<p>Le persone non sono tutte disoneste, per fortuna. E per quelle che lo sono, esistono le leggi e le sanzioni. Ma quando le leggi sono contro i diritti naturali, <strong>quando ti prendono come persona e ti allevano come un pollo</strong>, facendoti credere che le ombre che si stagliano sul fondale della caverna sono tutto ciò che c&#8217;è da sapere sul tuo mondo, quando tu stesso non riesci a fare un passo oltre il<strong> cerchio della paura</strong>, cercando di trovare grandi rimedi in meno di mezzo metro quadrato di idee, oppure imputando ad altri la colpa del tuo immobilismo cronico,<strong> il disagio della coscienza è a livelli estremi</strong> e non ci si può semplicemente rassegnare.</p>
<p>Bastano le petizioni? Io non credo. Non solo perché non sarà mai sufficiente una raccolta di firme a soppiantare, per esempio, un sistema come quello di <em>Equitalia</em>, ma anche perché <strong>il cambiamento è una vicenda, se vogliamo, molto intima</strong>. Lo Stato è ciò che siamo. E persino i finti rappresentanti delle istituzioni, se sono lì è perché noi lo abbiamo permesso, indipendentemente dal sistema elettorale. Del resto, <em>il porcellum</em> è una trovata degli ultimi anni, mentre la cattiva politica e i finti rappresentanti ci sono da sempre. Per colpa di chi?</p>
<p><strong>Il nostro è un grande Paese</strong>. Ma sta prendendo una direzione inquietante. C&#8217;è bisogno di un <em>reset totale</em>. Non importa quello che succede dopo. E&#8217; sempre meglio ripartire daccapo, anche lentamente, piuttosto che trovarsi in velocità sull&#8217;orlo del baratro.</p>
<p>Se ricominciamo, possiamo fare le cose con calma, guardandoci negli occhi e ricordandoci di ciò che ci siamo lasciati alle spalle. Se precipitiamo, no.</p>
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		<title>5 passi per creare la TUA mailing List (2/5)</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 11:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[infomarketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavoro-casa.com/?p=485</guid>
		<description><![CDATA[<p>Andiamo avanti con gli step su come crearsi una mailing list. Nell&#8217;articolo precedente abbiamo parlato della risorsa. Abbiamo detto che serve una risorsa di grande valore e al passo coi tempi da rilasciare ai propri lettori/prospect. E abbiamo indicato alcune soluzioni. Soddisfatto questo primo requisito, ovvero, procurata la risorsa, chiunque voglia crearsi una mailing list [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list-25/">5 passi per creare la TUA mailing List (2/5)</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-500" title="Lead Generation" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/01/Lead-Generation.jpg" alt="" width="600" height="309" /></p>
<p>Andiamo avanti con gli step su come crearsi una <strong>mailing list</strong>. Nell&#8217;<a title="5 passi per creare la TUA mailing list (1/5)" href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list/" target="_blank">articolo precedente</a> abbiamo parlato della <em>risorsa</em>. Abbiamo detto che serve una <strong>risorsa di grande valore e al passo coi tempi</strong> da rilasciare ai propri lettori/prospect. E abbiamo indicato alcune soluzioni.<span id="more-485"></span></p>
<p>Soddisfatto questo primo requisito, ovvero, procurata <em>la risorsa</em>, chiunque voglia crearsi una mailing list deve poi presentarla (la risorsa) ai suoi lettori. Serve, dunque, una <strong>pagina di presentazione e di rilascio</strong> <strong>della risorsa</strong> sulla quale il lettore possa misurare il suo interesse per l&#8217;oggetto e decidere se scaricarlo &#8211; in cambio della sua mail &#8211; oppure no.</p>
<p>Ecco ciò di cui parliamo oggi.</p>
<h2>Crea una pagina di rilascio</h2>
<p>In gergo è conosciuta come <strong>squeeze page</strong>, per via della sua funzione di <em>cattura nomi</em> o <em>spremi nomi</em>. E in giro se ne vedono davvero tante, da quelle amatoriali a quelle più sobrie e professionali.</p>
<p>La <strong>pagina di rilascio di una risorsa</strong> è comunque una pagina finalizzata alla<strong> lead generation</strong>, ovvero, ad acquisire contatti per la mailing list. E volendo, in tal senso, è uno strumento più che capiente. Del resto, si può fare <em>lead generation</em> anche con un semplice widget sulla sidebar del blog. Un&#8217;immagine, due righe e un form sono tutto ciò che basta perché i lettori possano interagire col maccanismo e lasciare la propria email.</p>
<p>Ma siamo sicuri che ci sia così poco da aggiungere all&#8217;argomento? Siamo sicuri che non si possa ottimizzare questa fase per avere più lead/contatti di quelli che normalmente si ricavano con le squeeze page standard?</p>
<h3>Il test del video bloccato</h3>
<p>Nel 2011 ho fatto un test. Ho creato due pagine completamente uguali. Entrambe con la stessa headline, con lo stesso video sulla sinistra e il medesimo form di iscrizione sulla destra. L&#8217;unica differenza era che nella <em>squeeze page numero 1</em> il video partiva normalmente con un clic sul pulsante play, mentre nella <em>squeeze page numero 2</em> il video era bloccato. Cioè, cliccando sul play si apriva una tip che chiedeva al visitatore di lasciare la sua email prima di procedere con la fruizione del video.</p>
<div rel="album" class="sws_image_frame sws_center use-lightbox-1" style="width:580px; height:px;"><a><img rel="" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/01/1.png" class="sws_style2" style="border-radius:5px; -moz-border-radius:5px; -webkit-border-radius:5px; max-width:580px; max-height:px;"></a></div>
<div rel="album" class="sws_image_frame sws_center use-lightbox-1" style="width:580px; height:px;"><a><img rel="" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/01/2.png" class="sws_style2" style="border-radius:5px; -moz-border-radius:5px; -webkit-border-radius:5px; max-width:580px; max-height:px;"></a></div>
<h3>Quali sono stati i risultati?</h3>
<p>Sono stati sorprendenti. Su 100 visitatori che sono atterrati sulla <em>squeeze page numero 1</em>, quella dove il video partiva con un semplice clic, 18 si sono iscritti alla mailing list. Su 100 visitatori che sono atterrati sulla <em>squeeze page numero 2</em>, quella dove il video era bloccato, 47 si sono iscritti alla mailing list. <strong>Il 240% in più</strong>, se non vado errato.</p>
<p>Un pò sono rimasto stupito, perché nella pagina del video bloccato l&#8217;utente doveva compiere un&#8217;azione in più per arrivare alla risorsa. E questo mi faceva supporre che dallo split test ne sarebbe uscita sconfitta. Invece, anche in questo caso, <strong>il desiderio di sapere come va a finire una storia</strong> ha prevalso sull&#8217;usabiità della pagina e ha spinto gli utenti a iscriversi alla mia mailing list.</p>
<h3>Le immagini impattanti</h3>
<p>Ho ripetuto il test con altri prodotti, usando altre immagini da mostrare al posto del box di YouTube. È successo che sono cambiati nuovamente i risultati. E sono cambiati tutte le volte in base all&#8217;immagine di anteprima che si sostituisce al video.</p>
<p>Questo mi ha fatto capire che<strong> la tecnica del video bloccato</strong> (che fa leva sul desiderio di sapere come va a finire la storia) funziona quando concorrono i due seguenti fattori:</p>
<ol>
<li><strong>headline e subheadline che introducono una storia</strong> (e non si limitino a elargire promesse iperboliche)</li>
<li><strong>immagine</strong> <strong>impattante</strong> che attiri l&#8217;attenzione e faccia pregustare alcune parti rilevanti del video che si potrà vedere appena dopo l&#8217;iscrizione</li>
</ol>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Ricapitolando, dopo avere individuato/prodotto/acquisito la tua risorsa di grande valore per i lettori a cui vorrei presentarla, hai bisogno di una pagina di rilascio. Il mio consiglio, quando è possibile, è di usare la video comunicazione. Un video breve, che non superi il minuto o il minuto e mezzo, garantisce più aperture e visualizzazioni di video più lunghi.</p>
<p>Se poi te la senti di provare <strong>la tecnica del video bloccato</strong>, allora studia un&#8217;headline che sia meno markettara e più narrativa. Deve introdurre una storia e far nascere il desiderio di sapere come va a finire. Poi scegli un&#8217;immagine di impatto da mostrare come frame del finto video e linkala a un messaggio. Ovviamente, non deve mancare nei paraggi il form di iscrizione.</p>
<p>Avrai più iscritti di quanti tu ne possa acquisire con la procedura standard.</p>
<p><em>PS: se non sai come creare il finto video su una pagina che dopo l&#8217;iscrizione reindirizzi alla stessa pagina con video vero, puoi avvalerti del <a title="attività di supporto cdc project" href="http://support.cdcproject.com/" target="_blank">nostro servizio di supporto</a>.</em></p>
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		<title>5 passi per creare la TUA mailing list (1/5)</title>
		<link>http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 23:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[infomarketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavoro-casa.com/?p=395</guid>
		<description><![CDATA[<p>Forse ne hai sentito parlare. Forse ne sei pienamente consapevole e non ci sarebbe bisogno di ripeterlo ancora. Ma non è mai superfluo ricordarsi &#8211; come fattore induttivo di motivazione e di crescita &#8211; che l&#8217;oro è nella lista, ovvero, nella mailing list. Cosa significa? Significa che se possiedi una lista di contatti, meglio se [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/5-passi-per-creare-la-tua-mailing-list/">5 passi per creare la TUA mailing list (1/5)</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-432" title="Mailing list" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/01/mailing-list.jpg" alt="" width="625" height="356" /></p>
<p>Forse ne hai sentito parlare. Forse ne sei pienamente consapevole e non ci sarebbe bisogno di ripeterlo ancora. Ma non è mai superfluo ricordarsi &#8211; come fattore induttivo di motivazione e di crescita &#8211; che <strong>l&#8217;oro è nella lista</strong>, ovvero, nella <strong>mailing list</strong>.<span id="more-395"></span></p>
<div class="pullquote_right">
<p>The gold is in the list! </p>
</div>
<p> Cosa significa? Significa che se possiedi una lista di contatti, meglio se targhettizzata e formata secondo le regole del <em>permission marketing</em>, hai tra le mani una fonte di guadagno costante e longeva.</p>
<p>Gestisco clienti che quotidianamente realizzano 800/900 euro di vendite in infoprodotti di piccolo taglio, dal costo che non supera mediamente i 20 euro. Il che vuol dire che stiamo parlando di 40/50 vendite al giorno. E anche di più. Un risultato strepitoso.</p>
<p><strong>Come fanno? Quali strumenti usano? </strong>Usano molti strumenti, diciamolo subito. Ma nessuno di questi potrebbe funzionare senza una <em>mailing list</em> verso cui convogliare tutto il lavoro prodotto con quegli strumenti.  E non è un caso che le conversioni arrivino a distanza di poche ore dall&#8217;invio della newsletter o della mail che contiene la promozione del prodotto/servizio in offerta.</p>
<p>Con quello di oggi cominciamo una serie di 5 articoli su <strong>come costruire velocemente una mailing list importante seguendo uno schema fatto di 5 step</strong>. Assicurati di fare ognuna di queste cose prima di occuparti di altro:</p>
<ol>
<li><strong>realizza una risorsa</strong> di grande valore e al passo coi tempi</li>
<li>crea una pagina di rilascio con <strong>video bloccato</strong> e un&#8217;immagine d&#8217;impatto (vedremo di cosa sto parlando nel prossimo articolo)</li>
<li>installa un blog con una <strong>top bar</strong> che rimanda alla pagina di cui sopra</li>
<li><strong>lascia commenti del tipo CMI</strong> (critici ma intelligenti) sui siti/blog della concorrenza (sono fonte di grande traffico)</li>
<li>crea una pagina Facebook con <strong>contenuti virali</strong> (vedremo quali)</li>
</ol>
<div class="divider_basic"></div>
<h2>Realizza una risorsa di grande valore e al passo coi tempi</h2>
<p><strong>Serve un&#8217;idea</strong>, una buona idea che tenga conto di cosa hanno bisogno realmente i tuoi lettori. Puoi scoprirlo in tanti modi:</p>
<ul>
<li>parlando/chattando con loro</li>
<li>postando piccole domande/curiosità sul tuo profilo Facebook</li>
<li>analizzando i comportamenti della concorrenza</li>
<li>estrapolando la tua esperienza personale</li>
<li>indagando con gli strumenti di Google</li>
<li>etc.</li>
</ul>
<p>Una volta che l&#8217;hai capito o che presumibilmente senti di essere nella direzione giusta, non ti resta che <strong>lavorare sulla soluzione</strong>, che non significa necessariamente scriverla e farne un report. Molti usano questa tecnica anche quando non è oggettivamente la migliore strada da percorrere.</p>
<p>Se sai scrivere, tanto di guadagnato. E se pensi che un report sull&#8217;argomento scritto da te possa dare una ventata di novità e di qualità al <em>ciarpame</em> che si vede in giro, mettiti pure subito al lavoro. Ma se la scrittura non è il tuo forte, meglio fare leva su altri punti.</p>
<p>Bada bene: non ti sto dicendo di <em>non scrivere</em>. Ma non ti sto dicendo nemmeno di farlo. <strong>La tua deve essere una risorsa per il lettore, un oggetto di valore che possa realmente aiutarlo a risolvere un problema o a fare meglio qualcosa nella vita</strong>. E in tal senso puoi offrire più di una soluzione che non sia un tuo report o eBook. Per esempio:</p>
<ul>
<li>audiotraining</li>
<li>videotraining</li>
<li>intervista a esperti di settore</li>
<li>raccolta di materiale inedito o poco diffuso</li>
<li>software, plugin, applicativi particolari</li>
<li>etc.</li>
</ul>
<p>Ciò che conta veramente in questa fase è <strong>procurarsi una risorsa di valore</strong>, laddove per valore si intende la capacità dell&#8217;oggetto di soddisfare con <em>lapalissiana intelligenza</em> i bisogni del mercato di riferimento.</p>
<p>Quello che voglio dire è che <strong>le promesse non bastano più</strong>. Il vantaggio di un prodotto deve essere evidente, nei fatti, immediatamente tangibile. E non può essere più solo <em>delibato</em>, ovvero, lasciato a <em>quella percezione del lettore artatamente manipolata</em> dalle parole della sales letter.</p>
<p>Il livello di esperienza del lettore medio è cresciuto in questi ultimi anni. Cionondimeno la <em>risorsa omaggio</em> rimane ancora un utile strumento per formare una buona lista. A patto però che sia al passo coi tempi e che dalle parole e dalle immagini si possa intravedere molto più di una strumentale promessa.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Per oggi ci fermiamo, anche se l&#8217;argomento <em>risorsa</em>, come strumento di acquisizione contatti, richiederebbe molto più tempo.</p>
<p>Nel prossimo articolo di questa serie parleremo della<strong> pagina di rilascio con video bloccato e immagini di impatto</strong>. Roba curiosa su cui ho fatto qualche split test in passato con risultati sbalorditivi, arrivando persino a triplicare il numero dei lead acquisiti con la stessa quantità di traffico in entrata. Vale la pena leggerlo.</p>
<p>Se non l&#8217;hai già fatto, ti consiglio di <a title="registrazione lavoro casa" href="http://www.lavoro-casa.com/join-us/registrazione/" target="_blank">iscriverti al sito</a> per rimanere sintonizzato. Del resto, non costa nulla. E non costerà mai nulla. Anzi, ti diamo pure un bel pò di cose <em>aggratis</em>. Che vuoi di più? <img src='http://www.lavoro-casa.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Aumentare le vendite con l&#8217;insinuazione</title>
		<link>http://www.lavoro-casa.com/aumentare-le-vendite-con-linsinuazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 12:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[infomarketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Insinuare. Che verbo gagliardo! È di certo antipatico, perché apre significati notoriamente ostili secondo il linguaggio comune. Eppure, sembra che l&#8217;insinuazione dei messaggi possa essere presa in considerazione come una tecnica molto efficace per aumentare le vendite. È una questione di messaggi. C&#8217;è chi li promuove e chi li riceve. Per esempio, inviare una mail [...]</p><p>The post <a href="http://www.lavoro-casa.com/aumentare-le-vendite-con-linsinuazione/">Aumentare le vendite con l&#8217;insinuazione</a> appeared first on <a href="http://www.lavoro-casa.com">Lavoro Casa</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-359" title="Insinuazione - opera di Egidio Addesse" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/01/insinuazione.jpg" alt="Insinuazione - opera di Egidio Addesse" width="625" height="446" /></p>
<p><strong>Insinuare</strong>. Che verbo gagliardo! È di certo antipatico, perché apre significati notoriamente ostili secondo il linguaggio comune. Eppure, sembra che l&#8217;<strong>insinuazione</strong> dei messaggi possa essere presa in considerazione come una tecnica molto efficace per <strong>aumentare le vendite</strong>.<span id="more-344"></span></p>
<p>È una questione di messaggi. C&#8217;è chi li promuove e chi li riceve. Per esempio, inviare una mail con un&#8217;offerta può configurare il caso di un messaggio promozionale. Ma inviare una mail non significa consegnare il messaggio. Non significa cioè <strong>insinuare la promozione</strong>, perché l&#8217;insinuazione avviene solo in determinate condizioni (ideali) perché il lettore possa recepire il messaggio.</p>
<p>Sembra una cosa difficile. In realtà, c&#8217;è uno studio condotto nell&#8217;ambito del <em>guerrilla marketing</em> che mette in evidenza l&#8217;importanza della <strong>ripetizione dei messaggi</strong> come tecnica di penetrazione della mente del potenziale cliente.</p>
<p>Ritengo che l&#8217;argomento sia di un fascino notevole per chi bazzica nel nostro ambiente. I <strong>guerriglieri del marketing</strong> ne hanno ricavato una formula matematica che tutti possono applicare con saggezza per aumentare le proprie vendite. E a me, che piace scrivere, è venuta voglia di raccontarla.</p>
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<h6>Immagine di copertina dell&#8217;articolo: <strong><br />
Insinuazione</strong> &#8211; opera in acrilico di Egidio Addesse</h6>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lavoro-casa.com/come-acquisire-clienti-con-la-strategia-della-ripetizione/" target="_blank"><img class="aligncenter  wp-image-356" title="Come acquisire clienti con la strategia della ripetizione" src="http://www.lavoro-casa.com/wp-content/uploads/2013/01/Mockup-Pack-strategia-ripetizione.png" alt="Come acquisire clienti con la strategia della ripetizione" width="625" height="289" /></a></p>
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